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Se scrivi ti sposo
Di Daniela Bortolotti
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Jar Edizioni - 171 pagine
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Una originale quanto inedita versione di "Sex and the City", con un pizzico di "I love shopping".
L'originalità sta nel fatto che Rosalinda, la protagonista è sì una single che si dibatte tra mille difficoltà , ma non è una donna in carriera, e nemmeno propriamente fashion-victim, nonostante la sua curiosa passione per le edizioni straniere di riviste modaiole come "Vogue" o "Cosmopolitan".
Rosalinda non è neppure in cerca di amore: lei brama alla notorietà . In un primo momento, si propone di raggiungerla scrivendo un libro, ma si rende conto ben presto di non avere in realtà nessuna voglia di passare le giornate in compagnia della tastiera e dello schermo del pc.
Allora elabora un piano: decide di far innamorare di sé un noto scrittore, in modo da essere per lui una musa ispiratrice, e godere di quella che lei chiama "immortalità letteraria". Non va nemmeno troppo per il sottile: con disincantata e analitica precisione, compila un elenco di 10 nominativi di scrittori "papabili", in modo da avere, appunto, 10 possibilità .  Caratteristica che accomuna questi "magnifici 10" è di poter essere più o meno facilmente avvicinati durante le presentazioni letterarie. Dopo aver steso rapidamente "La Lista", Rosalinda passa senza indugi alla fase di assalto. Riuscirà nel suo intento?
Sfondo della storia è il centro di Bologna, con le sue librerie che organizzano continuamente eventi che prevedono la presenza di scrittori più o meno noti, ma anche con i suoi bar "trendy" dove poter prendere l'aperitivo con gli amici. Gli abitanti di Bologna hanno un particolarissimo concetto di divertimento, che consiste nel conoscere tutti e frequentare più o meno tutti, o quantomeno accettare verbalmente tutti gli inviti, anche quelli che arrivano quando si ha già un impegno. Quindi, siccome non è possibile essere in più di un posto nello stesso momento, ogni giorno ogni bolognese con un minimo di vita sociale dà e riceve almeno 20 buche. Ma attenzione, senza smettere di aver voglia di ridere e divertirsi. A Bologna, il cosiddetto "pacco" è preso con filosofia, così come  l'inghippo sentimentale e il bug di coppia pare vengano digeriti senza troppi problemi.
Ma sarà proprio così? A Bologna sono/siamo veramente  superficiali al punto da prendere alla leggera una storia d'amore o una promessa fatta a un amico? Non è poi importantissimo saperlo: per una volta, non dobbiamo arrovellarci su cosmici dubbi esistenziali, ma solo rilassarci seguendo le vicende di Rosalinda, assaporandone l'ironia e il sanissimo istinto di saper cogliere della vita il meglio. Perché non è detto che la leggerezza dell'essere sia sempre insostenibile.
Cristina Orlandi
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