"Se son rose" di Massimo Vitali PDF Stampa E-mail

Se son rose

Massimo Vitali

Ed.: Fernandel

172 pagine

"Quello che era scritto sulle pergamene era irripetibile da sempre e per sempre, perché le stirpi condannate a cent'anni di solitudine non avevano un'altra opportunità sulla terra"
(Gabriel Garcia Marquez)

Che sarebbe accaduto se "Cent'anni di solitudine" fosse stato ambientato in Italia, ai giorni nostri?

Tenendo presente che questi sono gli anni della disillusione, difficilmente un pioniere sarebbe riuscito a trovare una specie di terra promessa, in cui fondare un villaggio, [...] un paese felice, dove non è mai morto nessuno.


Quindi, in epoca moderna, "Macondo" si ridurrebbe, in tutta probabilità, al bagno di un cinema. Ridotte sarebbero le dimensioni, ma non i fatti incredibili che succederebbero nell'arco di tempo in cui si svolge "Se son rose".

Il protagonista, Roversi, vive una giornata di quelle che sarebbe opportuno dimenticare: nel giro di poche ore perde lavoro e  moglie; inoltre, viene deluso dal proprio migliore amico. Nel tentativo di distrarsi, decide allora di andare al cinema, ma ecco profilarsi un' ulteriore contrarietà: il nostro eroe rimane chiuso nel bagno. Qualcuno chiama i soccorsi per risolvere il problema della serratura, ma, prima dell'arrivo dei pompieri,  Roversi matura una decisione: non vuole uscire più. Per protesta verso il mondo che, a sua sensazione, gli rema inesorabilmente contro e per poter disporre di uno spazio tutto per sé. Un mondo a parte, una piccola Macondo, appunto, dove è lui a stabilire le regole in quanto padrone assoluto.

Il romanzo si svolge nell'arco di tempo di circa cento giorni, durante i quali a Roversi, nonostante sia volutamente rinchiuso e isolato, capita di incontrare e interagire con le persone più disparate.

Cani anoressici, preti, artigiani, giornalisti e fotografi, quasi tutti con il nome di Josè, anzi, Giuseppe, fanno praticamente la fila fuori dalla porta del bagno del cinema che Roversi ha eletto a proprio domicilio. Tutti vogliono conferire con lui, perché il suo atteggiamento incuriosisce, colpisce, disarma. Proprio quando lui voleva starsene da solo, in pace. Perché [...] nessuno è in grado di scappare alla teoria dei contrari. Ma lui rifiuta di uscire, perché [...] anche se l'aria è un po' viziata, gli pare di respirare in campagna.

E proprio per la teoria dei contrari, a Roversi capita di tutto, compresa la possibilità di intrecciare una pseudo-relazione amorosa o di ricevere nuove proposte di lavoro. Deciderà o no di uscire, alla fine? Da scoprire, insieme alla serie di episodi collegati tra loro ma ognuno a sé, come in un serial, narrati in un monologo piacevole, lieve, eppure ricco di riflessioni.

Romanzo assolutamente da leggere, ma anche da regalare: il senso dell'umorismo che lascia trapelare, godibile ma con un retrogusto leggermente amaro, sarà gradito a tutti.

Cristina Orlandi


 
Valid XHTML & CSS | Template Design the science | Copyright © 2009 by officinewort