Fuego - di Marilù Oliva PDF Stampa E-mail

Fuego


Di Marilù Oliva

Elliot Editore - 253 pagine

Marilù Oliva

 

Il seguito dell'indimenticabile "Tu la pagaràs", meno crudo e sanguinario, ma non meno coinvolgente.

Torna Elisa Guerra, detta "La Guerrera", per una storpiatura del cognome e per la propria stoffa da combattente. Ancora una volta, la Guerrera viene invitata a collaborare alle indagini per un efferato omicidio.

Di nuovo quindi impegnata in un ambiguo gomito a gomito con l'ispettore Basilica, poliziotto tutto d'un pezzo, dalla morale integerrima.

L'ispettore Basilica poco ha a che fare con il mondo latino-americano, una facciata oscura di una Bologna che non tutti conoscono, in cui non è facile muoversi senza i contatti giusti. Quindi ha bisogno di Elisa, assidua frequentatrice dei locali di salsa e con tante conoscenze nell'ambiente. Ha bisogno di Elisa. Per le indagini. E' quel che il nostro ispettore racconta a se stesso, cercando di negare l'evidenza di un'attrazione sempre più forte, nonostante sia sempre più difficile da dichiarare. Perché ben poco hanno in comune Elisa e l'ispettore, lei con la sua vita sentimentale a dir poco disastrosa, lui sposato per scelta ponderata ma deluso e irrisolto.

La storia si svolge per le strade del centro storico di Bologna, ma non le principali, quelle con i negozi dalle vetrine eleganti, piuttosto nell'intrico di viuzze interne, piccole e strette come nel Medioevo. Quasi nessuno le conosce, ed è facilissimo perdere l'orientamento. E' sempre più dura la lotta di Elisa per la sopravvivenza, visto che, al momento, l'unica sua fonte di sostentamento è un lavoro presso una pizzeria, con la mansione di addetta alle consegne a domicilio. Il lavoro è faticoso, pericoloso e non proprio quello per cui aveva studiato e si era preparata con tanto impegno: Elisa è una giornalista con tanto di tesserino, ma trovare l'occupazione dei sogni pare un'impresa impossibile. Il precariato pare l'unica strada, di questi tempi.

Interessante è come Elisa si vergogni di questa occupazione, che trova demansionante e che vorrebbe nascondere agli occhi del mondo, perché [...] la gente si diverte a denigrare, non è interessata a scandagliare, e allo stesso tempo si sente in colpa per questo oscuro imbarazzo: il titolare pakistano della pizzeria è una persona onesta, le vuole anche bene, e Elisa mai e poi mai vorrebbe sembrare classista o, peggio, razzista.

Poi c'è l'aspetto notturno della città, visitata nelle discoteche dove si balla salsa cubana e nelle cosiddette ville dei ricchi. Ma chi sono veramente i personaggi che popolano le movimentate notti? Si tratta solo di persone indiscutibilmente singolari e vittime delle proprie nevrosi o hanno anche qualcosa da nascondere?

E perché ogni tanto in città scoppia un incendio? Perché l'esoterismo, in cui Elisa e l'ispettore non credono ma attorno al quale ruota buona parte della storia si concentra attorno al fuoco, come elemento potentissimo e come furia degli stessi elementi? Di fatto, vengono abbandonate le ricorrenti citazioni alle divinità di Tu la pagaràs per lasciare posto al fuoco, o meglio, al fuego.

Perché di fuoco è la passione che muove ogni personaggio, e perché di fuoco sono fatti il sole e le stelle, che tutto regolano ma che a loro volta vengono mosse da un'unica, ancora superiore forza, di cui Elisa e Basilica dovranno rendersi conto, prima o poi.

Il ritmo della narrazione è serrato, incalzante. I colpi di scena si susseguono, alternati alle riflessioni della protagonista sulle leggi della sopravvivenza. Sempre presente una spietata ironia di Elisa verso i compromessi, le ambiguità, ma anche verso se stessa. Una girandola coloratissima, di personaggi d'ogni genere, dall'istruttore di arti marziali alla danzatrice che si esibisce con un serpente dalla stretta mortale, dalla barista al pappone super-cattivo.

Romanzo molto affascinante. Caldo come un'estate in città. Pericoloso scherzarci. E' fuoco, il titolo la dice lunga.

Cristina Orlandi

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