LA BALLATA DI MILA di Matteo Strukul PDF Stampa E-mail

 

LA BALLATA DI MILA

Di Matteo Strukul

Edizioni E/O

195 pagine

 

Un thriller. Un noir. Un pulp. Tutto assieme, e anche di pi√Ļ. Un romanzo che toglie letteralmente il fiato.

Di quelli che rendono impossibile abbandonare la lettura, una volta iniziati. Perché la vicenda è tutta un susseguirsi di clamorosi colpi di scena.  Inoltre, perché Mila, la protagonista è una persona vera, che ha soffre e ha sofferto. Una donna intelligente, ma che non ha avuto possibilità di scegliere il decorso della propria esistenza. Qualcun altro ha deciso per lei. Eventi tragici hanno influito sull'educazione ricevuta e sulle sue scelte e pare che ogni suo progetto, ogni suo singolo gesto sia compiuto in funzione del suo desiderio di vendetta.  La  sua sofferenza è il simbolo della sofferenza di tutte le donne assoggettate al dominio di qualcun altro, così come il suo riscatto è l'affrancamento a cui ogni donna ha diritto.

Ma chi è Mila in realtà? Da dove viene? E, soprattutto, dove andrà? Per scoprirlo, non rimane che leggere questo incredibile romanzo, il cui stile narrativo mantiene quanto il titolo promette. Nel senso che è rimico, come una canzone, o meglio, una ballata. Una ballata che racconta di terribili banditi che terrorizzano da sempre il Nord-Est dell'Italia. Basti pensare alla criminalità organizzata lungo la Riviera del Brenta, da Felice Maniero in poi. Vere e proprie associazioni di stampo mafioso. In questo millennio ancora abbastanza nuovo, è tempo di immigrazione e integrazione. Anche le bande di delinquenti cercano di integrarsi. E che può succedere, se non sangue a volontà, quando una vera e propria società criminale cerca di insediarsi in un territorio già controllato da altre attività simili?

Scontri a fuoco con artiglieria di tutti i tipi, integrata da armi bianche che sbucano da ogni dove. Scontri tra veri esperti di arti marziali, in grado di sferrare colpi che possono trasformare una vita in un ricordo.  Chi vincerà questa guerra tra bande? Si sa, gli italiani sono, in linea di massima, un po' carenti per quanto riguarda l'efficienza e la precisione. Forse.

Cristina Orlandi
 
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