"Lasciami indovinare" di Monica Bartolini PDF Stampa E-mail

Lasciami indovinare! di Monica Bartolini

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«Un Filetto di San Pietro alla mediterranea in due, e non l'hanno neanche finito?»

Lo chef guardava indignato il piatto che il cameriere recava in mano.

«Veramente...»

«Non dire nulla! Lasciami indovinare!»

A quelle parole il cameriere ammutolì e l'intero staff di cucina si dispose intorno al grande capo. Indovinare chi occupava un tavolo in sala, in base a ciò che era stato ordinato, era un innocuo giochino che ogni tanto lo chef si divertiva a proporre. Le regole da lui dettate, però, erano rigidissime: la durata dell'investigazione collettiva doveva limitarsi ad un minuto (tempo massimo in cui anche un fritto poteva essere lasciato sfrigolare incustodito in padella); se il primo minuto fosse passato infruttuoso, l'indagine veniva sospesa e riproposta alla comanda successiva del medesimo tavolo. La risoluzione del caso sarebbe valsa al vincitore una pausa pranzo da re, servito a tavola dall'intera brigata di cucina.

«Via!» proclamò lo chef, dopo aver fatto scattare il prezioso cronografo.

Il terzo grado al cameriere poteva iniziare.

Lavapiatti: «Che tavolo?»

Cameriere: «11»

Sous-chef: «Coppia matura?»

Cameriere: «No»

Chef: «Più giovane, direi, visto che hanno ancora voglia di sbocconcellare nello stesso piatto»

Cameriere: «Neanche»

Aiuto di cucina: «Madre e figlio: il bambino detesta il pesce e la mamma l'ha ordinato per imboccarglielo»

Chef: «Ma cosa dici! Se ci fosse un bambino a tavola avrebbe divorato la mia frittura di zucchine julienne!»

Cameriere: «Niente bimbi. Riprovate»

Lavapiatti: «Ci sono! Due amiche a dieta che sbocconcellano dallo stesso piatto!»

Chef: «Ah, beh... a dieta di sicuro, altrimenti non si spiega quella cosa delle zucchine...»

(Risolini sparsi ma - inutile dirlo - soffocati)

Aiuto di cucina: «Allora...due soci in affari con la gastrite, altrimenti...»

Chef: «...non avrebbero snobbato il mio frittino! Concordo appieno!»

(Altri risolini)

Lavapiatti: «Suvvia! Con cosa avrebbero cenato, mezzo filetto di San Pietro in due?»

Un'occhiata al cronometro ed il grande capo dichiarò chiuso il primo minuto. Avrebbero dovuto ritentare con la prossima portata. Mentre impiattava una Lasagnetta gratinata ai porcini, lo chef continuava a riflettere su quella strana vicenda. Spinto dalla curiosità, si avvicinò al supporto di metallo dove erano pinzate le comande e, con perfetta nonchalance, sbirciò quella del tavolo 11. Era stata ordinata una Fantasia del Bistrot come antipasto, ma questa informazione non contribuì per nulla ad avvicinarlo alla risoluzione del mistero, visto che quel piatto era concepito proprio per due persone. Anche la portata successiva al filetto di pesce non gli diceva gran ché: egli stesso avrebbe consigliato il Galà di formaggi del territorio con miele e frutta fresca, dopo un secondo. Il Misto di dolci per due, invece, lo mandò fuori dai gangheri: quale sciatto qualunquismo culinario o - peggio! - quale tirchieria suprema si poteva celare nell'animo di quelle due persone che avevano ordinato un intero menu (peraltro banale) da dividersi?

«Chef, questo però è barare!» gli gridò l'aiuto di cucina.

Tutti si girarono, beccandolo che sbirciava le comande appese.

«Stavo controllando la comanda del 12: ma come si fa - dico io! - ad ordinare i Cavatelli con cozze e vongole senza le cozze? Non mi rassegnerò mai a vedere le mie creazioni mortificate in questo modo!»

Quel fare teatrale non convinse proprio nessuno, tant'è che il sous-chef si avvicinò e lesse ad alta voce il foglietto contrassegnato con il numero 11.

«Sta per uscire il misto di formaggi: occhio a quando rientrerà il piatto»

Tutti annuirono complici e lo chef tornò ai fornelli con la coda tra le gambe. Il piatto finalmente tornò ed i sessanta secondi ripartirono.

Chef: «Questa poi! Tutti i formaggi sbocconcellati e nessuno terminato?»

Lavapiatti: «E se fosse quel...»

Sous-chef: «... rappresentante di formaggi piemontese?»

Lavapiatti: «Veramente pensavo...»

Aiuto di cucina: «...a quel tirchio del dottor Diotallevi?»

Chef: «Bravo! Quello sarebbe capace di...»

Lavapiatti: «No, secondo me è un cri...»

Non poté finire la frase ché entrò il maître di sala trafelato.

«Chef, il critico del Gambero rosso si è alzato dal tavolo 11 e sta venendo in cucina! Dice che vuole parlarle!»

L'indagine fu mandata a farsi friggere assieme alla reputazione del locale, ridotta julienne per colpa di una coppia di posate non lavate alla perfezione.

Altro che premio sarebbe toccato al lavapiatti!

 

***

Monica Bartolini è autrice di romanzi e racconti gialli, declinati in tutte le gradazioni possibili di noir.

Interno 8 (Albatros-Il Filo editore, 2008) è stato il suo primo romanzo edito.

Ha collezionato numerosi piazzamenti a concorsi di narrativa gialla, tra cui spiccano "Giallocarta", "Carabinieri in Giallo 3" (Tanti auguri, maresciallo! è stato pubblicato sul Giallo Mondadori n. 3009 a luglio del 2010) e "Gran Giallo a Castelbrando".

Con il racconto Cumino assassino ha vinto il Gran Giallo Città di Cattolica, nell'ambito della XXXVII edizione del MystFest.

Nel giugno 2010 ha anche pubblicato con Colosseo Editore un libro di narrativa dal titolo Ti ricordi, amore mio?, quindici racconti sul tema del ricordo, concepiti come preziose didascalie a foto scattate dalla stessa Autrice.

Il numero 3019 dei Gialli Mondadori del 2/12/2010 contiene al suo interno il racconto vincitore a Cattolica Cumino assassino, giudicato dalla Giuria "il miglior racconto giallo di ambientazione italiana dell'anno".

A maggio 2011 con il racconto Al comma 4 dell'art. 612-bis ha guadagnato la seconda posizione alla II edizione del Gran Giallo a Castelbrando e ad ottobre ha vinto il Premio speciale per il racconto giallo Secondo grado nell'ambito della VIII edizione di Delitto d'Autore.

E' finalista al Premio Tedeschi 2011 con il romanzo Le geometrie dell'animo omicida.

 

 
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