A VOLTE RITORNO di John Niven PDF Stampa E-mail
A volte ritorno di John Niven
Ed. Einaudi Stile Libero
381 pagine
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Blasfemo ma con rispetto. Non mi viene in mente un altro modo per definire questo  piccolo capolavoro di ironia, in cui si immagina una nuova discesa di Gesù Cristo sulla Terra.
Una visione della fede decisamente anarchica, all’insegna del vivi e lascia vivere. Il paradiso visto come un ultraterreno raduno hippy, dove tutti si vogliono bene e fanno allegramente uso di droghe leggere.
La trama: tornato da una breve vacanza, cioè una settimana del tempo celestiale, corrispondente a 500 anni terrestri, Dio si rende conto che sulla Terra non ci si sta comportando bene. Il pianeta trasformato in una discarica, genocidi compiuti in nome di presunte fedi religiose, preti che compiono atti di pedofilia.
Dio, il cui unico comandamento era stato “fate i bravi”, decide di mandare di nuovo sulla Terra il figlio, affinché ristabilisca un po’ di ordine. Gesù non è molto d’accordo, visti i precedenti, ma obbedisce. Non può fare altro. Segue una vicenda all’insegna della comicità più sfrenata, dove non mancano interessanti riflessioni sul nostro sistema sociale e religioso. Gesù si ritrova a vivere come un barbone, in compagnia di personaggi a dire il vero un po’ singolari, che la società ha etichettato come “diseredati”. Un concorso per la ricerca di nuovi talenti darà una svolta alle esistenze dello scalcinato gruppetto composto da Gesù e i suoi nuovi discepoli. L’imprevisto è continuamente dietro l’angolo, in modo da dare alla vicenda un tono costantemente dinamico. Anzi, sfrenato.
Tutta da ridere, ma con buon gusto. Irriverente verso le cosiddette religioni e il cosiddetto mondo civile, ma rispettosa verso l’Autorità è questa storia, da leggere tutta d’un fiato.
Un modo del tutto personale di difendere chi nasce meno fortunato, di aiutare chi ha bisogno, di diffondere concetti in apparenza semplici come pace, amore, giustizia, tolleranza.
La narrazione ha un ritmo vivace e scoppiettante. Quasi impossibile abbandonare il libro prima di averlo finito. Perché si scopre presto che ogni pagina da girare nasconde un nuovo colpo di scena, una nuova sorpresa.
Forse, il paradiso è proprio questo. Un posto dove aspettarsi solo un’intelligente ironia e, soprattutto, dove il rispetto bisogna meritarselo.
Cristina Orlandi
 
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