Incontro con WU MING 2: Quando una storia genera il suo autore PDF Stampa E-mail

Quando una storia genera il suo autore

Incontro con il collettivo di scrittori WU MING

Residenza di Studi Superiori, via Fantin 15, Bologna


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Meravigliosamente interessante è stato l’incontro di martedì 17 con Wu Ming 2, svoltosi nientemeno che nella Residenza Studi Superiori dell’Università di Bologna. Ecco una breve relazione su quanto emerso:

Wu Ming abbraccia il progetto di scrittura collettiva fondato nel gennaio 2000 da un movimento che fu nominato “Luther Blisset”. Questo progetto, che coinvolgeva centinaia di persone, aveva lo scopo di identificare un unico autore, nato dalla molteplicità di tutti gli individui che facevano parte del movimento.

Gli scritti, provenienti da tutto il mondo, venivano raccolti da un comitato centrale, senza nessuna autorità gerarchica. Tutti i componenti si chiamavano allo stesso modo, dandosi l’appellativo, anche vicendevolmente, di “io”. Il progetto “Luther Blisset” consisteva in un piano quinquennale, al termine del quale alcuni dei suoi componenti si riunirono dando vita a Wu Ming, una band letteraria.

Lo scopo di Wu Ming è quello di portare avanti il principio di Luther Blisset, dirigendolo verso un progetto letterario. Ossia, mentre Luther Blisset aveva un programma operativo che spaziava dalla radio, al racconto di storie e all’arte in senso più ampio del termine, Wu Ming traduce il proprio lavoro nella realizzazione di un romanzo che ha il più possibile le sembianze di un’opera scritta da una sola persona.

Fu esattamente dalla cellula bolognese di Luther Blisset che partì il progetto Wu Ming, il quale condivide con Luther Blisset i seguenti punti:

1) Interesse per la narrativa, in particolare per letteratura e romanzo;

2) Tentativo di mettere le biografie individuali in secondo piano rispetto alla narrativa prodotta e al nome collettivo;

3) Il cosiddetto “copyleft”, ossia il tentativo di conciliare la produzione di opere no copyright con la pubblicazione per un’importante casa editrice. Il copyleft garantisce la riproducibilità dell’opera nonostante sia pubblicata.

Il laboratorio collettivo Wu Ming opera con il seguente metodo:

Viene realizzato con la collaborazione di più persone un diagramma ad albero dello svolgimento della storia. La lavorazione non ha tempi definiti, e si compone di diverse fasi, a partire dallo scambio dei materiali, fino ad avere un’idea precisa di quel che bisogna scrivere, ottenendo una breve descrizione del romanzo in una breve scaletta divisa in capitoli, a loro volta suddivisi in schemi narrativi. Ogni partecipante si prende la responsabilità di scrivere un capitolo. Si può scrivere anche in parallelo, perché attraverso la scaletta si sa dove porta ogni singolo capitolo. Durante la lavorazione ci si scambiano feedback.

A fine lavoro ci si riunisce per scambiarsi commenti o osservazioni, ci si possono proporre stesure alternative di eventuali capitoli che presentassero troppi problemi.

E’ molto importante la lettura ad alta voce, perché è molto efficace per far emergere errori, imperfezioni o difficoltà strutturali, così come è fondamentale l’intervento dell’editor della casa editrice, perché alcuni problemi del testo potrebbero sfuggire agli autori, abituati a quel flusso di parole su cui lavorano da tempo.

Le proposte che si escludono tra loro vengono cestinate, e si propongono alternative fino ad incontrare l’unanimità.

FAQ:

SCELTE LINGUISTICHE: come evitare di far capire qual è la mano di uno scrittore piuttosto che un’altra?

Risposta: Lo stile è il prodotto di una ricerca. Chi non ha mai fatto una ricerca approfondita per trovare il proprio stile specifico, in realtà scrive in italiano. Wu Ming ha fatto una ricerca ai fini di ottenere un proprio stile collettivo di gruppo. Ossia, il valore aggiunto di un gruppo collettivo di scrittori è quello di qualsiasi scrittore individuale. Uno dei valori aggiunti è lo stile riconoscibile e il tipo di narrativa riconducibile al collettivo stesso. L’obiettivo non è una scrittura che metta d’accordo tutti: le varie parzialità vengono messe sulla pagina e discusse.

PLURALITA’ DI PERSONAGGI: E’ possibile vincere la sfida di una grande pluralità di personaggi?

Risposta: certo, se si è un forte gruppo di scrittori. Wu Ming vieta la filosofia “ognuno tiene un personaggio”.

A COSA STA LAVORANDO ORA WU MING? Ad un romanzo sulla Rivoluzione Francese, più precisamente, ambientato nel periodo del Terrore. Questa storia vuole mettere in evidenza non solo la caratteristica cupa della Rivoluzione, ma anche gli aspetti creativi del periodo. Il romanzo si sviluppa attraverso personaggi un po’ laterali, non appare nessun vero protagonista della Rivoluzione.

Quanto sopra non è altro che la stesura degli appunti, appassionatamente presi durante l’incontro. Adoro questa filosofia. Perché una storia scritta in questo modo è come se prendesse vita a sé. E la vita della storia diventa così potente da generare, a sua volta, la vita dell’autore. E non è una cosa detta al contrario, è lì il bello, anzi, lo straordinario. Affascinante e misterioso come solo il frutto di tanto lavoro può esserlo.

Cristina Orlandi.

 

 

 

 
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