L'Incipit PDF Stampa E-mail

 

L'Incipit

 

La parrocchia di S. Giovanni in Monte è stipata di gente, al punto che in tanti si sono dovuti rassegnare, loro malgrado, a rimanere fuori.

Nei primi banchi, alla sinistra dell'altare addobbato con fasci di rose rosse e blu, hanno preso posto, chiassosi, i parenti dello sposo: mamma Giovanna e papà Giuseppe, la sorella Francesca, il fratello Matteo, gli zii e i cugini fino al terzo grado. Dietro di loro, una folla debordante di amici e fan. Spicca, per solitaria altezza, lo scrittore Alessandro Berselli, elegantemente impeccabile nel suo gessato grigio chiaro con cravatta rosa, e per disturbante bellezza Maria Silvia Avanzato, anche lei scrittrice, fasciata in un vestito nero alla Morticia, la capigliatura corvina e ribelle trattenuta a stento da una fascia di seta purpurea legata con un enorme fiocco, a renderla, come sempre, unica fra tanti.

In quelli sulla destra stanno, pi√Ļ composti, i congiunti della sposa. Pochi a dire il vero, neanche due banchi, al punto che alle loro spalle si √® andata in fretta accalcandosi un'eterogenea massa di scrittori, aspiranti tali, curiosi, groupie e loschi figuri, tra cui appare all'improvviso la mole ingombrante di uno stranito Ubermensch Belasco gi√† madido di sudore.

Gianluca in tight nero, con guanti bianchi e cilindro abbandonati sul leggio, ingoia nervoso l'ennesima manciata di mentine. √ą gi√† alla seconda scatolina da quando √® entrato in chiesa e lo stomaco ha preso a rumoreggiare nauseato per quell'overdose di zuccheri e mentolo, vaticinando l'imminente incombere d'imbarazzanti turbolenze. Sar√† la tensione, ma Morozzi comincia ad avere quelle che, nonostante sia sobrio dal punto di vista alcolico e chimico, hanno tutta l'aria d'essere delle fantasmagoriche allucinazioni letterarie. Come spiegare altrimenti la presenza dell'editore Belasco seduto tranquillo fra Lothar e Helga, a pochi metri da Heman Zed, o quella di Aldo Ferro, che dovrebbe essere morto, e invece lo fissa con un sorrisino affatto rassicurante dalla stessa panca su cui stanno Claudia e Tomas intenti a scrutare con curiosit√† attorno? Fortuna che per un attimo incrocia gli sguardi familiari dei ragazzi di Officine Wort e scorge, fra la folla, i volti amici di Claudio Driol, il pres di Canto 31, e dei Petrelli Bros. S√¨, seduti per√≤ fra Kabra, Angie e un tizio vestito da Rat-Man.

√ą solo lo stress, ha appena finito di ripetersi il Moroz volgendo lo sguardo altrove, quando l'Orrido, in fondo alla chiesa, smette per un attimo di leggere un libro, alzando il boccale di birra da litro per un brindisi complice, quanto silenzioso, alla sua salute.

Ci pensano i cori da stadio del gruppo Molle Cariche capitanato da Paolo Alberti, fuori sul sagrato, a riportarlo di colpo alla realtà. Deve essere arrivata la sposa e gli ultras della curva Andrea Costa hanno iniziato a intonare a gran voce un goliardico: "Ollellè ollallà faccela vedè faccela toccà!"

Gli Street Legal, da dietro l'altare, accanto al grande organo, lasciano sfuggire qualche nota dagli strumenti impazienti e, quando il portone si spalanca facendo apparire in controluce le sagome della sposa e del suo accompagnatore, attacca con una versione springsteeniana di "Can't help falling in love", la stessa eseguita dal Boss a San Siro nel lontano '85.

La sposa avanza sicura, calamitando su di s√© ogni sguardo, fra l'ammirazione o l'invidia dei presenti. √ą inguainata in un vestito bianco da sirena ornato di perle, il viso celato da un velo in pizzo e il lungo strascico sorretto da due ragazzine uguali in tutto e per tutto a Skoda e Li√Ļ. E mentre Gianluca la osserva a braccetto del padre procedere inesorabile verso l'altare sui tacchi di un paio di scarpette rosse da tanguera, prova un brivido di sgomento nel notare di sfuggita, proprio alle loro spalle, in alto, vicino al frontone sopra il portale d'ingresso, l'uomo ragno sgattaiolare via rapido con Leviatan appresso.

"Coraggio, bevi figliolo" gli dice Hank materializzatosi al suo fianco in bermuda, sandali e camicia hawaiana, mentre gli porge un sacchetto di carta con dentro una bottiglia. "E stai tranquillo, il tuo testimone ieri sera era così sbronzo che s'è ingoiato per scommessa le fedi, ma io ho qui quelle di riserva" conclude mostrando le dita della mano sinistra su cui fanno bella mostra, fra gli altri, un paio d'imbarazzanti anelli da biker.

Gianluca sospira incredulo, dandosi un pizzicotto. No, non è un sogno, per quanto assurdo quello è davvero il suo matrimonio. Sì, ma come diavolo c'è arrivato?

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Solo tre anni prima...

 

 
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