Cartoni Estetici di Gabriella Saba PDF Stampa E-mail

CARTONI ESTETICI

ARTE SOLIDALE - Dentro parole, fuori pezzi di carta tagliati e colorati: i libri di una cooperativa argentina fanno scuola in Sud America. E arrivano in Italia.

di Gabriella Saba

Un giorno, perfino Tomás Eloy Martínez è passato e ci ha lasciato un racconto. "Per voi", ha detto. "Perché lo pubblichiate". D'altronde qui sono venuti in tanti: scrittori e poeti, famosi o sconosciuti, poi critici, giornalisti e intellettuali. E gente qualunque, che ha voglia di leggere o vuol sapere chi siamo". Alejandro Miranda ha trent'anni e un'espressione concentrata. Taglia cartoni su un tavolo schizzato di pittura e parla veloce. A scatti. Intorno a lui, uno scenario caotico: il pavimento è coperto da grandi scatole in cartone, in un angolo una bombola a gas e un lavandino sbrecciato, alle pareti foto di Evo Morales e del Che. Disegni variopinti, sempre in cartone, pendono dal soffitto, mentre una quantità inverosimile di libri si affaccia dagli scaffali malridotti. Non si tratta di libri qualunque, però. La differenza la fanno le copertine: realizzate con cartoni da strada, quelli delle scatole da imballaggio.

UN BENE COMUNE. Già, i cartoni. Perché la caratteristica di Eloísa Cartonera, piccola e dirompente casa editrice nata nel 2003, è proprio questa. Loro comprano il materiale dai cartoneros di Buenos Aires, i quali lo raccolgono, a loro volta, nelle strade e nei bidoni della spazzatura. Poi i ragazzi che lavorano da Eloísa tagliano a misura e appiccicano le lettere del titolo. A volte dipinte, a volte no: dipende dall'estro. Il risultato sono quegli esemplari unici che hanno, da qualche tempo, conquistato un pezzo di mondo. E che continuano a costare solo dai cinque ai quindici pesos: da uno a tre euro. È un grande successo editoriale, così nuovo che c'è chi lo studia persino in alcune università nordamericane. Sul coloratissimo sito (www.eloisacartonera.com.ar) il gruppo di editori prende le distanze dalle definizioni arrivate dall'esterno: "Ci hanno detto che estetizziamo la miseria, ma non è vero. Siamo un gruppo di persone che si incontrano per lavorare in un altro modo, e per imparare con il lavoro un sacco di cose. Per esempio la cooperazione, l'autogestione, l'impegno per un bene comune".

LIBRI E VERDURA. Eloísa è una via di mezzo tra impresa solidale e iniziativa editoriale. Ma è anche un prodotto della crisi che ha devastato l'Argentina nel 2001. Migliaia di aziende chiuse, decine di migliaia di persone senza più un lavoro. Tra loro, anche molti figli della piccola borghesia, poco allenati a dover affrontare problemi economici, che da un giorno all'altro si trovarono a lottare per sopravvivere. A inventarsi un lavoro di raccoglitori di cartone sono stati in quarantamila. Li ha aiutati un altro evento legato alla crisi: la chiusura delle cartiere e la conseguente penuria di carta e cartone. La loro raccolta è diventata utile. E i cartoneros si sono trovati a essere protagonisti della storia più conosciuta della crisi economica. Pochi anni dopo, l'incontro con la storia di Eloísa. A renderlo possibile sono stati in tre: lo scrittore di culto Wáshington Cucurto (nome d'arte di Santiago Vega), il disegnatore grafico Javier Barilaro e la poetessa Fernanda Laguna, che hanno deciso di aprire una piccola casa editrice nel quartiere di Almagro, dentro un locale minuscolo da loro battezzato No hay cuchillo sin rosas, non c'è coltello senza rose. Vendevano verdura e libri, quei libri bizzarri fatti con i pezzi di scatoloni che compravano, appunto, dai cartoneros. E che pagavano, per solidarietà, cinque volte di più del prezzo corrente. È stato così che Eloísa è diventata un caso - e anche una tappa rituale per gli artisti più sensibili in visita in città. Tanto che dai pochi titoli dell'inizio, in sei anni la casa editrice è arrivata a superare quota duecento. Si è anche trasferita, scegliendo il colorato quartiere di La Boca, proprio alle spalle della Bombonera, la gloria architettonico-calcistica del barrio devoto alla squadra del Boca Juniors. Una grande stanza che si affaccia sulla strada, due vetrine coperte da scritte colorate, tra piccoli cuori dipinti in rosso fiamma. E, in azzurro, il nome completo: Eloísa Cartonera, Cooperativa Editorial Latinoamericana.

MASSIMO MILLE COPIE. Sul marciapiede, un grande tavolo dove un ragazzo è intento a trasformare i cartoni in copertine. Anche Alejandro, dopo averci ricevuto all'interno, non smette un secondo di ritagliare. Trova però il tempo di indicarci i più venduti sugli scaffali: dai romanzi dello scrittore "maledetto" Andrés Caicedo, colombiano, morto suicida negli anni Settanta, ai racconti dell'argentino César Aira e del cinquantenne Alan Pauls, autore porteño di successo. Ancora, poesie del cileno Enrique Lihn e del peruviano Martín Adán accanto a opere di esordienti ancora sconosciuti. Tutti rigorosamente sudamericani. E in involucri sempre diversi. Come garantisce la prima frase che si trova aprendo i volumi: "I libri vengono stampati fino a un massimo di mille copie ciascuno, ogni copia diversa dall'altra". Sul dorso, altra frase: "Copertina fatta con cartone comprato ai cartoneros nella strada pubblica. Tagliato, dipinto a mano e stampato nella cartoleria No hay cuchillo sin rosas".

CUMBIA CARTONERA Dentro lo stanzone, cumbia colombiana come colonna sonora di sottofondo e un andirivieni di ragazzi che aiutano i sei giovani della cooperativa. Alejandro, cileno di Valparaiso, è uno dei sei. Arrivato a Buenos Aires un anno fa, venne a sapere della Cartonera e si innamorò del progetto. Poi Ricardo, Maria. E Miriam, ex cartonera che un giorno passò di qui per cercare acquirenti, e invece è rimasta a lavorare. Di libri non sapeva niente, adesso è un'appassionata, e una gran lettrice. Infine, Cucurto, il fondatore della casa editrice, diventato nel frattempo scrittore famoso. Il prestigioso Grupo Editorial Planeta ha pubblicato, qualche anno fa, il suo romanzo El curandero del amor, proiettandolo dai circuiti underground a un grande successo di critica e di pubblico. Cucurto è un trentaseienne con grandi baffi e capelli scuri. Nei suoi libri racconta un mondo alternativo di sesso e notti folli, con linguaggio avvincente. Ora pensa di comprare un terreno soltanto per Eloísa, con tanto di orto biologico. Ma un altro dei suoi sogni si è già realizzato, almeno in parte: immaginava una rete di cartoneras simili a quella di Buenos Aires in tutta l'America Latina. E in effetti, sono ormai diciassette le case editrici analoghe a Eloísa nate in Cile, Brasile, Paraguay, Bolivia, Messico, Perù. Si scambiano gli autori: ognuna di loro vende, accanto ai libri che pubblica, anche quelli pubblicati dalle consorelle.

ARGENTINA - ITALIA La nuova crisi economica, adesso, colpisce anche Eloísa: le richieste sono calate. Nel frattempo, però, i suoi libri sono arrivati in Italia, con un numero campione di quaderni e libri per bambini lanciato dalla casa editrice Nda. Era da tempo che Massimo Roccaforte, il proprietario, aveva sentito la storia dei ragazzi della Cartonera. L'anno scorso è andato a trovarli. "Sono persone preparate, intelligenti, aperte", racconta, "e con un'idea di casa editrice rivoluzionaria, unica a livello mondiale". Gli oltre duecento esemplari che ha comprato Roccaforte sono in vendita nelle librerie Feltrinelli. Poi, se andrà bene, la Nda partirà con progetti più ambiziosi. "Vorremmo continuare l'esperimento", spiega Roccaforte, "affidando a Eloísa anche stampa e rilegatura di un titolo o magari più d'uno, scegliendo fra autori italiani, o tradotti in italiano, pensati e lavorati da noi. Ma poi, prodotti a Buenos Aires".

 

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