Chanel non fa scarpette di cristallo di Barbara Fiorio PDF Stampa E-mail

Chanel non fa scarpette di cristallo di  Barbara Fiorio

chanel_non_fa_scarpette_di_cristallo_copertina

Editore:  Castelvecchi - 219 pagine.

 

Se i personaggi di una commedia che, sotto alcuni aspetti, pare rifare il verso a "Sex and the city" fossero interpretati nientemeno che da autentiche principesse delle favole, il risultato sarebbe senza dubbio la storia raccontata in questo romanzo.

Una storia divertente, ironica, godibilissima, in cui finalmente si conciliano la concezione pi√Ļ disincantata e femminista della vita con il romanticismo d'altri tempi, o meglio, senza tempo delle favole tradizionali.

La trama √® molto semplice: a causa di un patto con il diavolo, sottoscritto a suo tempo dagli autori delle fiabe, i personaggi si ritrovano proiettati nel mondo reale. La loro vita √® simile a quella di tanti esseri umani, che lavorano, socializzano, si innamorano. Ma, a differenza degli umani, sono immortali. Il patto con il diavolo comporterebbe la perdita dell'immortalit√† qualora si verificasse per loro scelta il "lieto fine", cio√® il matrimonio con la persona dei loro sogni. Diventando comuni mortali, sarebbero destinati anche a perdersi nell'oblio e non pi√Ļ ad essere ricordati di generazione in generazione, attraverso il racconto delle loro storie.

Ma come vivono la consapevolezza della loro condizione le nostre principesse?

Prima di tutto, non dimentichiamo che, nella loro precedente vita da favola, sono passate attraverso mille peripezie; quindi, per loro, è uno scherzo destreggiarsi nel mondo reale, anche sfruttando a proprio vantaggio le prove che hanno dovuto loro malgrado attraversare. Quindi avremo, per esempio, una Cenerentola titolare di una società di servizi, esperta in pulizie e catering. Una vera imprenditrice, decisa e determinata, il cui unico punto debole è l'imbarazzante facilità a perdere le scarpe.

Per quanto riguarda i conti da fare con il famoso patto, e di conseguenza con il loro destino, nonostante la loro apparente indecisione, non hanno dubbi: qualora si presentasse loro davanti quello che, nei loro discorsi tra amiche, definiscono "lui", sceglierebbero inevitabilmente il lieto fine.

"Lui", volutamente, non è un principe. Non arriva al galoppo di un bianco destriero, e non gli basta un bacio per risolvere ogni problema. "Lui" ha tutti i dubbi, le paure, le contraddizioni che contraddistinguono la condizione di essere umano. Ma, al tempo stesso, possiede la lealtà e la sincerità necessarie a far innamorare di sé una vera principessa.

Ma la cosa pi√Ļ bella, pi√Ļ interessante, pi√Ļ rivoluzionaria, √® il concetto di "principessa" espresso in questo divertentissimo romanzo:

In primo luogo, una "principessa" è bellissima. E non propriamente nel fisico o nei connotati. Bellissima soprattutto come persona, nel senso che è leale, intelligente, generosa, onesta. Oltre che simpatica e spiritosa. In secondo luogo, è sensibile, dolce, romantica. Così romantica che non esiterà a coronare il sogno d'amore anche se ciò comporterà, come già detto, la perdita dello status di personaggio da fiaba. La "principessa" quindi ha enormi capacità imprenditoriali e risolutive ma, al tempo stesso, sogna il lieto fine.

Questo spiega per quale motivo, ancora oggi, il genere umano rimanga perplesso quando incontra una donna capace di farsi strada nel mondo del lavoro, grazie ad indiscusse capacit√† ma che al tempo stesso non rinuncia alla propria femminilit√†, magari sposandosi e mettendo al mondo una serie di figli. Il motivo √® molto semplice: non √® cos√¨ facile avere a che fare con una vera principessa. I luoghi comuni tristemente imperano: se ¬†farai carriera, √® solo perch√© sei una zitella, talmente brutta e acida che non ti si fila nessuno, di conseguenza ti dedichi anima e corpo al lavoro. Viceversa, se sei carina,¬† non avrai difficolt√† a trovare marito, sfornerai una serie di marmocchi e tutto ci√≤ comporter√† l'abbandono precoce degli studi e il dedicare tutta te stessa alla spesa e al bucato. Arcaico e agghiacciante, ma purtroppo questo √® il pi√Ļ diffuso modo di pensare.

Fino al momento in cui qualcuno proclamerà quanto sintetizzato nella quarta di copertina

<<[...] Non tutti i rospi sono principi travestiti, ma comportarsi da principessa è imprescindibile per una vita da favola.>>

 

Cristina Orlandi

 

 
Valid XHTML & CSS | Template Design the science | Copyright © 2009 by officinewort