"La letterina" di Luca Occhi Stampa

La letterina

 

"E va bene. Ricominciamo daccapo. Nome e cognome..."

"Baba Natàlia."

"Baba Natàlia, eh? Hai ancora voglia di prendermi in giro. Vuoi farmi arrabbiare proprio la vigilia di Natale? Si può sapere almeno da dove vieni?"

"Me di Albània."

"Vabbè,  Baba Natàlia da Albània. Niente permesso di soggiorno, documenti, passport?"

"Io no bisogno, io unico Baba Natàlia di Albània."

"Dimmi tu, Melchiorre, se mi doveva capitare una cosa simile proprio ora che stavo smontando. Passi per te che sei di piantone, ma a me adesso tocca star qui finché il vice ispettore Baldassarre non si degna di arrivare a darmi il cambio... Buono. Devo restare calmo e buono."

"Ispettore, ho controllato al computer ma non risulta nessun Baba Natàlia, niente."

"Fantastico! Io devo correre a casa, scoprire dove mio figlio ha nascosto la sua letterina di Natale e poi scapicollarmi nei negozi proprio l'ultimo giorno, con il rischio di non trovare quello che vuole. Invece mi tocca stare qui con te e questo buffone. Fantastico..."

"Ispetto', provo con le impronte?"

"Sì, Melchiorre, prova pure, tanto ho già capito come va a finire. Ma torniamo a noi Baba Natàlia di Albània... si può sapere cosa ci facevi attorno alla fabbrica di giocattoli vestito da Robin Hood? Pantaloni rossi con le bande bianche a parte, s'intende."

"Io lavora."

"Ohh, finalmente. Metti a verbale, Melchiorre: il fermato confessa di essersi introdotto nel cortile, mezzo mascherato da Robin Hood, al fine di commettere il reato di furto."

"Io no Robin Hood, io no furto, io facia solo mio lavoro. Io Baba Natàliaaa... tu capisci me?"

"Ehi, bello, stai calmo, che se c'è qualcuno che non capisce l'italiano quello sei tu. Vabbè anche un po' l'agente Melchiorre."

"Sì, ispetto'?"

"Niente, niente, Melchiò. Dai, continua a cercare. Che se trovi qualcosa me ne vado a casa e per tutto quest'anno ti sarò grato."

"Ispettò ma siamo già al 24 di dicembre..."

"Melchiorre, taci e lavora. E tu, saresti dunque il Babbo Natale albanese, giusto?"

"Sì, tu bravo."

"Vestito così? Cappello verde con piuma di fagiano, blusa da cacciatore tirolese e quelle ridicole braghe. L'unica cosa che hai da Babbo Natale è la barba bianca, oltre alla pancia."

"No tu sai che no è abito che fa monaco, ma cuore? In Albània noi no ricchi, noi vestire come può. Io, può così."

"Ma bene, ladro e pure filosofo. Sentiamo, cosa sei venuto a fare qui da noi, Babbo Natale di Albània."

"Mio lavoro. Io visto in tiv√Ļ tutti Baba Nat√†lia in Italia felici e detto me, per un ano felice pure io."

"Scusa, ma non ti piace fare il Babbo Natale al tuo paese?"

"Hmmm... Sì, belo. Ma in Albània bambini giocare a rubare letterine di altri bambini, e quando io porto regali, porto sempre regali di altri e loro no contenti. Per questo da grandi voliono venire a Italia, dove tutti felici."

"Sì, sì, certo. Melchiò, per caso Baldassare ha telefonato? Ma quando arriva? Fra cinque ore aprono i negozi e io non so ancora cosa comprare. Lo sai, Baba Natàlia, che mio figlio Lorenzo è un bambino d'oro? Solo che qualcuno gli ha raccontato che Babbo Natale non esiste e che i regali li compriamo io e sua madre. Così quest'anno ha nascosto chissà dove la letterina e se non riceverà quello che desidera avrà la certezza d'essere è stato preso in giro, e smetterà di credere ai sogni."

"So, io so..."

"Già, è vero, scusa."

"Ispettò, che facciamo? Se lo mettiamo dentro questo se ne esce dopo la befana. Domani è Natale..."

"A Melchiò! Farò finta di non aver sentito. In Italia la legge è legge, lo sai. Scrivi... Nel parcheggio della fabbrica di giocattoli ecc. ecc. è stato fermato il cittadino albanese Baba Natàlia in evidente stato confusionale. In quanto non pratico della città, si era smarrito. Verificato ecc. ecc. e non essendo emersa a suo carico nessuna pendenza si procede al rilascio ecc. ecc. Data, firma e buon Natale a te, Melchiorre, e a Baldassarre quando si degnerà d'arrivare. Tu, Baba Natàlia da Albània, puoi andare. Via, sei libero. Torna a lavorare."

"Grazia, ispetore, tu molto buono."

"Lo Buono, mi chiamo Lo Buono. Forza, vai. Buon Natale Melchiò."

"Anche a lei e famiglia, ispettore."

letterina

Fu solo in strada, infilando la mano nella tasca del cappotto per il freddo, che l'ispettore s'accorse della busta. Sporca di terra, era indirizzata a Babbo Natale. L'aprì:

"Caro Babbo Natale sono Lorenzo, quello che abita a Roma vicino a Mario, dove l'anno scorso hai portato una bici da corsa. Mario dice che tu non esisti e la bici l'ha comprata il suo papà. Ma io non ci credo e gli ho detto che facciamo una prova. Così ho seppellito la mia letterina nel vaso di fiori della mamma..."

 

Luca Occhi

 
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