Il Cacciatore di Aquiloni di Khaled Hosseini PDF Stampa E-mail

Il Cacciatore di aquiloni di Khaled Hosseini

(Traduttore) Isabella Vaj

cacciatore

Il libro, almeno fino a metà, è splendido giustificando il fatto di essere un best seller. Bellissimo il tratteggio psicologico del rapporto fra padre e figlio in una cultura così diversa quale quella afgana, suggestiva la descrizione dello scorrere della vita quotidiana in un mondo così distante nello spazio e nel tempo dal nostro e così sconosciuto. Una storia avvincente, una scrittura potente. Grande mestiere.

E allora perché si trova a dover inaugurare questa incauta rubrica? Perché la seconda metà del romanzo è improponibile, un abisso che inghiotte ogni buon proposito. Tanto vera e partecipata la prima, frutto di un vissuto che emerge a tratti nitido e potente, quanto finta e studiata la seconda (qui il lavoro degli editor si nota come uno paio di baffi sulla Monna Lisa) che trasforma una vicenda umana fino a quel punto avvincente in una grottesca telenovela vista e stravista in quel pozzo nero d'idee e emozioni che è la televisione (salvo rare eccezioni tipo Report della Gabanelli).

Il figlio dell'amico del cuore, che lui aveva tradito per retaggio culturale, finito nelle mani del comune arcinemico. Il protagonista che mette a repentaglio tutte le proprie certezze per impedire il ripetersi d'atroci misfatti, riscattando sé e il suo passato. Il cattivo punito. I buoni vincono?

Non è che si tratta solo dell'esigenza di far pagine? Perché oggi se un romanzo non arriva alle quattrocento spesso non merita neppure d'esser affrontato, in una società affetta da smanie e manie di grandezza (Dai i SUV che infestano i centri storici alle poppe delle stelline medianiche)

Come se arrivare alla parola fine, fosse per il lettore già motivo di vanto, alla stregua di chi conquista vette proibite. Libri come cime, che richiedono tempo, impegno e sacrificio. Per poter poi commentare estasiati e stremati ogni volta che è possibile: "Gran bel libro eh?". Perché giunti sul cucuzzolo solitario delle molte pagine non si vorrà mica ammettere che è stato tutto inutile e che il libro non è neppure piaciuto, vero?

Cornuto e mazziato no e poi no! Nessuno vuol fare la figura del fesso.

Nessuno si azzarda a dire che il re è nudo. O quanto meno, che gli mancano i pantaloni.

Recensione di Robin Book

 
Valid XHTML & CSS | Template Design the science | Copyright © 2009 by officinewort