II Capitolo di Marinella Lombardi PDF Stampa E-mail

II Capitolo di Marinella Lombardi

 

Cambio scena.

Un passo indietro.

A bordo dell'astronave Pensiero Irrisolto.

Da quando si era tinta la chioma di rosso rame, Marziana sognava in rosso.

Quello era un sogno greve e sanguigno. Un sogno marziano. Caldo. Avvolgente. Come il Sole, che solleticava le sue palpebre. E sussurrava: Adesso! √ą lui, s√¨, proprio lui. Basta che tu lo voglia!

Marziana si volse sull'altro fianco e continuò a sognare. Un salto nel vuoto. In un vortice. Un gorgo. Le apparenze, ma quali apparenze? Un bicchiere, uno stampo e lui. Di spalle. Squadrato, rassicurante, rovente come un elaboratore di millesima generazione. Un braccio prensile sospeso in aria, con un piccolo contenitore, a mo' di crogiolo, che, l'avrebbe giurato!, serviva per oliare qualche transistor a corto di fantasia. Poi, lui, si gratta la testa, lucida, splendente e si liscia un ciuffo in versione black, sotto il naso.

Il raggio di Sole serpeggiava ora sulla schiena di Marziana. E sussurrava: Attira la sua attenzione! Lui ti riconoscerà e ti chiamerà.

Il sogno la imprigionava al punto da non permetterle di tornare in superficie. Era tardi. Marziana doveva ridestarsi. Tornare fra loro, i suoi simili. Ma lui, lui la chiamava. S√¨, con quel gesto. Come a dire: Ehi, vieni qui! La mano che scivola sulla testa lucida. Ora se la sfila, la testa, pensa. E la sostituisce con una testa di scorta, dalla criniera nera selvaggia, cespugliosa, immagina. Lei adorava i grovigli cespugliosi, peli e spume da pettinare e poi strappare. Ma nulla di tutto questo accadde. E lo sguardo cupo. √ą fondo come un gorgo. Pare un buco nero. Una premonizione. E lui mi salver√† dal buco nero che ci sta risucchiando. S√¨, proprio lui!, esulta.

Marziana sognava in rosso. Senza immagini, senza storia. Concéntrati sulla mia lunghezza d'onda. Sintonizzati su di me. Perché quella, la storia, immaginava già di viverla. Dentro un altro corpo. Un'altra vita. Una nuova possibilità. In un altro pianeta. Accanto a lui.

* * *

La sala è accogliente. Profuma di caffè e di torta di mele ancora tiepida.

Mani sapienti l'hanno preparata per ospiti graditi e gradevoli. Con una glassa dorata che olezza di zenzero e una lingua di miele caldo, che si raddensa in striature golose. Ricetta di mamma, con adattamenti dietetici a firma di Angie.

La torta campeggia sulla tavola triangolare. Lo stampo √® a forma triangolare. Anche la sala √® triangolare. Triangolo equilatero. La simmetria, la regolarit√†. La perfezione. Niente, infatti, √® lasciato al caso. √ą un caso, la ricorsivit√† del triangolo? Forse. Comunque, la sala triangolare √® fatta apposta per favorire gli incontri, gli scontri e gli scambi. E di voci, visi, mani, corpi (pi√Ļ o meno svestiti) baci, gemiti, liquidi, promesse, insulti... insomma, le pi√Ļ svariate integrazioni del genere umano, quelle pareti ne hanno viste, sentite e augurate. Con tanto di album (intitolato "I misteri della Maison de Betty"), poggiato su un leggio, all'ingresso, per la raccolta della firma e, a discrezione, una breve nota o dedica alla titolare di casa.

* * *

Parentesi numerica (dall'album I misteri della "Maison de Betty")

La simbologia del triangolo è eloquente: un numero primo, somma dei due numeri che lo precedono (1 e 2). E pure gemello con il numero 5, anch'esso primo. Gemello nel senso che si tratta di numeri primi, 3 e 5, che differiscono di 2 e quindi, in n certo senso, sono "consecutivi". Non si perdono di vista, si tengono stretti stretti. Per mano. Si studiano, si annusano. Si strusciano. Covano chi sa quali pensieri e fantasie integrate. Vorrebbero infrattarsi nel vertice di un poligono, un po' di intimità anche per loro in mezzo al frastuono degli infiniti numeri reali.. ma poi arriva sempre qualcuno degli altri numeri (per forza, sono infiniti!) a coglierli in flagrante, proprio mentre vorrebbero.. insomma, sì anche i numeri si avvicinano, convergono, si distendono, si amalgamano, si moltiplicano e, talvolta, si dividono.

* * *

-         Angie, che fai lì, impalata! Falli entrare i miei amichetti - la pungola la Betty, distesa sul divano e assorta nelle sue visioni televisive.

Angie sorride all'attore, alias Molla, e gli fa cenno di avvicinarsi alla tavola. Sceglie un posto per lui, accanto a sé. E della macchia nera, alias Lajos, non si cura.

Molla scosta la sedia per Angie (Ah, che cavaliere!, lei pensa e va in sollucchero quando la mano di lui le sfiora la schiena). Poi fa per accomodarsi lui stesso ma balza indietro e inveisce:

-         Che cosa è questa roba? - e sventola uno straccio nero, traforato, appoggiato sulla sua sedia.

Lajos fissa Molla, poi fissa il batuffolo nero. Se è quello che immagino, confabula fra sé.

-         Eccole, care! Le mie mutandine - sospira la Betty - era una settimana che le cercavo!

Mutandine... eufemismo per intendere un tanga di pizzo, pi√Ļ vuoto che pieno!

Lajos deglutisce e si fa coraggio. Mutandine in giro per casa, che luogo eccitante! Questa volta non uscirò a bocca asciutta, ridacchia.

-          Ah che tesoro, me le porteresti qui? - aggiunge la Betty melliflua e fissa Molla con occhio sornione della serie "strappami tutta, come fossi una mutandina!".

E Molla, da cavaliere gentile, si avvicina al divano brandendo le mutandine nere di pizzo e gliele porge con garbo nel palmo. Dita contro dita. Contatto!, ammicca la Betty. Intrigante!. La Betty ha tempi stracciati per valutare il proprio partner. Chi prima agisce, prima sceglie, è il suo motto. E prende quello che desidera. Questione di un istante, ghermisce Molla e lo rovescia a pancia in su, sul divano. Che è largo giusto giusto una piazza e mezzo. Per accogliere due persone, una sopra e una sotto.

Lajos contrae la mascella e sbatte 3 volte le palpebre. √ą sotto shock. E dilaniato da un dubbio: guardo o non guardo? Sta per assistere a uno stupro alla rovescia: √® una lei intende abusare di un lui. E il lui √® il suo migliore amico. Guardo o non guardo?, si domanda ancora. S√¨, con Molla si conoscono da sempre, sanno tutto di tutto l'uno dell'altro ma certe pratiche, insomma, anche i maschi non se le raccontano fino in fondo (e forse del tutto). Questa potrebbe essere un'occasione per verificare, s√¨, insomma, per capire se davvero quella posizione dell'assalto in verticale funzioni e le faccia urlare dopo 20 secondi (come si vanta Molla!). Ancora una volta, il prescelto √® stato Molla. Lui che ha sempre successo con le donne! Ma non √® detta l'ultima parola, mai piangere sulla caraffa sbagliata.. c'√®¬† sempre quella di scorta da cercare, con l'augurio che sia piena di champagne (basta anche uno spumante!), si consola Lajos e fissa con occhio marpionico Angie.

* * *

Cambio scena.

Due passi indietro.

Nebulosa di Sirio, astronave Pensiero Irrisolto. Saletta relax pressurizzata. Macchinetta delle bibite, tavola delle merenda con vista a 180 gradi sul Sistema Solare. Pausa di 10 nanosecondi marziani.

-   Dai racconta, come è andata con quello di Alpha Centauri? - fa Urania.

-   Quello della scommessa, baby?- risponde Marziana, - Zac II, 'na lagna e troppi fusibili inservibili. Sono esigente, è vero, ma almeno i requisiti minimi di sistema che siano funzionanti... ah, che nostalgia di Alef V.. -

-   .. quello con due teste, una sempre addormentata? -

-   No, quello è Sutron XXV, un androide con due teste, quattro bocche e otto occhi... intraprendente e creativo, eccome! Ma non sapevi mai dove guardarlo e come farti spiare... Alef V è il poetry-robot maniaco-depresso, baby e, a sua volta, deprime tutti i computer che tocca...-

-   Per Sirio, Marty, mi farai una mappa galattica dei tuoi spasimanti, prima o poi! Nome, provenienza, componenti, attributi e..-

-¬†¬† .. e prestazioni, con o senza encomio, baby! E in pi√Ļ marchio di garanzia e data di scadenza! - e sferraglia ridendo.

Marziana e Urania sorseggiano una tazza di olio lubrificante a base di ioduro di potassio e nitrato di piombo (per sciogliere pensieri incrostati). Poi, cala il silenzio.

-   Mi nascondi qualcosa, Marty. Hai incontrato un altro? - riprende Urania.

Marty tace. Parla con lo sguardo basso, rivolto al pavimento.

-   Bersaglio centrato! Racconta, racconta - esulta Urania.

-¬†¬† Oh baby! √ą nero come la notte interstellare, liscio come il rivestimento della nostra astronave e rovente come la superficie di Mercurio - erutta Marty d'un fiato.

-   Robot, androide o Ipad? Ha tutti i transistor oliati e di generazione 2.0? In quale galassia si trova? - la incalza Urania.

-   Nella Via Lattea - fa eco Marty.

-   A due passi, da qui, fantastico! Non dovrai rincorrerlo per anni luce - la incoraggia Urania.

-   Ho un debole per i Lunatici, ma i Terrestri con quella verga che, a un tratto, si anima di energia propria... ti sollevano su un'altra dimensione - ammicca Marziana. E col pensiero corre a quel biondino terrestre, un po' alticcio (come si dice nel gergo terrestre), che le aveva vomitato sulla minigonna. E con la scusa di aiutarla a sfilarsela (anche lei era un po' alticcia), l'aveva imbrandata all'istante.

Suona la sirena. I 10 nanosecondi marziani erano scaduti.

-   Alla prossima, Marty. Non fare cose strampalate, da terrestri - sibila Urania.

-   Non preoccuparti, baby - sorride l'altra.

-   E se il tuo Terrestre avesse un amichetto libero e disponibile... passagli il mio code-number, subito! - le fa l'occhiolinò Urania.

* * *

Ora, nella sala triangolare sono sempre in 4: la Betty, accomodata sul divano, distesa sopra Molla, integrati e celati sotto la fodera bianca a pois neri. Come un film in bianco e nero, la fodera ondeggia tutta, con il sonoro molto molto basso. Angie, impalata, le spalle al divano, siede nel baricentro della sala (baricentro che, in questo caso di perfezione geometrica, è davvero un punto notevole e coincide con il circocentro, l'incentro e l'ortocentro del triangolo equilatero). Sulla tavola, in uno stampo argentato, la torta di mele e una bottiglia di vino, il fragolino, attorniata da 4 bicchieri. Lajos impalato accanto a Angie, i gomiti che si sfiorano, la bocca spalancata, le narici solleticate dal profumo della torta (la torta invoglia!). E lo sguardo che vaga, languido per qualche bicchiere di troppo, che già allenta la tensione.

Angie mordicchia una fetta di torta (√® venuta davvero buona, si compiace da sola!) e cerca consolazione nel fragolino. La Betty, accidenti, le ha soffiato il bell'attore, l'ha aspirato come una ventosa, sotto i suoi occhi. Che cosa le rimane? La massa informe e nera che, alla luce della lampadina a basso consumo, pare ancora pi√Ļ nera e informe. Non le interessa, fosse anche l'ultimo esemplare di umano sulla Terra. Emette buio, pensa Angie, e riluce soltanto per quella assenza totale, devastante di peli sul capo. Io adoro gli orgasmi boschivi, sorride fra s√© Angie. Afferrare peli e capelli, brucare come in un prato, tirare e strappare tutto. Anche lei, Angie, √® dolce e fragrante, come le torte che sforna. E anche i suoi amichetti sono dolci e spumosi, dopo aver sfornato da lei le rispettive potenti verghe.

* * *

Cambio scena.

Un passo avanti.

Marziana ha due passioni: i numeri e i Terrestri. I numeri descrivono la struttura intrinseca della Galassia e dei tanti Universi paralleli che la costellano. Illustrano anche la natura di ogni essere, robot o umano che sia. Il destino è impresso in un numero. Ciascuno ha il proprio numero. E il suo, per eccellenza, è il numero 3. Marziana lo sa. Il 3. Numero primo e triangolare. I vertici del triangolo equilatero.

Marziana conosce tutti i numeri primi. Che è come dire, l'infinito. Un dono e, assieme, una condanna. Per questo, Marziana riesce a computare la distanza che separa l'astronave Pensiero Irrisolto da pianeti, meteoriti, altre galassie o buchi nere contro cui potrebbe collidere. E tutti i giorni, per tutto il giorno, per tutti gli anni della sua vita marziana, è destinata a computare orbite, traiettorie e calcolare rischi di catastrofi. Per salvare se stessa e l'equipaggio. E vive lei stessa sospesa sull'abisso: dire o tacere. Ora lo sa: un buco nero li sta risucchiando, proprio al centro della Via Lattea. Nessuna possibilità di invertire il suo campo attrattivo. Questione di picosecondi marziani (1 picosecondo marziano = 1,5 ore terrestri) e tutto sarà finito. Che fare? A chi dirlo? E chi, poi, dovrebbe salvarsi? E come?

Marziana non è stata programmata per un impatto e una responsabilità del genere. Pensa come e dove salvarsi. Alla connessione alfanumerica che potrà smaterializzarla e ricomporla, pezzo dopo pezzo, intera, in un altrove.

Nulla è per caso. Chiude gli occhi e visualizza il suo numero preferito, il 3. E pensa a lui, al terrestre dalla testa lucida. Focalizza la sua bocca. Si concentra sul suo pensiero. Parola, bocca, pensiero. Pensa  al numero 3, gli sussurra. Pensa al numero 3. Dì a voce alta: 3...

* * *

Ora, nella sala triangolare, non c'è 2 senza 3.

La Betty e l'attore, alias Molla, sono distesi sul divano, le teste che sbucano dalla fodera bianca a pois neri e sorseggiano un bicchiere di fragolino. Sazi ed estasiati l'uno dell'altra.

Seduto alla tavola triangolare, Lajos ha cercato di far colpo su Angie (Angela.. ah ho capito, Angelica. Come hai detto? Angiolina, come l'attrice? Noooo, Angie. Ma sei per caso inglese? Scusa, ma io adoro i nomi lunghi e italiani. Se non ti spiace, ti chiamer√≤ Angelica). Ha usato varie tecniche a sua disposizione per incantarla: dapprima le si √® avvicinato con la scusa di prendere la seconda fetta di torta (Ah che delizia di torta, Angelica cara. In quale forno l'avete presa?) e Angie si √® debitamente scostata indispettita (L'ho fatta io, con le mie mani!). Poi, Lajos ha fatto ricorso all'arte (Sai, Angelica, sono un artista e quando parlo divago e mi perdo, ma quando scrivo poesie sono lucido, diretto ed esplosivo!). Poi la musica (Sai, Angelica, suono in una rock band. Quale strumento? A dire il vero, le suono a chi suona contro il nostro gruppo per coprire le stonature del cantante e l'aritmia del batterista...). Infine, perso per perso, con i suoi trascorsi sentimentali (Sai, Angelica tesoro, io non voglio la donna della porta accanto, ma una donna vestita da caramella. Che mi faccia venire l'acquolina in bocca e tanta voglia di scartarla. E quando finisce, finisce. √ą l'unico passato buono da ricordare √® quello di verdura!)

Insomma, Lajos ce l'ha messa proprio tutta per fare colpo su Angie. Una disfatta... ma si dà sempre una ulteriore chance anche a chi perde, pensa lui mentre si lecca le briciole sparse sulle labbra.

Questo qui non c'è tutto: o è pazzo, o è fatto o finge di essere fatto, pensa Angie e a sua volta si lecca le briciole di torta. Alla fin fine, conclude, gli riesce benissimo! Ed è così fuori da starmi quasi simpatico, e si mette a ridere da sola.

L'unica che abbia fatto colpo, in definitiva, è la torta di mele.

-   Angelica, brindiamo alla tua torta - fa Lajos con impeto - e, per favore, mi allunghi un'altra fetta. Non c'è 2 senza 3! - e solleva il bicchiere.

In quel momento, i vetri di tutte le camere tremano e vibrano, come sul punto di infrangersi. Angie scatta in piedi, bianca per lo spavento. Anche le porte vibrano. Il terremoto, il terremoto, urla la Betty e Molla la avvolge come un guanto. Angie urla a sua volta, si alza di scatto e rovescia il bicchiere. Lajos approfitta del pericolo per fare l'omo (Qui si parrà la tua nobilitate, finalmente!) e riduce le distanze abbracciando Angie, un gesto paterno e protettivo.

E mentre i 4 sono a 2 a 2 mutuamente avvinghiati, si spalanca la porta del bagno.

E ne esce una sagoma umana.

Tacco 12, mini viola, top nero con lustrini che profilano un cuore. I capelli rosso rame lunghi fino alla vita. Lo sguardo celeste che lampeggia.

Cala il silenzio. La Betty e Angie si guardano, gli occhi sgranati.

Solo i tacchi rimbalzano sul pavimento. Nell'aria, scintille invisibili. E domande senza risposta.

-         Ciao, sono Marziana. Anzi Elettra, per gli amici - e si avvicina alla tavola. Allo stampo, alla torta di mele. - Mm, che profumo! Ho tanta fame, dopo il lungo viaggio. Posso prendere una fetta di torta? - e si serve con disinvoltura.

 

(continua)....

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Marinella Lombardi è nata a Forlì, ora vive e scrive a Bologna. Adora la matematica e i numeri. Ha 
partecipato a vari concorsi letterari e i suoi racconti si possono trovare in antologie cartacee e in
formato e-book. Dopo aver seguito alcuni laboratori di scrittura creativa, ha collaborato alla nascita
di un collettivo di scrittori dal nome per ora segreto.

 

 

 
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