LAZZARO, SDRAIATI E CREPA! di Di Dr. Full & ISP PDF Stampa E-mail

Lazzaro, sdraiati e crepa!

 

Di Dr. Full & ISP

Damster Edizioni

 

lazzaro

 

 

 

 

[...]Mi piacciono i pazzi, sono più savi degli altri (John Lennon)

Gli autori di "Tortelli & Porcelli" tornano con un nuovo romanzo, che non deluderà chi, con la precedente opera, ha goduto, sofferto, riso, pianto, mangiato, bevuto, provato paura e sollievo.

Lazzaro, ragazzo etichettato dalla cosiddetta società benpensante come "disabile", davanti all'ennesima prepotenza subita, decide di farsi giustizia da sé.

Per inciso, Lazzaro avrà pure qualche rotella fuori registro - è una specie di autistico, schizofrenico, paranoico, la sua patologia è talmente rara da non essere nemmeno catalogata con un nome dalla medicina ufficiale - ma è intelligentissimo ed esperto di arti marziali. La sua è una doppia corsa contro il tempo: convinto da sempre che il consumo di alcol, su di lui, sortisca il benefico effetto di mantenerlo lucido, si è distrutto più o meno tutto l'apparato digerente a forza di assumere quantità industriali di alcolici e super-alcolici. Quindi gli resta poco da vivere e, come se non bastasse, ha la polizia alle calcagna. Quello che segue è una girandola di colpi messi a segno, architettati con la freddezza della disperazione.

Ma non è un "giallo" duro e spietato, tutto sparatorie e cadaveri dappertutto. O meglio, tanti morti, sì, ci sono, ma anche tanti nobili ideali. Lontano da atteggiamenti melodrammatici tipo "ma quanto è ingiusto il mondo", con questo romanzo si riflette, ma allo stesso tempo si ride, e molto, perché non manca una sconfinata vena umoristica che fa prevalere su tutto la leggerezza e il senso della comicità. Basti pensare al nome del protagonista, che di cognome fa "Di Dalila" e di nome "Lazzaro", per un doppio shift tra il biblico e il cinematografico, e alla girandola di situazioni sempre più paradossali, fino ad un'assurda eppure giusta simbiosi spirituale  tra "buono" e "cattivo". Perché, se rimani fedele a solidi principi morali, alla fine sei matto, proprio come Lazzaro, a prescindere dai certificati anamnestici.

Cristina Orlandi


 
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