NON FARE LA COSA GIUSTA di Alessandro Berselli PDF Stampa E-mail

NON FARE LA COSA GIUSTA

di Alessandro Berselli

Perdisa Pop Editore


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Una vicenda noir, ai limiti del pulp. La sinossi di copertina introduce uno sliding door: a causa di una "chiamata persa" sul cellulare, la vita di un uomo cambia. Ma sarebbe davvero cambiata se Claudio, protagonista e voce narrante, avesse risposto?

 

Non anticiperò altro sulla trama che, sebbene a tinte forti, non è l'unico elemento che colpisce in questo romanzo; si tratta infatti, oltre che di un noir, di un romanzo "corale", un vero e proprio ritratto di generazione.

Analizzati al microscopio sono i quarantenni del nostro tempo, e il risultato che ne esce non è certo dei più allegri: tutti i personaggi sono avvolti da una tristezza cosmica, disillusi, senza più sogni o desideri.

Tutto sembra ispirare solo amarezza: il lavoro sempre meno soddisfacente, la famiglia, gli amici, le abitudini di vita. Per non parlare della città che, tristemente vittima del degrado dell'ultimo decennio, diventa all'improvviso sconosciuta e ostile, anche e soprattutto per chi ci vive da sempre.

Un'ironia cupa enfatizza questa sensazione, dipingendo i vari personaggi come maschere che vanno facendosi sempre più grottesche man mano che si procede nella lettura. Ed ecco una vicenda dove si intrecciano storie di persone infelici, disperatamente attaccate all'unica cosa che credono sia loro rimasta: l'apparenza. Uomini alla perenne ricerca del locale elegante dove cenare o prendere l'aperitivo, esibendo abiti firmati e auto sportive. Il cosiddetto "must" impera, con dettami sempre più assurdi: è d'obbligo farsi accompagnare da donne altrettanto eleganti, rigorosamente al di sotto della taglia 40. Questo tormentone ricorrente della taglia 40 sembra uscito dalla commedia di qualche anno fa "Il Diavolo veste Prada", ma qui non fa ridere. Perché il nostro Claudio arriva a investire deliberatamente con l'auto una sconosciuta solo perché in evidente sovrappeso.

Se gli uomini sono sempre più insopportabili con le loro fissazioni, le donne non sono da meno: smarrite, insicure, sempre più arrampicatrici sociali e, più o meno potenzialmente, adultere.

Il titolo recita: "Non fare la cosa giusta", e l'immagine di copertina mostra un cuore legato e appeso al chiodo, come dire che le convenzioni, imposte da una società in cui ci riconosciamo sempre meno, ci hanno privato dei nostri sentimenti, dei nostri desideri, del nostro vero io.

In  realtà, i personaggi sono estremamente confusi, e non sanno più cosa è convenzione e cosa è vero desiderio. Fagocitati da una montagna di pregiudizi, loro stessi sono finiti per diventare la quintessenza delle convenzioni.

Interessante e inquietante. Fa venire un sacco di dubbi: saremo davvero tutti così?

Cristina Orlandi

 
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