GHIACCIO SOTTILE - Racconto di Gianluca Morozzi PDF Stampa E-mail

GHIACCIO SOTTILE

Racconto di Gianluca Morozzi

Dall'antologia "Delitti in provincia"

Ed. Guanda

 

 

 

 

[...] La provincia ha una grande vitalità, nel bene e nel male. Forti e spesso avventurose spinte culturali, ma al tempo stesso un malessere che può sfociare in disagio tangibile e manifesto.  (da IBS libri).

Questo era lo spirito dell'antologia: svelare i lati oscuri nascosti nei piccoli centri abitati. Una città diversa per ogni autore, un diverso dramma noir in ogni città.

"Ghiaccio sottile" è ambientato a Ravenna, città con un grande porto-canale, più di una grande zona industriale, chiese con famosi mosaici bizantini. Per non parlare delle vicine località balneari. Ma, nonostante i richiami storici, turistici e commerciali, Ravenna rimane una cittadina tranquilla, quasi isolata, che d'inverno pare inghiottita dalla nebbia.

 

Protagonista del racconto è Nino, un tranquillo pensionato che, di colpo, si trova la vita irrimediabilmente rovinata, come se improvvisamente si fosse lacerato il sottile confine tra normalità e conflitto. Nino, tranquillo padre di famiglia, precipita infatti, di colpo, in un clima di "disgrazia". Il figlio, in coma, perderà l'uso delle gambe e non sarà più in grado di respirare autonomamente.

Sottile il confine tra razionalità e follia: sia il padre sia la madre del ragazzo, a causa del dolore, paiono perdere sempre più la capacità di ragionare con lucidità.

Sottile il confine tra "ideale" e "problematico": la scala che simboleggia il lusso della grande casa su più livelli, che Nino ha acquistato con tanti sacrifici, diventa una grottesca beffa perché il figlio di Nino non camminerà più.

Sottile il confine tra certezza e dubbio: ogni Golf nera pare a Nino la colpevole del terribile incidente subito dal figlio. Ma quante Golf nere ci sono? Tutte, per un motivo o per l'altro, possono essere, potenzialmente, responsabili dell'accaduto. Tutte e nessuna. Perché sottile è il confine tra divisione e impenetrabilità. Nino, si trova alla fine ad essere spaventato dai suoi stessi dubbi. Così il ghiaccio sottile diventa un grosso blocco, che rende i pensieri di Nino inaccessibili.

Narrato in seconda persona, secondo una tecnica difficilissima da usare ma efficace per la lettura: la voce narrante pare non dare respiro al vecchio Nino, pungolandolo continuamente, quasi a dirgli "guarda come ti sei ridotto". Una lettura da brividi, come se ci si trovasse realmente in mezzo al ghiaccio. Perché la vita ha il potere di congelare a suo piacimento, togliendo di colpo ogni calore.

Cristina Orlandi


 

 
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