Fame e Sazietà di Marina Sangiorgi PDF Stampa E-mail

Fame e sazietà

(Cuore di panna)

Sì, lo giuro, è così: non ho fame. Non ho più fame. Mi sazio subito. Mi basta un panino, una mela.Un panino e una mela e sono a posto. E tutti mi dicono: - Terri, hai mangiato poco! -

Ma no, sono sazia. Sono piena. Non ci sta più una briciola, nello stomaco.

Anche l'altra sera a cena con i miei da Canè ho preso l'insalata e basta. Mio padre i tortelli al ragù, mia madre e mia sorella anche l'antipasto, io niente. Anzi, ho chiesto se potevo alzarmi e sono uscita a fumarmi una sigaretta, e per Dozza ho camminato un po', che tanto ci sono sempre da guardare le figure dipinte in grande sui muri.

Quest'estate è stata lunga e strana, paurosa. Dopo la maturità sono stata a Londra con Vanessa e lei ha conosciuto subito un australiano di nome John (alto, carino, coi capelli ricci) e si è chiusa in camera con lui tutta la settimana, e io non sapevo più che fare. Non so tanto bene l'inglese; non quanto Vane che ha sempre preso otto e nove e ha viaggiato ovunque e farà l'università all'estero, probabilmente. Allora me ne stavo al piano terra, sul divano, a guardare tantissima tv. A guardare Mtv soprattutto. Che schifo di vacanza! Tanto valeva starsene a casa.

Poi però sono tornata ed è stata ancora più triste e lunga l'estate, non finiva mai, e il giorno più bello è stato al fiume a Moraduccio con Angelica. Non c'era nessuno: ci siamo un po' bagnate e abbiamo preso il sole stese sui sassi.

Adesso prendo il treno e vado a Bologna a lezione. Mi sono iscritta a Scienze della comunicazione, ma non sono convinta. Ci ho pensato parecchio e alla fine ho detto: vabbe', magari è una facoltà interessante. Però, giuro, non so se fa per me.

In stazione incontro Alex, che si è iscritto a Filosofia. E' dalle medie che sono innamorata di lui. Innamorata persa e lui stava con la Patti Battilani, ed erano belli insieme e a me veniva uno strano batticuore a vederli, per l'amore e la gelosia.

«Terri, ciao!» mi saluta sempre prima lui, ed è gentile. E parla un mucchio, e lo ascolto e gli guardo il pomo d'adamo, che ha vistoso e mobilissimo, ma non sgradevole.

E ieri voleva offrirmi un gelato mentre andavamo a piedi in via Zamboni.

«No grazie. Non mangio fuori pasto» dico.

«Mangi abbastanza?»

«Ma certo, davvero, a pranzo e cena»

E lui mi guarda così serio che divento rossa.

Alex poi ha preso il gelato: un cono con sopra una montagna di panna montata e ha tirato fuori la lingua e se l'è ingoiata, la panna, con una leccata che gli ha fatto rimanere i baffi bianchi sul labbro. E io ho detto «Oh», e ho girato in fretta gli occhi dall'altra parte.

 

 
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