Sofia Spiri - "Turno di Notte" 2010 PDF Stampa E-mail

Elena


La mia fidanzata Elena ed io avevamo quasi completato l'arredamento di Villa Margherita, una casetta acquistata da poco che si trovava alla periferia della città. Dato che eravamo a buon punto del restauro si poteva già vivere nella casa, riguardo al trasporto non c'era problema: il padre di Elena da giovane lavorava con i mezzi pubblici. Quando andò in pensione gli regalarono il taxi più malandato che avevano, quello con cui si era divertito per molti anni a trasportare gente di tutto il mondo nella zona circostante, così quando morì lo ereditò Elena.
Una mattina di autunno mi alzai presto e cercando di non svegliare Elena mi precipitai al lavoro, quel giorno avevo una conferenza molto importante. Al pomeriggio, gli affari erano andati benissimo, e inoltre avevamo vinto cinquemila euro alla lotteria, la credevo proprio una giornata fortunata, quando all'improvviso il cellulare cominciò a squillare. Sul piccolo schermo apparve un numero sconosciuto, risposi e mi sentii assordare dagli strilli agitati della signora Wills:
"Calma, calma, se urla così non riesco a capire quello che dice, abbassi il tono e parli tranquillamente per cortesia"cercai di tranquillizzarla io.
"NON MI DICA DI STARE CALMA, LA PREGO: E' IMPOSSIIIIIIIIIIIIIIIIBILE!!!!!!! VENGA SUBITO IN VIA PAPERINI! E' ACCADUTA UNA COSA TERRIBILE, ABBIAMO GIA' CHIAMATO L'AMBULANZA E STIAMO ASPETTANDO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!"
Senza fare domande corsi fuori dall'ufficio e partii con l'auto gialla, andavo alla massima velocità, sorpassavo chiunque per arrivare il prima possibile.
Arrivato in via Paperini vidi Elena sdraiata a terra, in mezzo alla strada e un uomo al volante di un camion, era pieno di gente che borbottava qualcosa tra cui la signora Wills a cui chiesi immediatamente l'accaduto.
"E' stata investita da un camion mentre attraversava la strada! Abbiamo già chiamato l'ambulanza, come le ho detto al telefono, ma oltre ad aspettare, per ora non possiamo fare niente!!!"
Mi buttai a terra a fianco ad Elena e guardai di nuovo l'uomo nel camion.
Quando si cominciò a sentire il suono delle sirene dell'ambulanza, l'uomo nel camion scappò.
Portarono Elena all'ospedale, ma ormai era troppo tardi. I dottori mi spiegarono che il camion passandole sopra le aveva frantumato il torace e colpito la testa, provocando un'istantanea commozione celebrale che ha bloccato i movimenti paralizzandola; ma dato che non è intervenuta l'ambulanza, le si è fermato il cuore.
Io ero disperato, l'unica cosa per cui valeva la pena vivere non c' era più, ora perchè non poter morire? Forse non era ciò che voleva il destino? Che fare ora?
Decisi allora di vendicare Elena: volevo scoprire chi l'aveva uccisa...
E ora ne sono sicuro, sei stato tu, Theo, non ricordi?
Beh... chi di spada ferisce di spada perisce, chi uccide viene ucciso... e adesso è la tua ora!
POMMM!
Fred uccise Theo, ma venne condannato a dieci anni di prigione.

 

 
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