"Punto tutto sul rosso" di Alessandro Marchi PDF Stampa E-mail

Punto tutto sul rosso di Alessandro Marchi

13

È una bigia serata di metà novembre, ma non piove e non fa neanche troppo freddo.

Christian Louboutin s'è fatto accompagnare da un'auto blu, e quando scende davanti al ristorante non copre nemmeno il suo cranio pelato con il berretto. Zaira, al suo fianco, è praticamente nuda, ma non ha scordato di indossare un paio di splendide décolleté con la suola scarlatta. Almeno quello, pensa Louboutin, con disprezzo. Non le parla, lei deve esibire il suo corpo e stare in silenzio. Se pensa qualcosa, non è affar suo.

Daniele schizza fuori dalla cucina per accogliere gli ospiti:

"Christian, Zaira, che piacere! Accomodatevi... Zaira, ogni volta che ti vedo mi rendo conto che bisogna credere nei miracoli!"

L'accoglienza un po' rude irrita Louboutin, ma la ragazza si porta una mano davanti alla bocca, cinguettando. Fa parte del suo personaggio.

I due ospiti non fanno in tempo a sedersi che un'altra auto smuove la ghiaia del parcheggio, deserto. È giorno di chiusura per il ristorante, la riservatezza è d'obbligo.

Daniele si precipita fuori e, quando rientra, è preceduto da Yves Saint Laurent e dal suo Jacques, che non avrà più di venticinque anni. Lo stilista è vestito in maniera impeccabile, i capelli pettinati all'indietro e gli immancabili occhiali dalla montatura pesante sul naso. Un rapido cenno è un saluto sufficiente per Yves e Christian, mentre gli accompagnatori recitano bene la parte, restando in silenzio.

Daniele prova a stemperare la tensione come sa, allungandola con una bottiglia di Sangiovese da competizione.

"Signori, questo vino fa impallidire i migliori Bordeaux, è fantastico, forza... Assaggiatelo..."

Riempe i calici, partendo da Zaira, ma non c'è alcun brindisi. I quattro si guardano come fossero aspiranti nella sala d'attesa di un colloquio di lavoro. È Yves il primo a parlare:

"Christian, lascia che te lo dica: quella tua idea che la suola rossa delle scarpe sia una tua esclusiva è semplicemente r-i-d-i-c-o-l-a."

Louboutin sorride sarcastico, poi si passa una mano sul pizzetto brizzolato, e replica:

"Invece tu sai perfettamente che ho ragione io, Yves. Altrimenti non saresti qui a trattare. Di solito parli solo con gli avvocati, e io lo so bene. Se ti ricordi, ho lavorato anche per te, un paio di decenni fa..."

"Me lo ricordo, che discorsi" - dice Saint Laurent, pizzicato dal collega sull'età - "non sono ancora rimbambito del tutto. E per questo ti dico che le suole scarlatte non sono una tua esclusiva."

"E invece..." - fa per intervenire Zaira.

"Taci tu" - la fredda Louboutin - "Nessuno ti ha chiesto niente. Ricorda che tu indossi sempre le MIE scarpe. Non saranno mai veramente tue."

Daniele cerca di interrompere il momento, e porta al tavolo un ricco piatto di affettato, così profumato da far venire le lacrime agli occhi dal piacere. Ma se ne sta in silenzio, serve e fa per rientrare in cucina. Christian lo trattiene con un cenno.

"Prima di continuare la nostra discussione credo che tutti qui" - declama con un cenno che abbraccia i quattro commensali - "dobbiamo ringraziare Daniele per la sua disponibilità e la sua opera di mediazione. E la sua cucina. Un brindisi a Daniele!"

Daniele incassa il brindisi un po' rinfrancato, ma nota che la voce del creatore delle calzature più famose del mondo è quella impostata per le occasioni ufficiali. Non c'è sincerità, e si rammarica anche un po' di aver dato loro una bottiglia così schietta. Non è adatta a quel quartetto. Daniele torna in cucina, e sente i toni del dialogo farsi più concitati. Non avrebbe immaginato che quelle figure così eteree potessero gridare tanto, e scaldarsi, arrossire, e persino sudare. Eppure lo fanno. Eccome se lo fanno: mangiano e bevono, urlano e battono i pugni, si slacciano le camice, sputano e gridano ancora più forte. E poi chiedono altro cibo, altro vino, altra energia per sovrastare l'altro e far valere le proprie ragioni. Daniele comincia a correre, letteralmente, per soddisfare questi satrapi che trasformano le sue prelibatezze in odio verso l'altro. È triste. Frustrato. Si sente violato, perché gli stanno rubando la gioia di cucinare, il piacere di scaldare l'anima dei clienti con un piatto delizioso. Da sotto al toque scendono rivoli di sudore sulla sua fronte, la vista s'annebbia. A un tratto non ce la fa più: scivola, cade a terra, e sviene.

Quando, un imprecisato tempo dopo, si riprende, vede solo le suole scarlatte di un paio di splendide décolleté in pizzo nero che abbandonano senza fretta lo zerbino del Ristorante le Bistrot.

Accanto a lui ci sono tre uomini senza vita.

 

__

* Nota a margine: Christian Louboutin fonda la sua azienda, dopo aver lavorato - tra gli altri - per Yves Saint Laurent, il 21 novembre 1991. Produce scarpe di lusso. L'intuizione di colorare di rosso scarlatto le suole delle calzature che crea lo rende riconoscibile nel jet-set mondiale, e moltissime star del cinema, della musica e della tv indossano le sue creazioni con la famosa suola scarlatta. Quando Yves Saint Laurent inserisce nella propria collezione, a ridosso del ventennale di Louboutin, alcune scarpe con la suola rossa Louboutin gli fa causa in tribunale, sostenendo che essa rappresenti un marchio di fabbrica vero e proprio. Ma Saint Laurent vince la causa.

 

 
Valid XHTML & CSS | Template Design the science | Copyright © 2009 by officinewort