MADREFERRO di Laura Liberale PDF Stampa E-mail
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MADREFERRO
di Laura Liberale
145 pagine
Perdisapop Edizioni
Una studiosa si ritira al suo paese di origine, nella campagna piemontese, con l'intento di scrivere in tutta tranquillità, ma scopre che il luogo, all'apparenza tranquillo e sonnacchioso, nasconde segreti a dir poco terrificanti.
Raccogliendo ricordi e documenti, la protagonista riuscirà a ricostruire una storia terribile, in cui sono coinvolte soprattutto le donne della sua famiglia.
Un'indimenticabile storia gotico-noir ambientata nelle campagne piemontesi. E' una storia di incubi che si fanno ricordi, di mostri che infestano quelli che da sempre riteniamo i luoghi più sicuri, cioè i muri delle nostre case.
Memoria di parenti che si fanno aguzzini, contrapposta alla voglia di verità ad ogni costo. Come se si fosse maturi per prendere atto di una realtà spaventosa. Realtà che risulta far parte di un disegno eterno, più grande di noi: una campagna assolata, e stanze silenziose e buie. Una donna bellissima ma infelice, una bambina che cerca di capire, fino a quando è tutto chiaro, oppure tutto oscuro.
Riti pagani, riferimenti all'occulto, misteriose morti, sparizioni, malattie e ancora più misteriose guarigioni vengono raccontate in un linguaggio elegante, in una narrazione che si mantiene scorrevole nonostante la ricercatezza dei termini.
Una storia avvincente, da leggere con il fiato sospeso. Reale come la campagna italiana, e misteriosa come un sogno.
Tre domande all'autrice Laura Liberlae

- Il ritorno al paese di origine e il riaffiorare di episodi che erano stati rimossi. Il rivedere i luoghi ha davvero secondo te il potere di disseppellire eserciti di scheletri?

Risposta: Nel mio caso, gli scheletri erano lì, non rimossi, ben presenti. Non ho fatto che agganciarli ai luoghi a cui appartenevano, mescolando autobiografia e fiction.

- Nel romanzo ci sono riferimenti ad antichi rituali pagani. Nel documentarti, hai trovato tracce di queste tradizioni nelle campagne italiane, o la tua è una trasposizione di leggende celtiche nel nostro Paese?

Risposta: i rituali di cui narro sono pura invenzione, ma naturalmente si richiamano a molteplici tradizioni. Sacrifici, demoni, riti propiziatori, oscurantismo. Nulla di nuovo sotto il sole. Ho inventato a partire da una geografia reale, a me ben nota, lavorando su storie familiari, deformando e tinteggiando di nero dati reali.

- Perdonami l'ovvietà di "Questo libro sarebbe un film bellissimo", ma non ho potuto trattenere l'associazione di idee con un grande capolavoro del cinema, cioè "Rosemary's baby", per il tema e per la raffinatezza dello stile. Quale sarebbe la prima cosa che diresti a Roman Polanski se si accingesse a dirigere un film tratto dal tuo romanzo?

Risposta: Se fosse il Polanski di Rosemary, gli direi: "Mi fido. Fanne ciò che vuoi".

Cristina Orlandi
 
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