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Epilogo

 

Caro mon ami,

nella mia ultima mail, ti avevo detto che non avremo più parlato di questa dannata e scomoda faccenda, ma il fato e il comitato che dirige e sceglie il tutto e che si nasconde dietro le quinte, ci ha concesso un'ultimissima possibilità, ovvero il finale di questa infernale storia!!

Però mettiti comodo, perché quello che stò per dirti, ti sconvolgerà togliendoti decisamente e definitivamente il sonno: il nostro accoppato ci ha fregato e ci ha catafottuto a tutti!

Ho scoperto la terribile verità, grazie a un telefilm poliziesco su la 7, ma questo che stò per dirti è assolutamente pazzesco!

Altro che morte causata da infarto, serial killers assoldati dalle mafie globali, cataclismi ed eventi naturali. Niente di tutto ciò!

Lui ha voluto violare l'ultimo confine inviolabile, ovvero cosa c'è nell'al di là, e raccontarlo a tutti, essendone ancora vivi e sovravvissuti!!

È questa la nuda è cruda verità, quella definitiva e granitica che può farti male, quella che può lasciarti definitivamente spiazzato. Comunque come ti ho già detto all'inizio, mettiti comodo perché ora ti spiffererò todo: il nostro amico ha il dannato vizio e l'abitudine, quando scrive un nuovo libro di documentarsi approfonditamente, quando non trova il materiale cartaceo che cerca, lo fa di persona come nel caso della preparazione del suo ultimo romanzo, che è voluto andare personalmente in Eritrea, prima della stesura e scrittura dell'Ottava vibrazione. Un giorno ripesca dalla sua estesa ed infinita libreria del suo maniero di casa, un vecchio libro di Salgari: I tigrotti di Mompracem.

Mentre lo legge, ad un certo punto rimane incantato, estasiato, meravigliato ed letteralmente folgorato su come Sandokan insieme a un suo tigrotto, riescano a fuggire dalla tolda della Compagnia delle Indie, che li aveva catturati e incatenati, facendosi buttare come cadaveri stecchiti in mare, ed in sèguito ripescati e salvati da Jànez, che a distanza lì stava seguendo con la sua prào. Ne era così estasiato che decide di mettersi a fare le sue solite ricerche, e cosa scopre? Che quel prodigioso veleno che da la libertà ai nostri due eroi esiste veramente, ed è la nostra famigerata tetradotossina. Tu puoi anche non credermi, non solo esiste ma addirittura viene prodotta dal pesce palla, tu mi obietterai benissimo che un veleno del genere mica si trova andando alla prima farmacia o erboristeria dietro l'angolo, però siccome lui ha delle ottime conoscenze e agganci nella polizia, il nostro aspirante ed eccellente futuro cadavere si dice tra se e se, e dopo una lunga e ponderata riflessione, decide di mettere sulla carta il suo efferato progetto:

spargo in giro delle false voci che sono stanco di vivere questa vita, ma che nonostante tutto stò scrivendo, lavorando e dedicandomi a un mio nuovo romanzo, ma che questa volta sarà un progetto letterario decisamente del  tutto diverso, dal contenuto decisamente esplosivo. Si procura il famigerato veleno che gli serve, se lo fa direttamente portare a domicilio a casa sua da un fattorino camuffato di fiducia, si consuma un lauto pasto, essendosi già vestito nella sua solita tenuta da caccia noiristica, dopo aver mangiato si piazza davanti al suo  pc, indossando addirittura un paio di vecchie e comode pantofole ai suoi piedi, al posto delle solite strette e chiuse scarpe che indossa di solito in pubblico, e aspetta ciò che deve accadere, essere preso personalmente in consegna da madama Morte per vedere finalmente cosa succederà nell'al di là, per questo ha lo sguardo terrorizzato, sa a cosa stà andando incontro ma lo fa a testa alta, lui si piazza là davanti al suo pc, proprio perché quando tornerà trà i vivi, nel mondo dei vivi, potrà immediatamente e all'istante trascrivere quello che ha visto, perché badate bene, l'effetto del veleno del pesce palla non dura in eterno, ma dura fino ad un certo punto che noi non sappiamo!

Il tutto sarà un lavoro pulito, infondo nessuno ci andrà di mezzo, nessuna impronta, nessun testimone, è lui avrà realizzato il colpaccio del nuovo millennio! E qui viene il bello.

Come lui stesso ha spiegato in una stravecchia puntata di blu notte, un conto è progettare e pianificare un delitto perfetto sulla carta, mentre un altra faccenda è metterlo in atto, perché e inutile: più starai attento e accorto nel compiere il tuo misfatto e crimine, è più combinerai errori e sbagli che ti faranno beccare e fotterti definitivamente. ;a ormai non c'è più niente da fare, si và fino in fondo, costi quel che costi, il nostro aspirante criminale decide di fissare il todo per il giorno del suo 50 compleanno, e se ne va a dormire beatamente al letto trà sette guanciali. Finalmente arriva il grande giorno, cerca di mantenere la calma, ma si vede che è decisamente teso, nervoso ed emozionato. Si fa la doccia, si sbarba, si veste, si legge i giornali che parlano di lui ed del suo compleanno, risponde alle telefonate  d'auguri e guarda la posta nel suo pc. Di solito e normalmente fa tutte queste cose tutte le mattine, ma sa benissimo che quella di oggi sarà una giornata che rimarrà nella storia, lui sa che oggi sarà una giornata epica che verrà ricordata anche dai posteri, ma ci pensate, il primo uomo che va nell'al di là, e riesce non solo a scamparsela ma addirittura ci racconta quello che ha visto di persona. Lui freme anche se cerca di darsi un contegno, come in tutti i libri gialli, dove si commettono dei crimini che si rispettino, ogni tanto guarda l'orologio. Noi già sappiamo qual'è il motivo di questa sua frenesia e impaziente attesa, stà aspettando l'arrivo del suo fattorino speciale. Finalmente arriva, e indovinate un po' chi è? È il procuratore Roberto Alfano, che per non farsi riconoscere e perdere il suo posto di lavoro, si è camuffato da fattorino del ristorante di fiducia, dove ogni tanto in nostro aspirante cadavere si rifornisce e si fa consegnare qualche leccornia comodamente a casa sua senza uscirne. Il camuffamento di Alfano è decisamente perfetto, infatti ha curato ogni dettaglio e particolare, infatti ha portato quello che lui gli ha chiesto, per non destare alcun sospetto, dentro a una borsa termica porta vivande. Ma noi sappiamo benissimo che quella borsa contiene il nostro famigerato veleno, lui gli offre un bicchiere di vino, ma Alfano ringrazia e se ne va togliendo decisamente il disturbo, ripassando davanti alla portineria e custode del maniero come all'andata, sparendo e lasciando da solo lui con i suoi pensieri, e la sua estrema decisione da prendere e compiere definitivamente. Alla fine, dopo averci riflettuto e pensato un po', prende la sua estrema e decisione, quella che se la varchi, non puoi più tornare indietro. Se ciò deve accadere, è più giusto che accada a stomaco pieno. Ecco perché si  è preparatola tavola per una persona sola, si assetta e si strafoga quelle quattro buste di quattro salti in padella contenenti la famosa lasagna alla bolognese, si decide di bere finalmente l'amaro calice, però sopra ci beve del vino, ecco spiegato perché viene trovato solamente un bicchiere usato.

Stà per riassettare la cucina, e lo fa in parte perché decide di fare il resto ad esperienza estrema finita, tanto è da solo, chi può rompergli le scatole? Si siede e si sistema comodamente davanti al suo pc,e si rilassa là davanti, aspettando che si compì il suo destino. Infatti dopo un po' arriva madama Morte per prelevarlo e scortarlo personalmente e direttamente nell'al di là, per fargli fare il famoso giro turistico tanto agognato. Lui è compiaciuto di tutto ciò che stà succedendo, ma all'improvviso il suo sguardo rimane terrorizzato, perché mentre stà accadendo tutto ciò, si verifica un'improvvisa scarica di terremoto, lui ormai non può più fare niente per fuggire, l'unica è rimanere e subire il tutto. Infatti gli accade un pezzetto del soffitto, ecco spiegata anche la famosa crepa del tetto.

È qui purtroppo, si consuma la famigerata magagna che manda ogni piano strastudiato alle ortiche. La custode non sentendolo e vedendolo più, và a bussare alla porta, alla fine si decide ad entrare dentro, e lo trova lì stecchito in posa plastica davanti al suo adorato pc, e da il famoso allarme. Ecco perché arriva la polizia, la scientifica, i nostri tre eroi, perché Gargiulo si aggiunge solo in seguito. I giornalisti, e la gente con i suoi fans assiepati fuori a guardare decisamente increduli. È qui comincia un turbinio di eventi, come in un vento che tira impetuoso senza fermarsi e placarsi mai. Grazie alla sparata in pubblico di Coiandro, confermata dalle esternazioni da parte del capo dagli occhi di ghiaccio, quel poveraccio del patologo, e dal suo assistente Gelsomino Gocciad'oro, che ha già qualche sospetto in mente su come siano realmente andate le cose il nostro accoppato evita e si scampa la sezionatina di rito, pur finendo lo stesso all'obitorio. Là, il patologo, gli da un ultima occhiatina, però conferma la versione dei fatti, della morte causata dal veleno ingurgitato con la lasagna alla bolognese, da l'ordine al suo assistente di metterlo nella cassa funebre, e se ne va. Mentre lo stà per fare, lui si risveglia improvvisamente come nella bella addormentata del bosco, chiede spiegazioni e informazioni, le ottiene, lui riesce a comprare il silenzio di Gelsomino e se ne va indisturbato e in tutta tranquillità dall'obitorio. A questo punto che fa?

Decide di comportarsi come nel fu Mattia Pascal, e va lo stesso al suo funerale;

ecco perché Coiandro al cimitero, per un breve istante lo vede e gli sembra di riconoscerlo, lì Gargiulo è costretto ad arrestarlo davanti a tutti, a forza lo porta in macchina, e lì mentre i due si chiariscono e si stanno confessando a vicenda, dei loro sospetti, accade il piccolo e movimentato scambio di opinioni con i cugini carabinieri.

ed è qui che scatta la feroce caccia al manoscritto, visto che erano stati dall'editore, ma lui gli aveva strà giurato che non lo aveva, ma che forse Jadel suo editor, ne poteva forse avere una copia nel suo pc, ma questo forse importante fatto e personaggio non viene per niente calcolato e preso in seria considerazione dai nostri eroi. Comunque ci partecipano  lo stesso con l' aggiunta del maresciallo Ricchiuti, e la giornalista Vanessa che fiutano la possibilità di ottenere gloria e fortuna. Mentre loro sono impegnati, e così indaffarati, Gelsomino accoppa il patologo, sfruttando a suo vantaggio la sua allergia felina, distrugge il famoso referto che confermava il decesso per avvelenamento, e lo riscrive cambiandolo in morte naturale, a questo punto va da lui e ufficialmente lo ricatta , o mi paghi o spiffero tutto ai quattro venti. All'inizio lui accetta senza battere ciglio e lo paga, facendosi dare come garanzia la sua parola che questo sarà la prima è l'ultima volta che gli chiederà dei soldi, ma come tutti ben sanno ed è ben risaputo che non bisogna mai trattare e pagare i ricattatori, perché dopo la prima volta non ti mollano più finché non ti hanno spolpato per benino.

E così a malincuore il nostro falso accoppato è costretto a macchiarsi le mani; ha la fortuna dei principianti: riesce a far fuori Gelsomino soffocandolo, senza che lui se ne accorga minimamente a casa sua, il bello è che poi se ne va indisturbatamente, tanto lui per gli altri è ufficialmente morto!!

Alla fine della famigerata caccia, vincono i nostri eroi che riescono a strappare l'osso, degli appunti al maresciallo Ricchiuti che se ne va via con le pive nel sacco. Ora i nostri quattro eroi sono davanti a un tavolo, spaccandosi in quattro le meningi, e con la voglia pazza di fare una seduta spiritica, o addirittura un rituale vudù, per riportarlo in vita e farsi confessare direttamente da lui, come sono andate esattamente e veramente le cose;

lì davanti hanno i famosi appunti del famosissimo libro bomba che tutti cercano e strà parlano, ma quei tordi ancora non si sono accorti che quei appunti sono dei falsi!

Ebbene sì, potrai anche non credermi, ma lo sai che una calligrafia può essere falsificata e contraffatta dallo stesso autore e proprietario della medesima se lo vuole?

E lo sai che per scoprirlo, ci vuole la perizia di un esperto perito calligrafo, strà navigato?

Comunque i nostri quattro eroi, stanno ancora lì  a riflettere sul da farsi, sulla giusta deicisione da prendere. A questo punto la Negro mentre è lì con gli altri, riceve la famosa telefonata anonima dal nostro colpevole. Alla fine della medesima, lei rimane bloccata come in una bolla di sapone, ma Coiandro la sblocca chiedendole spiegazioni di quello che era appena successo, lei gliele da, allora Coiandro si attacca al telefono per sapere se erano riusciti ad intercettarla, ma loro gli dicono di no,ed è qui che lui sbrocca inveendo a tutto spiano contro la loro inettitudine.

Mentre accade tutto ciò, i nostri eroi, non si accorgono minimamente che sono spiati e cimiciati dal palazzo di fronte, e indovinato un po' da chi?

Ebbene si! Sono il nostro fu Mattia Pascal e il suo complice preferito, ovvero la mente diabolica e il suo braccio armato esecutivo. Se la stanno scialando alla grande ad ascoltarli, mentre loro si stanno letteralmente impazzendo, vorrebbero anche poterli vedere ma loro hanno le tende tirate. Alfano dice a lui: "grazie a te che mi hai trascinato in questa folle avventura, ma soprattutto a questa spiata mi sento ringiovanito di dieci anni!"

Lui gli risponde: "è un vero piacere, avertelo proposto, detto e trascinatovi dentro."

Ma mentre lui diceva tutto ciò, aveva già deciso quale sarebbe stato il suo destino.

Alfano dice a lui: "visto che la cosa andrà per le lunghe, perché non ci prepariamo uno spuntino?"

Lui gli rispose: "perché no?"

Alfano andò di là a preparare il tutto, ovvero il famoso spuntino. Intanto lui tirò fuori dalla tasca della sua giacca una fiala contenente il nostro strà conosciuto veleno, che si era conservato e tenuto da parte per ogni evenienza, e disse guardandosi intorno nella stanza per l'ultima volta: "perdonami amico mio, ma devo proprio farlo."

Alfano torna con due piatti colmi di panini farciti e imbottiti di ogni ben di dio, si risiedono comodamente, sistemando i due piatti sul di un tavolo. Alfano si rimette la cuffia per ascoltare di nuovo la conversazione dei nostri quattro eroi. E mentre stà compiendo ciò, non si accorge che lui gli versa il contenuto della famigerata fiala, spargendola per benino sopra il suo piatto di panini farciti e imbottiti. Dopo aver compiuto e fatto ciò, si rimette intasca la fialetta vuota. Si tratta di pochi istanti, ma l'ennesimo misfatto criminoso, è stato compiuto!

I due cominciano tranquillamente a mangiare, ma ad un tratto Alfano dice: "che mi stà succedendo?"

E lui gli risponde: "non ti preoccupare, ma ho dovuto farlo per la tua incolumità, stai per provare e vivere in prima persona la mia stessa incredibile esperienza e avventura, quando ti riprenderai e ti risveglierai, se  lo vorrai, potrai scrivere il mio famoso manoscritto bomba, che tutti stanno aspirando, scalpitando e aspettando" disse tutto ciò, prima che la notte con le sue tenebre, lo avvolgesse e lo inghiottisse, portandolo via per sempre con sé.

Ma stai tranquillo, perché i nostri quattro eroi continueranno a dargli la caccia ad oltranza, infatti grazie alla fame di Coiandro, a proposito, sai come si chiama per nome?, comunque grazie alla fame di Coiandro, che coinvolge nella sua proposta di cibo Grazia Negro, che grazie ad una sua richiesta di tovagliolini di carta, a Coiandro gli si accende e gli si illumina la classica lampadina cartunense. Riguardando le foto scattate sulla scena del delitto, quelle che riguardano i fogli del manoscritto in loro possesso, scopre intanto che la grafia sui fogli immortalati è diversa, anche se io ti ho già spiegato prima che non è detto, ma soprattutto gli viene in mente una cosa che si rivelerà decisamente importante;

perché nel secchio della spazzatura c'erano soltanto le quattro buste dei quattro salti in padella? Ma soprattutto, che fine hanno fatto gli altri fogli strappati o appallottolati gettati in giro per terra, scritti e vergati a mano?

Quando uno scrittore scrive e verga degli appunti, di solito non ci azzecca alla prima botta, di solito ci vuole più di un tentativo, e i fogli di solito vengono appallottolati e gettati in giro per terra, o lanciati nel secchio della spazzatura. Perché non sono stati ritrovati in giro, o nell'apposito  secchio della spazzatura?

E perché, sempre nel famoso secchio della spazzatura, non c'erano i tovagliolini di carta sporchi del sugo che si era appena mangiato?

Se si è abboffato da solo come sembra, si è protetto il vestito per non sporcarsi, è in più perché non e stato ritrovato anche il tovagliolo di stoffa, che sicuramente è stato usato per lo stesso motivo di prima?

Infatti per questi motivi e quizibus, e il fatto di essersi ricordato che il nostro falso accoppato era lindo e pulito, senza una minima macchia di sugo alla bolognese addosso;

per tutti questi motivi, i nostri quattro eroi continueranno a dargli  la caccia, e lo prenderanno, anche perché sulla sua coscienza ha due delitti da scontare. L'unica cosa che forse non sapremo mai, è se Alfano, dopo che si è risvegliato e ripresosi dal suo lungo e imprevisto sonno, scriverà il famigerato manoscritto, dove potrebbe raccontare come sono andati veramente i fatti, e la verità su questa sporca e incredibile storia. E forse, non sapremo mai se la nostra giornalista Vanessa, dopo che ha messo a nock - out il nostro intruso casalingo bagnifero, scriverà l'articolo che gli darà e gli aggiudicherà l'agognato scoop giornalistico del nuovo millennio.

Purtroppo tutto questo, solo i posteri ce lo potranno dire.

 

È ora, lascio due righe per chi spièrà queste nostre mails, perché caro mon ami, oggigiorno volenti e nolenti, siamo tutti spiati! È bello che oggi, i giallisti e i noiristi, attraverso le loro storie e i loro personaggi letterari, denuncino misfatti criminosi o inchieste che indagano e denuncino il marcio attuale che c'è in Italia, ma almeno per una volta, nei loro libri o storie letterarie, parlassero anche delle cose belle e positive che esistono, sempre qui in Italia. Credo ora di aver detto tutto, forse potremo tornare alle nostre solite faide letterarie a 360 gradi. È come ti ho già detto nella mia ultima mail, come nella canzone di dirotta su cuba: L'Iguana. Prima o poi, tutto questo finirà.

Se puoi, passa una buona estate con la tua tribù e ciurma di casa!!!

Besitos e tua per sempre,

Magdalen Miky.

 

 

 
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