Prologo di Luca Occhi PDF Stampa E-mail

PROLOGO di Luca Occhi


Accasciato sulla poltroncina, la testa appena reclinata all'indietro. Gli occhi fissi su una piccola crepa del soffitto, sbarrati, in un inspiegabile attimo di paura. Sullo scrittoio, un computer in stand by. Appunti vergati a mano pieni di note e scarabocchi. Pile di libri. Una copia del Sabato Sera con un articolo dal titolo "Buon compleanno Carlo". Indossa il solito completo nero, ma al posto delle scarpe, scomode, un paio di vecchie pantofole.

Gli uomini della scientifica, nelle tute bianche, stanno eseguendo i rilievi. Qualcuno ha annotato che la porta di casa pare chiusa dall'interno, e non vi sono tracce d'effrazione. Né, a un primo sommario esame, di violenza sul corpo.

"Magari è morto d'indigestione" pensa uno dei militari osservando un piatto vuoto in cui si notano ancora vaghe tracce di quello che sembra essere ragù. "E io me ne sto qua a fare gli straordinari."

Qualcuno, qualcuno molto in alto, ha deciso che bisogna fugare ogni dubbio sulla morte improvvisa del più grande scrittore di noir del Paese. Uno scrittore a volte scomodo. Che sapeva rimestare nei segreti rimossi ad arte dalle coscienze e, secondo indiscrezioni di chi lo conosceva bene, intento a lavorare a un libro dal contenuto a dir poco esplosivo.

Per questo, erano tutti lì a cospargere di polveri maniglie e ripiani alla ricerca di qualche impronta. Faranno analizzare il contenuto del piatto. Violeranno i file del computer. Interrogheranno amici, vicini, conoscenti. L'obiettivo è dimostrare all'opinione pubblica che s'è trattato di un semplice quanto sfortunato malore, un accidente del caso. E ai tanti fan dello scrittore che non è un complotto, che nessuno l'ha mai voluto zittire.

In un angolo, invisibili a tutti, il sovraintendente Coliandro e l'ispettore Grazia Negro osservano la scena affatto convinti. Sono decisi ad andare fino in fondo, a scoprire la verità. È una questione personale. Anche se non sarà facile, per loro, trovare qualcuno che li aiuti.

 

Occhi Luca galoppa suo malgrado verso il mezzo secolo e vive a Imola dove è felice. Fa parte della Compagnia Letteraria Colonne d'Ercole, collettivo di scrittura con cui ha pubblicto la raccolta SPUTI - Storie di disprezzo (Bacchilega editore 2008). Con due amici della Compagnia, Paolo Bernardi e Giorgio Ottaviani,  ha dato vita a Officine Wort, sodalizio che si occupa di organizzare eventi e concorsi letterari. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati sulla rivista Progetto Babele, di cui è collaboratore, sul settimanale imolese Sabato Sera e su altre riviste. Con il racconto intitolato Tonuzzo ho vinto l'edizione 2009 del "Premio Internazionale M.A.R.E - Movimento, Arte, Racconto, Espressione" indetto dall'Assessorato al Turismo e Commercio della regione Emilia-Romagna.


 
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