Intrigante raccolta quella di Luigi Bernardi, grazie a un'invenzione narrativa troppo ben riuscita per essere un caso fortuito. Consiste nell'aver usato come filo conduttore da un racconto all'altro il personaggio della magistrata inquirente Antonia Monanni. È lei con la sua presenza a dare unità e organicità ai racconti, presenza che però non ne fa una protagonista, quanto una semplice testimone. Sono i fatti di cronaca in cui è coinvolta a causa del suo lavoro, a volte mutuati dalla realtà a volte inventati, al centro della narrazione, assieme ai piccoli universi umani, isolati e soli, che ne restano spesso loro malgrado coinvolti.
Diversi racconti sono stati scritti per la varie edizioni di Lama e Trama, altri sono stati recuperati da opere precedenti , ma sembrano far parte di un medesimo progetto narrativo ad ampio respiro temporale.
Chi ambisce a scrivere racconti dovrebbero leggere il libro e interrogarsi sulla confusione e l'amalgama incoerente che spesso regna nelle proprie raccolte. Come ha fatto l'autore di questo articoletto.
Dalla Quarta di copertina:
"Un mondo discorde di raccontare il crimine, l'anatomia di gesti senza ritorno che sono la pietra tombale di giallo, noir e mistero".
Non credeteci e godeteveli.
Leggi una recente interviata all'autore.