DOVE SCORRE IL MALE di Fabio Mundadori PDF Stampa E-mail

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In una notte d'estate di dieci anni fa, centinaia di famiglie vengono spazzate via dalla faccia della terra, seguendo il destino del loro quartiere. Una sciagura che sembra affondare le proprie radici nel fertile terreno della corruzione. Stampa e opinione pubblica trovano presto il loro colpevole, non la giustizia. Toccherà al commissario Sammarchi risalire la corrente degli eventi e giungere alla soluzione dell'enigma, svelando il piano di chi - per realizzare il suo progetto più ambizioso - non ha esitato a immergersi dove scorre il male.

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I. Due Armani

Ti senti fico con il berretto di lana calato fin quasi sopra gli occhi, coperto dal cappuccio della felpa nera di due misure più grande. Cammini spavaldo con addosso i tuoi pantaloni preferiti, quelli a righe, quelli con il cavallo sospeso ad alcuni centimetri dall'asfalto.

Poi li senti alle tue spalle con le loro scarpe di cuoio lucide. Li senti correre, agili, dentro il fruscio dei loro completi di Armani da mille euro.

Hanno falcate lunghe come ombre al tramonto. Tu gambe accorciate dai pantaloni da rapper.

Hai cominciato a correre da infiniti minuti. Loro in pochi istanti sono lì.

Sono lì, proprio quando la catena cha ti pende dalla tasca rotola sotto il piede destro, incrocia ginocchi e caviglie in una spira che ti trascina nel fango.

E quando rialzarti non puoi più, una scarpa di cuoio, lucida, ti pesa sul petto.

Sai cosa ti attende, perché l'hai appena visto.

Eri andato lì solo per dare vita al tuo pezzo, sul muro della galleria della linea ferroviaria che va alla capitale.

Da dietro al cespuglio non volevi vedere i due uomini in completo grigio mettere in ginocchio quel tipo e sparargli due colpi alla nuca.

Non lo avresti mai raccontato a nessuno.

Solo qualche birra per rimuovere l'immagine della fronte sfondata da dietro dall'uscita dei proiettili. Qualche birra e tutto sarebbe tornato a posto.

Dimenticato.

Come se non fosse mai accaduto.

Te ne stavi già andando quando l'ultimo pezzo di Puff Daddy ha fatto suonare il tuo cellulare.

Colpa di Stick, se ti hanno beccato. Che razza di amico Stick. Un amico non ti telefona nel momento sbagliato. Un amico, non dovrebbe essere la causa della tua morte.

Invece, ti trovi a passare gli ultimi secondi della tua vita sotto la pioggia cha ha ripreso a cadere, pensando a un amico inopportuno e a pantaloni che ti hanno impedito di correre lontano da quel silenziatore di metallo brunito.

Non hai nulla da dire, e a poco servirebbe, mentre Armani grigio col codino ti guarda con quello che, nella strana luce subito prima dell'alba, sembra un sorriso.

Poi Armani grigio capelli a spazzola mette il colpo in canna e non ti lascia modo di capire se ciò che ti buca ossa e materia celebrale sia piombo o solo una goccia di pioggia più pesante delle altre.

Non te lo immagini, quando esci di casa, che il tuo modo di vestire possa fare la differenza tra la vita e la morte.


 
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