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Avrei voluto parlare d'amore
Di Francesca Tombari
Damster l'Editore - 187 pagine

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Una storia troppo terribile per poter essere inventata.
Un fatto realmente accaduto, in tutta la sua drammaticità .
Crudo, non lascia nessuno spazio, come dice il titolo, all'amore. Un libro a dir poco sconvolgente ma, allo stesso tempo, bellissimo.
La vicenda si svolge in un paesino delle Marche, durante la seconda guerra mondiale. L'atmosfera è quella del film "L'uomo che verrà ", così come la narrazione, in tutta la semplicità e la saggezza propria dei ragazzi molto giovani, pare suggerire immagini molto simili a quelle del film.
E' la storia di due sorelle dallo stesso nome, Gigia, che non si sono mai conosciute tra di loro, perché la maggiore è morta lo stesso giorno in cui è nata la minore.
Uno spaccato di vita della campagna del centro Italia, durante gli anni che precedono immediatamente la seconda guerra mondiale, in cui vengono raccontate con efficacia le abitudini e il modo di vivere di una numerosa famiglia che si sostiene grazie al lavoro di mezzadria. Ogni componente della famiglia è descritto con estrema cura, sia nell'aspetto, sia nei modi, sia nel carattere. L'attenzione che viene loro dedicata è tale da poter permettere al lettore di immaginarli fisicamente, o di sentirli parlare, muoversi. Così come verrebbe voglia di aiutare le due Gigia nei momenti di maggiore difficoltà .
Unite tra di loro da un tragico destino, che fa sì che gli eventi si ripetano con una fatalità quasi ciclica, entrambe le sorelle rimangono attaccate, più che all'amore, alla speranza. Proprio come la giovane protagonista di "L'uomo che verrà ", alla quale comunque non manca l'amore della propria famiglia.
Diversa è la sorte delle due protagoniste di "Avrei voluto parlare d'amore", entrambe destinate a ricevere solo rifiuti e umiliazioni, nonostante siano entrambe dotate di un grande cuore, disposto a dare e condividere.
Ma per quale motivo una famiglia non povera, nonostante le difficoltà degli anni di guerra, e soprattutto numerosa, non riesce a coltivare amore all'interno di sé? Perché una ragazza vorrebbe poter parlare d'amore, ma le vengono precluse tutte le possibilità di credere nei buoni sentimenti?
Quale sarà il terribile segreto custodito all'interno della grande casa di campagna? O forse i segreti, che finiscono per minare la forza di entrambe le Gigia nel credere, se non nell'amore, nella speranza, sono più di uno?
Una storia struggente, spietata come il lavoro nei campi con il sole a picco, allo stesso tempo delicata come l'anima gentile di una ragazza che vorrebbe solo dare e ricevere affetto. Intensa e commovente, come la speranza di chi ha vissuto questa storia e come la sensibilità e bravura di chi ha scritto questo libro indimenticabile.
Cristina Orlandi
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