"Rivalità" di Elisa Pederzoli PDF Stampa E-mail

Rivalità di Elisa Pederzoli

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Loboutin.

Il nome gli salta alla mente all'istante, il lampo rosso della suola che fa capolino dietro gli stiletti altissimi non lascia dubbi.

L'eleganza dell'incedere sul tappeto verde fino alla porta è ulteriore conferma.

Quella donna ha gusto, pensa Angelo sistemando un centrotavola appena più storto degli altri.

Le scarpe di Loboutin sono il top.

Segue la donna dentro al ristorante Le Bistrot.

La cameriera ha già provveduto a farla sedere a un tavolino defilato.

Angelo la intercetta mentre ritorna.

-La signora aspetta qualcuno?

-Nessuno.

Strano. Una donna...

-Una donna così non dovrebbe mai cenare sola, al ristorante.

Le parole di Daniele danno voce come sempre ai suoi pensieri, lasciandogli da dire null'altro che un Già.

Fanno entrambi capolino nella sala, incuriositi.

La donna studia il menù come fosse un incunabolo; con una mano spinge dietro l'orecchio una ciocca di capelli.

-Vado io.

Angelo si avvicina al tavolo. Lei solleva gli occhi dal menù solo quando percepisce la presenza in piedi, lì accanto.

Ha incredibili occhi verdi sotto ciglia folte.

-Buongiorno.

-Buongiorno a lei. Pronta per ordinare?

-Speravo potesse aiutarmi.

-Sono qui apposta.

La donna sorride; le labbra di un rosso maturo, prive di rossetto. Il resto del viso è truccato alla perfezione - uno di quei trucchi effetto naturale che richiedono più destrezza di un trucco pesante da gala - ma le labbra no. Nemmeno un filo di gloss.

-Mi parli di questa Fantasia del Bistrot.

-Un classico. Una summa di tutti i nostri antipasti, una quindicina di assaggi diversi.

-Non le sembra estremamente dispersivo, a livello gustativo, proporre tanti sapori tutti insieme?

Angelo sbatte le palpebre, perplesso.

La guarda di nuovo, con occhi diversi.

Un allarme interiore inizia a lampeggiare, e dice Critico gastronomico.

Raddrizza le spalle. Liscia il grembiule con la mano libera. Alza appena il tono di voce rendendolo più sicuro.

-Al contrario, signora. È come consentire di sbirciare dal buco della serratura della nostra cucina. Di avere un piccolo anticipo di quello che, se vorranno restare o tornare di nuovo, potranno gustare qui con noi. I nostri clienti lo adorano.

La donna posa il menù sul tavolo. Fa scorrere l'indice - unghia curata ma tagliata cortissima e priva di smalto; Loboutin ai piedi ma niente smalto né rossetto? - sul foglio, poi chiude il faldone con un sospiro.

-E Fantasia del Bistrot sia.

Angelo annuisce con vigore.

-Non se ne pentirà.

Intercetta lo sguardo di Daniele mentre fila in cucina e gli trasmette quell'unica parolina. Critico.

Daniele porta il cesto di pane caldo e le sorride.

La donna si sistema il cardigan e anche lui ha modo di notare l'anomalia. Unghie così curate, eppure così corte e spoglie.

Lei intercetta la direzione del suo sguardo.

-Un cuoco non può permettersi certi vezzi, non crede?

Daniele sussulta. Beccato.

-Non avevo capito fosse una cuoca, mi perdoni.

-Perdonato.

-Cosa la porta dalle nostre parti?

-Curiosità. Il motore del mondo, non trova?

-Senza dubbio.

Daniele le dispensa un sorriso più rilassato. L'allarme Critico nella sua testa si spegne.

Raggiunge Angelo in cucina.

-Cuoca, non critico.

-Quasi peggio.

-Non dire fesserie.

Poco dopo, dal soppalco, entrambi sono affacciati con discrezione sulla sala e osservano la donna affrontare l'antipasto. Senza accorgersi di trattenere il fiato, la guardano fissare la presentazione per lunghi istanti, poi consumare a poco a poco ogni assaggio, masticando con lentezza, nell'ordine che solo un vero cuoco avrebbe seguito.

-Ora capisco, mormora Daniele.

-Cosa?

-L'assenza di rossetto.

Angelo annuisce. - I sapori. Non voleva che il rossetto alterasse anche solo minimamente i sapori.

Un'altra mezzora e la donna è davanti alla cassa.

-Allora? Pentita della scelta?

-No. Mi sono ricreduta. E non è una cosa che faccio spesso.

-Mi fa piacere.

-Già.

Esita, poi tira fuori dalla tasca una moneta e la lascia sul bancone.

-Adieu.

Esce a passo spedito sulle scarpe altissime.

Angelo si rigira tra le mani la moneta da due euro. Osserva il disegno, perplesso.

-Daniele, che nazionalità ti sembra?

-Non saprei pro...

L'esplosione tronca le parole di Daniele, insieme a tutto il resto.

 

Il boato fa tremare i vetri oscurati della berlina, che si sta già allontanando.

La donna inforca gli occhiali scuri e spinge un tasto del Parrot.

-Allora?

La voce dell'uomo riempie l'abitacolo.

Lei sospira, ingranando la marcia.

-Niente da fare. Non potevamo competere.

-Me l'avevano detto. Che facciamo ora?

Le labbra prive di rossetto si incurvano in un sorriso.

-Tranquillo, problema risolto.

 

 

 
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