Achille De Luca PDF Stampa E-mail

Achille De Luca

Il commissairo Achille De Luca si ritrova nella trilogia Carta bianca, L'estate torbida e Via delle Oche. E' uno dei personaggi seriali di Lucarelli, il primo. Le sue storie sono ambientate nel primo dopoguerra e sono frutto degli studi universitari del giovane Lucarelli. De Luca è il più «brillante giovane investigatore della Polizia fascista». E' un professionista dell'indagine e questo gli consente di ritornare in Polizia anche nel dopoguerra. Lucarelli ne racconta la clandestinità dalla caduta del regime alla riabilitazione. Dal '45 al '48 De Luca è un commissario della polizia repubblichina a Salò, poi un clandestino condannato a morte dal Comitato nazionale di liberazine che si nasconde a Sant'Alberto di Romagna e infine un vicecommissario aggiunto della buoncostume nell'Italia democratica a Bologna. Subirà anche un processo per il suo passato politico. De Luca è stato infatti uno dei capi della Muti, la brigata della polizia politica del regime fascista.  Ma  De Luca però non è prima di tutto un fascista, ma un poliziotto. «Non si chiedono scelte politiche a un poliziotto, gli si chiede solo di fare bene il suo mestiere» dice De Luca (Carta bianca, pag. 88). Lui è un poliziotto, un bravo poliziotto. Quello è il suo mestiere e rappresenta anche  la sua identità umana.

De Luca ha scelto di fare l'investigatore in polizia dopo aver abbandonato gli studi universitari di Giurisprudenza. Il suo carattere, o meglio la sua indole, lo portano a essere un investigatore per rimettere in ordine le cose e di capire la ragione degli avvenimenti anche quando questi sono apparentemente misteriosi e senza spiegazione.

«Il guaio è che sono nato curioso, è sempre stato così... Bisogna che tutto sia chiaro, tutto a posto, nei minimi particolari, con un nome e un perché razionali, se no impazzisco». Sono le parole (Carta bianca, pag. 88) di De Luca per descriversi. Lui deve scoprire la verità e arrestare il colpevole. Quello è il suo dovere, anzi il suo mestiere. Lo spiega al brigadiere della polizia partigiana Leonardi che gli viene affiancato nell'indagine che caratterizza il libro L'estate torbidai. «C'è da risolvere un caso, da trovare qualcuno? Io lo risolvo e io lo trovo. Mai torturato nessuno, mai visto torturare nessuno... non ci crede? Creda un po' quello che vuolo. Non sono stato nella Squadra Politica perché ero fascista, lo ero come lo erano tanti, non me ne fregava niente...»  (L'estate torbida, pag. 109).

De Luca è un poliziotto, solo un poliziotto.

 

 

 
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