Fame e Sazietà di Alis Naldi PDF Stampa E-mail

Fame e Sazietà

(Un mondo senza voglie)

 Il leggero malessere che coglie Lucia nella confusione della pausa pranzo ore 13, le consiglia di entrare nel ristorante «Canè" che sta fiancheggiando, per chiedere un bicchiere d'acqua.

L'ambiente accogliente, che già ospita numerosi clienti, le infondono sicurezza e serenità dando a lei, gravida all'ottavo mese, la forza di raggiungere seppur a fatica una poltroncina del primo tavolo.

Nonostante il via vai, che abitualmente frulla personale e commensali nell'ora più critica, il maitre e un cameriere capiscono le difficoltà che sono appena entrate e accorrono per offrire aiuto.

Farla accomodare in cucina e allungarle un bicchiere d'acqua è un attimo e ora la guardano compiaciuti.

La Terra, il nostro amato e disastrato pianeta è questo pancione rigonfio che sta, libero da paralleli e meridiani, seduto di fronte a loro. Ai due dipendenti piace pensare che il futuro dell'Umanità sia dentro a quel tenero pallone che la bella ragazza ostenta orgogliosa al personale di cucina.

Gli sguardi dolci di sguattere e cuoche la stanno coccolando.

Il leggero benessere arrivato con l'acqua non può nascondere quello che in realtà ha provocato questa debolezza: calo di zuccheri, di grassi, di proteine, di sali minerali. Trattasi di fame.

Questa giovane precaria, insegnante di sostegno all'Istituto Agrario di Imola, non è così ordinata e costante nell'alimentazione, saltando spesso per distrazione o necessità qualche pasto.

La creatura, ospite desiderato e amato di tanto pancione vorrebbe ricordarle di essere più regolare nei rifornimenti, ma non sempre le sue gomitate e i suoi calci vengono interpretati nella maniera più giusta.         

Se il bicchiere d'acqua la rinsavisce, la vista del bancone centrale su cui fanno bella mostra di sé diverse portate già pronte per la sala, scatena nella donna gravida quelle voglie che hanno sempre influenzato, nel bene o nel male, il nascituro.

In particolare una magnifica anatra all'arancia elaborata dal cuoco del ristorante ha catturato l'attenzione di Lucia. Il volatile cotto e truccato sapientemente aspetta di essere recapitato come quarta portata al tavolo n.° 6, dove una robusta coppia di coniugi pasteggia soddisfatta da un'ora.

Trema lo chef quando seguendo lo sguardo della futura mamma lo vede adagiarsi voglioso su quell'anatra che sembra dire: «Mangiami».

Sono attimi poi un'unica richiesta generale: «Si devono soddisfare le voglie di una incinta!»

Un coltello passa di mano in mano e a malincuore il creatore di quella meraviglia squarcia quel petto tenerissimo per asportarne via mezzo.

L'occhio di Lucia, umido di commozione e gratitudine, si chiude rapito mentre lei addenta la carne. 

Il gemito che esce soddisfatto dopo il primo boccone strappa un sorriso.

Se il passo rapido con cui Lucia si allontana denota il recupero di energie e benessere, il passo lento con cui il cameriere porta l'anatra offesa al tavolo n.° 6 sembra chiedere solidarietà e comprensione.

Occhi spalancati lo fissano increduli mentre un sopraciglio s'inarca interrogativo.

Il cameriere di sala Edoardo che ha appena salutato quel tondo pancione risponde senza tentennamenti: «Vi prego di credermi se dico che oggi nel mondo c'è meno fame.»  

 
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