CHI NON MUORE di Gianluca Morozzi PDF Stampa E-mail

"CHI NON MUORE"

DI GIANLUCA MOROZZI

Ed. Guanda - 278 pagine

 

 

 

Gianluca Morozzi torna in libreria  a pochissimi mesi dalla precedente uscita.

"L'unico scrittore che si fa concorrenza da solo" √® stato pi√Ļ volte definito. Ed √® vero: i suoi lavori escono velocissimi, tutti originali, tutti diversi fra loro.

"Chi non muore" si colloca nel filone noir di "Blackout" e "Cicatrici", pur non avendo con i suddetti nulla in comune per trama o genere di personaggi.

In comune c'è l'efficacia. Nel senso della capacità di impaurire il lettore con poche parole. La breve descrizione di una scena, ed è puro terrore. Magari improvvisamente, passando dalla spensierata descrizione di una situazione comica ad una ad alto tasso di adrenalina.

Assoluto pericolo di spoiler, scongiurato durante la presentazione (e le sole presentazioni meriterebbero un articolo felice, un'ora e mezza che passa in un lampo, tra la lettura perfettamente curata,  l'atmosfera  piacevolmente informale e i brillanti interventi): chi anticipa troppo, sarà compensato con un animaletto rivelatore dei finali dei film.

Un breve assaggio, quindi, della trama: la vita non proprio tranquilla ma discretamente prevedibile di Angie, una studentessa fuori sede a Bologna, che si barcamena tra fidanzati che si susseguono, corteggiatori improbabili ma potenzialmente utili dal punto di vista materiale, terrificanti coinquiline e una moderata passione per il canto, viene rapidamente stravolta dall'incontro con un misterioso e affascinante musicista dal passato oscuro. Coincidenze, scoperte di legami inaspettati e un rapido susseguirsi¬† colpi di scena porteranno a osservare quasi contemporaneamente, in una sequenza da brivido, una serie di efferati omicidi. Brividi sempre pi√Ļ intensi, man mano che sar√† rivelata la logica che lega tra loro passato e presente, realt√† e fantasia, famosi e irrisolti delitti passati alla storia e uccisioni meno note ma non meno misteriose.

Lo stile narrativo √® scorrevole, contraddistinto di una singolare leggerezza che lo rende unico. ¬†Un esempio: chi pu√≤ permettersi di intercalare con [...] "C'√® una cosa che odio, nei romanzi: quando un personaggio racconta ad un altro personaggio quel che gli √® successo nel capitolo prima, per filo e per segno, come se il lettore, quel capitolo, lo avesse saltato" √®, ne pi√Ļ n√© meno, un genio.

Chi non ha mai fatto questa considerazione, leggendo un romanzo troppo prolisso ? Ma chi ha mai avuto, finora, la franchezza di scrivere una cosa del genere? Quando si dice: "La classe non è acqua".

Cristina Orlandi

Foto della presentazione del 15/02/12 al Caffé Letterario Quinò a Imola:

 

(Foto di Cristina Orlandi)
 
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