II Capitolo di Sabrina Brezza PDF Stampa E-mail

II Capitolo di Sabrina Brezza

 

<< Ragazzi, che bella sorpresa >> esclama Betty alzandosi dal divano  <<  ma non manca qualcuno? >>

<< Il Terzo ha avuto un piccolo contrattempo, ma sta arrivando >>  spiega Molla strizzando l'occhio all'amico.

<< Perchè intanto non ci beviamo una birra e iniziamo a socializzare tra di noi? >>

E per sottolineare meglio il concetto, si avvicinata a quello bello e gli accarezza il petto.  Dal canto suo Molla fa uno di quei suoi sorrisi alla Richard Gere che piacciono tanto alle donne.

<< Angelica, tesoro, non stare lì impalata. Prendi le birre mentre noi ci accomodiamo sul divano. >>

Se pensi che mi becco il pelato mentre tu te la spassi con il figo, allora non mi conosci affatto! pensa Angie con un notevole bottino alcolico tra le braccia. Da cavaliere qual'è, Morozzi l'aiuta con le bottiglie e lei lo ringrazia senza nemmeno guardarlo in faccia. Eppure non gli sfugge il suo malumore, annidiato tra le increspature della fronte.

Betty è seduta tra i due uomini anche se è quasi in braccio a Molla tanto gli sta appiccicata. Quindi per par condicio Angie dovrebbe sedersi accanto a lui e invece fa tutto il contrario. Si piazza di fianco a Molla e imitando la padrona di casa, tra un discorso e l'altro, appoggia con non curanza una mano sulla gamba del suo amico che sorridendo, gli rivolge un brindisi muto, alzando in aria la bottiglia.

Dal canto suo Morozzi, non visto dalle signore ( che diciamocelo, proprio non se lo filano ) gli mostra il dito medio; poi si scola d'un fiato tutta la birra, mentre in televisione scorrono le scene dell'ennesimo amplesso tra Meredith e il neurochirurgo Shepherd.

Per fortuna il suono del  citofono sottrae lo scrittore da quell'imbarazzante isolamento.

<< Comodi, comodi, apro io >> dice Gianluca con sarcastica  cortesia che nemmeno Molla,  impegnato nel suo ménage a tre, recepisce.

E' il Terzo, che in ampie falcate raggiunge il centro della stanza.

<< Siete dei bastardi, mi avete lasciato solo con quello squilibrato >> sbraita, guadagnandosi anche l'attenzione del Molla che si sporge in avanti per meglio ascoltare la storia di quello sfigato.

<< Per fortuna che sono un velocista, a scuola arrivavo sempre primo nei 100 metri, ti ricordi Molla?Battevo tutti, perfino quello là, come si chiamava, quello della III C con i capelli rossi, sì che te lo ricordi, Pel di Carota. >> s'infervora, sottolineando ogni concetto con  un fischio.

<< No! Non ci credo? Allora tua madre ti mandava a scuola e io che credevo fossi analfabeta >> esclama Gianluca e in un attimo si avventano sul biondo, tempestandolo di amichevoli cazzotti.

<< Basta ragazzi >> interviene Betty  << Perché non ordinate la pizza mentre io mi occupo del vostro coraggioso amico >> e schioccando un bacio appassionato al Terzo, pone fine a quella goliardica rimpatriata.

I tre distolgono lo sguardo da quella scena imbarazzante ed Angie va a recuperare il numero di Pizza Sì dal post-it attaccato al frigorifero.

Morozzi la segue con lo sguardo e si sofferma su quelle labbra carnose che a giudicare da come sta andando la serata, non sarà lui ad assaggiare.

<< Bella vero? >> gli domanda Molla porgendoli un'altra birra.

L'artista non risponde all'ovvietà di quella considerazione.

La bellezza di Angelica non si esaurisce nell'armonia di un corpo perfetto. E' la profondità di quegli occhi screziati,  il riflesso della sua anima a farla brillare.

<< Se vuoi te la lascio >> continua il suo amico.

<< Ma quand'è che la smetti di dire cazzate? Grazie ma non voglio i tuoi avanzi >>

<< Sicuro? Posso andarmene così avresti campo libero. >>

<< Bravo, perché non cominci col lasciarmi in pace e te ne vai >>

<< Sicuro che non ti scoccia se ci provo con lei? >>

Certo che mi scoccia, brutto cretino! Ma che ci posso fare se a lei piaci tu? vorrebbe tanto gridargli in faccia, ma invece si limita ad un pi√Ļ diplomatico << Tranquillo, tanto tra poco me ne vado. Fai pure quello che devi! >>

E a fugare anche il minimo dubbio ( se mai ce ne fossero stati ) ecco che si avvicina  Angie e rivolgendosi a Molla chiede << Hai fame? >> mentre gli passa una mano tra  i capelli, che subito tornano al loro posto.

* * *

Non c'è verso, Gianluca lo sa, ormai è ora di andarsene. Durante la cena ha scambiato poche parole con l'inquilina di Betty, ma lei era distratta dal fascino hollywoodiano di Molla. Così si alza e sta per salutare tutti quando qualcuno suona al citofono. Una stangona dai lunghi capelli lisci varca la soglia dell'appartamento.

<< Vieni Sandra che ti presento i miei amici >> dice Betty facendo l'occhiolino a Morozzi.

E' chiaro che questa tipa non sia capita lì per caso, ma sia stata invitata per tenergli compagnia.

<< Lui è Gianluca. E' uno scrittore. >>

L'interesse della ragazza pare aumentare a quell'informazione; un bagliore attraversa fugace  i suoi occhi.

<< Davvero sei uno scrittore?>> domanda incredula << Che genere di libri scrivi, raccontami. >>

E' fatta! Si accomodano sul divano, lei accavalla le gambe in modo sinuoso e non perde una parola dell'artista. Annuisce comprensiva quando lui le racconta degli esordi, dei concorsi letterali a cui ha partecipato senza vincerne mai uno e mentalmente annota i nomi delle case editrici con cui collabora.

Intanto Betty e il Terzo sono spariti e non è difficile immaginare dove siano. Molla sorride sornione al loro indirizzo mentre Angie gli sussurra qualcosa all'orecchio. I due si alzano e scompaiono oltre una porta di legno scuro, sicuramente la sua camera da letto.

Ora non parlano, entrambi fingono di interessarsi al programma proposto in TV. E proprio in quel momento appare un'altra scena un po' spinta, tra un dottore e un 'infermiera.  Ma in questo ospedale non fanno altro? vorrebbe dire lo scrittore, ma invece tace per non accrescere il disagio che si è creato tra loro.

Lei gioca con  l'orlo della gonna cortissima e si raddrizza, inarcando la schiena come una gatta che aspetta di essere accarezzata. Sempre con gli occhi fissi sullo schermo, si passa il pollice sul labbro inferiore e l'indolenza di quel gesto scuote Gianluca.

Ora o mai pi√Ļ pensa e si avventa su Sandra, che lo accoglie tra le sue braccia.

* * *

Sono passati alcuni giorni da quella sera con Sandra. Ora sono insieme nell'appartamento di lei. Ha saputo che è fidanzata da due anni e fa l'assicuratrice, anche se aspira a diventare una scrittrice di letteratura erotica. Ecco spiegato tanto interesse per il suo lavoro, ma non se ne dispiace come non è infastidito dal ruolo di amante. Il fatto che lei abbia già un compagno lo esonera da tutti quegli obblighi che lo status di fidanzato impone, come il dover essere sempre presente, accompagnarla a far shopping ( e magari pagare per lei ),  interpretare il suo umore e adeguarsi ad esso, sopportare le sue amiche e i noiosi pranzi domenicali con potenziale suocera.

Così invece, è libero di uscire quando e con chi vuole senza giustificarsi, oltre alla piacevolezza di quegli  incontri clandestini e quando entrambi si stuferanno di quel gioco, lei tornerà dal suo fidanzato e Gianluca si concentrerà su altri svaghi. Sarà semplice separarsi, senza tragedia, perché non c'è sofferenza dove non c'è amore.

<< Domani è sabato, quindi mi sa che fino a lunedì sarà impossibile incontrarci >> dice Sandra mettendosi il rossetto davanti allo specchio del bagno. << Hai già iniziato a leggere le bozze che ti ho dato? >>

<< Mi spiace, non ho ancora avuto tempo >> confessa lo scrittore.

E' seduto sul letto che si allaccia le scarpe. Sandra si ferma sulla soglia della camera. Ha il faccino imbronciato, perfettamente truccato. Lui sa che quello è il suo modo per manifestargli il suo disappunto, forse è così che si comporta con il suo fidanzato o forse con lui passa subito al litigio. La conosce così poco per saperlo, ma è sicuro che non vuole restare tanto a lungo per scoprirlo.

<< Devo andare, ma ti prometto che questo week-end gli dò un'occhiata. >>

Subito il suo sguardo si addolcisce e gli va incontro, dondolandosi su quelle gambe lunghissime, pronta a dimostragli tutta la sua riconoscenza.

* * *

Per concludere la serata dopo le prove, lui e gli altri componenti degli Street Legal si sono buttati in una birreria nel quartiere Santo Stefano. Anche Molla gli ha raggiunti ma non √® di compagnia: ha adocchiato¬† delle turiste australiane e si √® unito al loro tavolo. Le ragazze scoppiano a ridere ad ogni sua battuta, ma non si capisce se per simpatia o per il suo anglo-bolognese. Tanto, come sempre, torner√† a casa con la pi√Ļ bella del gruppo.

In quell'istante, un tocco lieve gli sfiora  il gomito e Gianluca rimane stupito nel trovarsi difronte quel sorriso alla Angelina Jolie.

Angie lo saluta con due baci sulla guancia. E pensare che quando si sono conosciuti non lo aveva degnato di uno sguardo. Di certo ha notato Molla che fa il cretino con la bionda e forse, è questo il motivo del suo interesse.

<< Che coincidenza, vieni spesso qua? >> gli domanda lui.

<< Veramente no, ma ho un appuntamento da queste parti >> risponde enigmatica.

Di sicuro non con il mio amico pensa Morozzi e non sa se lei stia mentendo per orgoglio o se deve davvero incontrare qualcuno.

Anche se parla con lui, con la coda dell'occhio spia i movimenti di Molla e nonostante finga indifferenza, s''intuisce dalla forzatura del suo sorriso, che si è offesa.

<< Ora devo andare. Perché non mi accompagni, è poco lontano da qui, ai giardini Margherita. Potresti trovare qualche spunto per uno dei tuoi romanzi >> gli propone.

Gianluca non riesce a trattenere una risata.

<< Sei convinta di potermi insegnare qualcosa che ancora non so sulla mia città, a un bolognese doc come me? >>

<< Potresti rimaner stupito di ci√≤ che non sai. >> E i suoi occhi sembrano assumere una sfumatura pi√Ļ ambrata del solito. << Allora vieni? >>

Lo scrittore si guarda intorno. Il resto della band è immerso in qualche pacata discussione alcolica; anche Molla è molto impegnato, la sua bocca è incollata a quella dell'australiana.

<< Ok, andiamo! >> dice alzandosi.

* * *

Durante il breve tragitto non parlano molto, ma è comunque piacevole passeggiare a quell'ora della notte. Quando raggiungono il luogo dell'incontro, Gianluca scopre che non sono soli.  Alcune persone sono sedute nel prato ai piedi della tomba etrusca, altre stanno posizionando dei lumini sul blocco di travertino del monumento.

<< Cos'è, una specie di setta? >> le domanda divertito.

<< Perché, avresti paura? >> lo sfida lei.

<< Dipende >> ammette lo scrittore.

<< E' un antico rito celtico >> spiega Angie. << Stanotte c'è la luna piena, è il momento favorevole per raccogliere favori, esprimere desideri o rafforzare il potere, perché l'energia magica è al culmine durante il plenilunio. >>

<< Non immaginavo t'interessassi di occultismo. >>

<< Ma non lo sai che le donne sono tutte un po' streghe? Vieni che si comincia, ti presento Valentina, è lei che celebrerà il rito. >>

Una moderna sacerdotessa in jeans e anfibi sta creando un cerchio di sale del diametro di circa due metri.  Ha un viso bello ma per niente cordiale. Il suo sguardo è di ghiaccio e quando Gianluca gli porge la mano lei non gliela stringe, ma con aria seccata domanda :

<< Avete lasciato i cellulari a Lucio? Lo sai che non ci devono essere interferenze. >>

<< Scusa Valentina, lo facciamo subito >> la rassicura  Angie.

La ragazza prosegue nei preparativi. In corrispondenza dei quattro punti cardinali posiziona tre candele bianche e una rossa, quella che segna il nord.

Lucio passa a raccogliere i loro telefonini che scompaiono assieme a quelli degli altri, in un sacco di iuta.

<< Ci siamo >> sussurra Angie << ma prima d'iniziare dobbiamo purificarci. >>

Morozzi non fa in tempo a domandarle spiegazioni. I seguaci della ''donna di ghiaccio'' si dispongono

in fila, lei ha in mano un porta incenso e mentre passa, soffia loro in faccia il fumo. Quando arriva il suo turno, allo scrittore lacrimano un po' gli occhi e vorrebbe tossire, ma si trattiene, intimorito da cosa potrebbe fargli Valentina.

<< Tieni, è un sacchetto con foglie d'alloro e salvia. Mettilo in tasca, ti servirà per l'incantesimo. >>

<< Sono un po' deluso! Mi aspettavo bava di rospo e ali di pipistrello e invece mi proponi gli ingredienti che uso per fare l'arrosto.>>

Questa battuta strappa una risata ad Angelica che subito si ricompone.

<< E' una cosa seria, non scherzare! Concentrati. Quando inizier√† la cerimonia, dovrai focalizzare tutta la tua energia su ci√≤ che pi√Ļ desideri. >>

Valentina è pronta per il rituale. I seguaci formano un cerchio all'esterno di quello segnato col sale. Lei è di fronte alla candela rossa.  Alza le braccia al cielo e pronunciando parole incomprensibili, prende le mani di chi gli sta accanto. Anche Gianluca partecipa al cerchio umano: alla sua destra c'è una ragazza con i capelli rosa, mentre dall'altra parte c'è Angie, rischiarata dalla luce lunare come una splendida ninfa dei boschi.

La celebrante attraversa il cerchio magico, seguita dagli altri e chiude gli occhi. Mormora una litania che racchiude qualcosa di arcano e cullato da questa sensazione, anche lo scrittore si abbandona alla magia.

La cerimonia non dura pi√Ļ di cinque minuti. La sacerdotessa apre gli occhi e con tono deciso pronuncia le ultime incomprensibili formule. Poi spezza il cerchio lasciando le mani dei suoi compagni che fanno lo stesso con gli altri. Morozzi indugia nel liberare quella di¬† Angie.

<< Tutto qui? >> le domanda poi.

<< Cosa ti aspettavi, che ballassimo intorno al fuoco, brindando col sangue? >>

<< E ora che si fa? >>

<< Recuperiamo i nostri cellulari e siamo liberi di andarcene. Torni dai tuoi amici al pub? >> gli domanda.

Si capisce che vorrebbe chiedergli di Molla ma non osa. E anche se ha il viso celato dal buio, lui riesce a cogliere quella nota disarmonica nella sua voce e gli si stringe il cuore al pensiero di quanto ella sia fragile, nonostante si ammanti sotto una parvenza  tigliosa.

Vorrebbe consolarla, trovare il modo di farle capire senza intristirla, che il suo amico è fatto così, si invaghisce di ogni donna senza innamorarsene mai.

<< Se vuoi possiamo andare a bere qualcosa da un'altra parte? >> le propone.

<< No, grazie, preferisco tornare a casa. Lo sai che se ti lasci illuminare dalla luce della luna piena mentre dormi, puoi sognare le tue vite passate e quelle future? >>

<< E per l'incantesimo di stasera, quando tempo ci vuole prima che faccia effetto? >>

<< Molto dipende da te, dall'intensità delle tue intenzioni. >>

<< Insomma, se non ci credi non si avvera, giusto? >>

<< E' fondamentale crederci, ma non è tutto. E comunque l'influsso magico del plenilunio dura fino a 72 ore. >>

<< E cosa ne faccio del sacchetto con le erbe aromatiche? Sei sicura che non c'è nulla di strano dentro? Non è che mi arrestano? >>

Angelica scoppia a ridere e poi gli spiega.  << Lo puoi conservare come amuleto oppure lo puoi bruciare, ma mai buttare. >>

Alcuni discepoli si sono radunati intorno a Valentina, mentre Lucio e un altro ragazzo raccolgono le candele e aiutandosi con i piedi, distruggono il cerchio di sale.

<< Spero ti sia piaciuto >> gli dice Angelica. << E fammi sapere se il rito ha funzionato.

Buonanotte >> e prima di andarsene lo saluta con lieve bacio sulla guancia.

Gianluca rimane a guardarla sparire oltre una siepe e prima d'incamminarsi alza lo sguardo al cielo,

dove una luna alta e piena, fa capolino tra le fronde degli alberi.

Se Angie s'innamora di me, giuro che divento un adepto di Valentina scherza rivolgendosi al satellite.

Una volta a casa getta nella pattumiera il sacchetto portafortuna e si abbandona sul letto, addormentandosi di colpo.  Quella notte non sognerà di vite vissute in passato; il suo sarà un sonno placido e privo d'immagini.

Non si accorge di quel raggio di luna che s'insinua famelico tra le tapparelle  e come un tentacolo di luce, lambisce la zona del comodino dov'è appoggiato il suo cellulare.

* * *

Il ricordo del viso di Angie, si affaccia nel torpore che precede il  risveglio.

Ha dormito parecchio, infondo oggi non ha appuntamenti o scadenze da rispettare.

Ha voglia di camminare, di tornare ai giardini Margherita, di credere che lei sia ancora là, seduta nel prato ad aspettarlo.

Forse il rito gli ha lasciato i postumi da sortilegio druido o forse, questi sono i primi sintomi di una cotta colossale.

S'infila sotto la doccia, con  il pensiero di lei ancora impresso negli occhi, arrossati di bagnoschiuma.

Forse dovrei chiamarla e chiederle di uscire, una cosa senza impegno, tra amici rimugina davanti allo specchio mentre si rade. Devo controllare se mi ha inviato un SMS.

Non appena sfiora lo schermo, il suo iPhone si accende. Solo che non appaiono le applicazioni abituali; come se fosse uno specchio d'acqua, sul touche- screen si formano tante increspature e un vortice di luce verde proietta un'immagine tridimensionale sopra la schermata. La forma animata è un busto di uomo, col viso simile a quello di un bulldog.

Gianluca non riesce a credere a ciò che sta accadendo. Il cellulare gli sfugge di mano e finisce sul     pavimento, l'omino ha un torace ampio, rigonfio di muscoli, che sfuma appena sotto l'ombelico.  Sembra adirato.

<< Cosa sei tu? >> domanda attonito Morozzi.

<< Sono un genio, razza di idiota! Non lasciarmi qui per terra, pezzo di cretino, altrimenti non esaudirò nessun dei tuoi desideri. >>

L'ha riconosciuto subito, ma ora ne è certo.  << Tu sei Lothar! >> dice.

<< Il mio nome è Rahtol. Ora taci e ascoltami. Hai a disposizione tre desideri, sbrigati a scegliere così potrò andarmene. >>

L'entità ha i capelli raccolti in una coda  e porta al collo una collana che pare d'osso.

<< Ma i geni non vivono nelle lampade? Com'è che tu spunti fuori dal mio iPhone? >>

<< Ignorante! Io sono un genio che viaggia attraverso il cyberspazio e quindi non ho una dimora fissa. Non farmi perdere altro tempo, raccogli il cellulare e dimmi qual'è il tuo primo desiderio. >>

Chissà se è vero? Non resta che provare! E senza indugi Morozzi formula la sua richiesta.

<< Voglio che Angelica s'innamori di me! >>

<< Quanto sei patetico! Se è questo che vuoi, questo avrai >> e detto ciò scompare all'interno dello schermo.

<< Come tutto qua? Aspetta, Lothar, torna indietro. >>

Ma il genio non riappare, nemmeno quando sfiora il display che resta scuro, come se l'apparecchio fosse spento.

Spinto da un'incontenibile fretta, Gianluca si veste, s'infila il cellulare in tasca ed esce di casa.

* * *

L'appartamento di Betty sembra irraggiungibile. Inoltre, per tutto il tragitto in autobus, un'adolescente con grandi cerchi alle orecchie, non ha smesso un minuto di fissarlo, con una strana   espressione trasognata.

All'inizio aveva pensato che fosse sotto l'effetto di qualche stupefacente, ma  poco prima di scendere alla sua fermata, la ragazza gli aveva dato un biglietto su cui era scritto il suo numero di telefono.

Nel palazzo di Angie, al pianterreno, si trovava un negozietto di frutta e verdura. Una donna  corpulenta, in ciabatte da casa e polpacci strizzati in gambaletti di nylon, riempiva un sacchetto con i  pomodori presi da una delle cassette poste all'esterno dell'esercizio.

Non appena vede passare lo scrittore, la massaia lascia cadere i cuori di bue, che rotolano sul marciapiede ed inizia a gridare: << Amore, amore mio, aspettami. Non te ne andare >> con uno spiccato accento del sud. Poi lo raggiunge e gli si getta tra le braccia.

Sorpreso di fronte ad un simile placcaggio, Morozzi tenta di sciogliersi da quell'abbraccio fastidioso.

<< Mi scusi, ma mi confonde con qualcun altro. Io non la conosco. La prego mi lasci. >>

La donna non ne vuole sapere. Continua a stringerlo e a proclamargli il suo amore.

Intanto, intorno a loro si è radunata una piccola folla. Il fruttivendolo, adirato per i suoi pomodori, inizia a inveire contro la strana coppia perché gli paghino la merce danneggiata.

Finalmente Gianluca riesce a sottrarsi alla presa della signora che in lacrime, lo prega di non abbandonarla.

<< Angiè, perché piangi? >> Un uomo bassino si avvicina alla donna che non sembra sentirlo.

<< Amore mio, perché mi tratti così. Lo sai che ti amo. >>

A quelle parole, l'omino diventa livido di rabbia. << Brutta svergognata, chi è questo miserabile? >>

<< Guardi che io non c'entro niente, non conosco questa pazza >> insiste l'artista.

<< Come non mi conosci, sono Angelica, il tuo amore >> e  si lascia cadere ai suoi piedi.

<< Come si permette di dare della pazza a mia moglie? >> lo aggredisce il marito. << E tu alzati,  che a casa facciamo i conti. >>

L'uomo era riuscito a far alzare la moglie, trascinandola via per un braccio. Le parlava  in dialetto e anche se non si capiva quello che le diceva, di sicuro non era nulla di bello.

Morozzi non perde altro tempo e si precipita a citofonare ad Angie, ma gli risponde un'assonnata Betty.

<< Mi dispiace caro, ma è uscita presto stamattina. >>

Forse √® tornata al parco. Mi ci vorr√† pi√Ļ di un'ora per arrivarci!

Dovr√† cambiare tre autobus per raggiungere i giardini Margherita, ma il bisogno d'incontrarla √® pi√Ļ forte di qualsiasi ostacolo. Anche delle donne, pi√Ļ o meno giovani, pi√Ļ o meno piacenti, che ammiccano e fanno pesanti apprezzamenti, incontrandolo.

Ormai è chiaro che, quel mentecatto di un genio, ha fatto sì che ogni donna che si chiami Angelica, s'innamori di lui. Per questo deve sbrigarsi, deve trovarla prima di finire impelagato in qualche strana storia.

All'ultima fermata, quando ormai pensa di aver superato quell'orda di spasimanti stregate, si accorge di una zingara che chiede l'elemosina all'angolo della strada. Non appena lo vede, vittima del maleficio, la donna cambia espressione e gli corre incontro.

Per sfuggirle, lo scrittore s'infila in una stradina laterale ed entra nel primo negozio che trova.

L'interno è un po' buio, ma ciò che vede basta a rischiarare la stanza. Ordinati in due distinte sezioni, sonnecchiano file di fumetti e vecchi dischi in vinile. Morozzi non resiste e fa scorrere la mano su quelle copertine lucide mentre, dal retro giunge la voce di un ragazzo.

<< Non ci posso credere! Gianluca sei proprio tu? >>

E' un incontro inaspettato anche per lo scrittore.  << Daniel Drumi? Che ci fai qua? >>  domanda  abbracciandolo.

E' dai tempi dell'universit√† che non si vedono. Erano iscritti entrambi alla facolt√† di giurisprudenza. Morozzi ha abbandonato quasi subito, mentre il suo amico √® riuscito a laurearsi, ma non ha mai praticato la professione. Ha vissuto a Boston fino a due anni fa, poi √® tornato a Bologna per una vacanza, ma ha incontrato la donna della sua vita e non √® pi√Ļ ripartito.

<< E tu sei sposato? >> gli chiede Daniel.

<< No! Nemmeno fidanzato, anche se c'è una ragazza che mi piace molto >> confessa.

E' strano come le parole sfuggano di bocca quando incontri qualcuno con cui non hai pi√Ļ contatti da anni.

<< Allora dobbiamo organizzare un'uscita a quattro. Anzi, perché non la chiami subito. La mia ragazza sta arrivando, dobbiamo pranzare insieme. Venite anche voi, mi farebbe davvero piacere. >>

<< Non saprei, ho la batteria scarica e l'unico numero che ricordo a memoria, a parte quello dei miei, è quello del mio amico Molla. Dovrei tornare a casa ed è quasi la mezza >> temporeggia Gianluca, che non ha voglia di raccontargli che per  Angie, lui è  solo un amico.

In quel momento la porta del negozio si apre, Morozzi si gira di scatto, preoccupato che la zingara l'abbia trovato. Invece fa il suo ingresso una conturbante ragazza, fasciata in un tubino nero.

<< Vieni amore, che ti presento un mio vecchio amico >>  dice Daniel andandole incontro.

La donna si ferma di colpo, la bocca contratta da un eloquente disagio. Porta un paio di occhiali scuri, ma Gianluca conosce bene gli occhi che si nascondono dietro.

Lei riacquista subito il controllo, si schiarisce la voce e sfoderando un casto sorriso, si appende al braccio del suo ignaro fidanzato.

Non potendo sottrarsi all'inganno, Morozzi stringe la tremolante mano che la ragazza gli porge.

<< Piacere, io sono Sandra >> si presenta,  scostandosi i lunghi capelli dalla fronte.

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Sabrina Brezza ha 36 anni, vive a Bra (CN), è sposata e mamma a tempo pieno di due bimbe: Vanessa(7)
e Ginevra (4).

 
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