Massimiliano Govoni - "Turno di Notte" 2010 PDF Stampa E-mail

 

Dove hai fatto le scuole superiori, Theo? Io le ho fatte al liceo scientifico Carducci. Ti dice qualcosa questo, Theo? Io ero un ragazzo di quelli un po' sfigati, di quelli che non avevano amici. Non ero uno di quelli che si chiudevano in bagno con le ragazze più giovani. Durante l'intervallo me ne stavo sempre in classe a leggere i fumetti, quelli che mi compravo con i soldi che non spendevo il fine settimana. Eh sì, perché non avendo amici, il fine settimana me ne stavo in casa a guardare la tv. Ma questo riuscivo anche a sopportarlo, era il fatto di non avere una ragazza che mi annientava.
Poi un giorno in classe accadde l'impossibile: durante un'ora buca si avvicinò una ragazza e mi disse che anche lei leggeva Dylan Dog. E così iniziammo a parlare e nei giorni seguenti ci trovammo pure fuori e io non mi sentivo più il solito sfigato. Ci baciammo e lei disse che se la nostra storia fosse andata avanti magari avremmo perso la verginità insieme e io mi sentii quasi un ragazzo normale. E un bel giorno la chiamai, ma lei non era in casa; neppure dopo qualche ora era tornata. E a un certo punto il telefono aveva dato sempre occupato. E da un giorno all'altro cominciò a evitarmi. La settimana seguente l'aspettai sotto casa e lei dovette parlarmi. Mi disse che era stata alla festa di un'amica e che aveva conosciuto uno... che da cosa era nata cosa e che... sì, insomma non era più vergine e che non aveva avuto il coraggio di dirmelo.
Theo, inizi a capire qualcosa?
No? Allora vado avanti.
Passarono gli anni, mi iscrissi all'università, ebbi le mie storie, non ero più lo sfigato senza neppure un amico. Durante il primo anno fuori corso conobbi una ragazza di Firenze che era venuta a stare a Bologna per frequentare medicina e me ne innamorai. Passò un anno e andammo ad abitare insieme. Fantastico. Una sera lei mi confessò di essere incinta. Sono una persona responsabile io e le dissi che ero pronto a sposarla. Cominciò a piangere, pianse in modo disperato e disse che questa non poteva proprio farmela. E poi raccontò che durante il mio soggiorno in Francia di sei mesi con Erasmus, una sera a una festa era stata con uno. Mi disse pure che in realtà l'aveva fatto solo perché sentiva la mia mancanza. L'ho rivista qualche anno fa e indovina? Il bambino si chiama Luca e il tizio che la trombò quella notte di tanti anni fa non ha mai riconosciuto il figlio.
Theo, capisco dal tuo sguardo che non hai ancora collegato tutti gli avvenimenti; ma porta pazienza, fra poco capirai tutto.
Qualche anno fa sposai una conosciuta a un corso di ballo. Ti piace il Tango? Io l'adoro. Ballare il Tango con una bella donna è come scopare. Solo che lo fai davanti tanta gente senza vergognarti. Mia moglie, dovrei dire la mia ex-moglie ormai, era una ballerina formidabile, alla scuola tutti gli uomini desideravano ballare con lei.
Ti vedo un po' turbato, Theo. Tieni duro, sto per raccontarti il finale.
Con lei fu un colpo di fulmine e ci sposammo quasi subito. Il problema è che purtroppo tentai di ignorare la sua frigidità. A lungo andare è un vero patimento fare l'amore con qualcuno che non ha nelle orecchie la tua stessa musica. Poi, dopo qualche mese, le cose cambiarono e lei divenne un'amante appassionata. Io, maledizione, volli capire cos'era successo. La pedinai e scoprii che si era fatta l'amante.
Ah Theo, il bavaglio proprio non te lo posso togliere, ma capisco chiaramente dai tuoi occhi che finalmente hai collegato tutti gli eventi. Sì, sì, sì e sì.
Sì, sei tu quello che ha sverginato la mia ragazza del liceo.
Sì, sei tu che ha messo incinta la mia compagna dell'università.
Sì, sei tu l'uomo che ha guarito dalla frigidità la mia ex moglie e... sì, sei tu quello che sta per morire.
 
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