L'Estate di Montebuio di Danilo Arona PDF Stampa E-mail

Danilo Arona

L'Estate di Montebuio

ed. Gargoyle, 2009

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Un romanzo che è una scatola cinese: le storie narrate sono in realtà molteplici, come  i salti di tempo e di luogo.
Un libro assai corposo che ha fatto e fa parlare molto per questa complessità di struttura, una ricchezza che solo gli amanti del genere possono apprezzare pienamente.
Il genere è horror, sebbene in tutta la prima parte, che mi ha coinvolto senza possibilità di fuga, si respiri un'atmosfera noir dalle tinte davvero intriganti e fosche.
Impossibile non apprezzare la bravura di Arona, che riesce a portare avanti una storia così labirintica senza cadute di tono, suscitare proprio quel tipo di paura che si provava - i quarantenni se ne ricorderanno di sicuro - guardando i  film de "L'ora del topo", notturni e gotici.
La scrittura è fluida, superbo il protagonista principale Perdinka, un personaggio da conoscere tramite l'esaustiva scheda biografica a cura di Chiara Bordoni; notevoli anche gli altri protagonisti e finanche le comparse. Per non dire dell'ambientazione: uno sperduto paesino montano, Montebuio, il cui nome è tutto un programma, con la sua vecchia colonia abbandonata (da annoverare tra i protagonisti); il clima estivo tra partite a calcio, esplorazioni in bici e conoscenze tra ragazzi; pezzetti di storia passata (la colonia nei tempi in cui funzionava, epoca fascista) e di storia letteraria: la storia nella storia, tra pellerossa indomiti e frati che spiano le stelle in attesa del segno  - l'inizio della fine; Morgan Perdinka l'amante, il filosofo, l'uomo che cede il testimone all'unico essere con cui lui abbia mai voluto entrare veramente in contatto, la sua agente-amante Marsalis; e poi gli aiutanti, i colleghi, gli amici d'infanzia; e ancora i poliziotti, uno in particolare, il padre di lei, la migliore amica).
Per due terzi del romanzo è Perdinka ad affascinare il lettore, a narrare di sé al passato (le estati di Montebuio) e al presente (i sentimenti, le emozioni, il suicidio) con uno sdoppiamento di piani narrativi e temporali ben orchestrati, mentre la parte finale è tutta della sua donna, Cassandra Marsalis, che accompagna il lettore sino al finale, forse un pochino prevedibile, arrivando a strattonarlo e riuscendo talvolta a stupirlo, con gli esiti stupefacenti delle sue caparbie ricerche.
Una scatola cinese: tre romanzi che si chiudono (quello storico, della colonia di Montebuio e dei suoi misteri; quello letterario del grande Perdinka; quello della forte Cassandra); tre romanzi brevi completi (la macchina da scrivere Continental, il pupazzo Batti, l'assistente Ruggero); tantissimi  racconti abbozzati e avvincenti (la Santa Mariana d'Antiochia, i frati osservatori della Specula, i pellerossa depredati, lo zio prete di Morgan e il nonno, comunista irriducibile; l'ex-galeotto Malraux). Su tutto il Male, quello vero, che uccide e terrorizza, magari per mano delle mitologiche Zannute.
Attenzione al buzzing, quando è troppo insistente!

Anna Calamelli

 
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