Epilogo Diego Ernesto Ojos Ibarria PDF Stampa E-mail

Epilogo di Diego Ernesto Ojos Ibarria

 

"Ecco, guardate! La soluzione è sempre stata sotto il nostro naso e non ce ne siamo mai accorti."

Si avvicinano tutti alla scrivania, dove De Luca va sventolando la foto presa dal fascicolo di Lucarelli. È un primo piano del morto. A parte l'espressione grottesca dovuta agli spasmi dell'agonia, nessuno nota nulla di particolare.

"Scusa Achille" chiede Grazia prendendo in mano la foto, "vuoi spiegarci cosa..."

Coliandro le afferra un braccio. Con un cenno del capo indica il commissario che ridacchia sprofondato nella poltroncina, lo sguardo allucinato perso nel vuoto.

"La carta... ma certo la carta! Perché non ci abbiamo pensato prima" continua a mormorare come se si fosse dimenticato dei colleghi.

"È andato" mormora Coliandro all'orecchio di Grazia "proprio come nelle bozze. Sta diventando matto."

"Guarda che non doveva impazzire, ma ammalarsi d'Alzheimer" ribatte lei, incapace di staccare gli occhi dal commissario.

Lo squillo del cellulare la distoglie da quello spettacolo imbarazzante.

"Chi è?" chiede Grazia. Poi ascolta e sbianca.

Quando chiude, Gargiulo ha l'impressione che debba svenire da un momento all'altro tanto si è fatta pallida.

"Allora?" chiede Coliandro.

" Era la mia parrucchiera. Ha sbraitato che non dovevo farmi tagliare i capelli così corti e da un'altra, cinese per giunta."

"E scommetto che ha detto che ti sequestrerà, sevizierà e te la farà pagare per questo, giusto?" conclude Coliandro.

Grazia annuisce appena.

"Fantastico" esclama Gargiulo ironico "mi sembra che quelle bozze non ci azzecchino poi tanto. Fortuna che non si fa cenno alla mia fine in quelle dannate pagine."

"Forse non l'abbiamo ancora letta" lo corregge perfido Coliandro.

"Sì, certo. Tu però stai cominciando a fartela sotto, perché se adesso arrivasse..."

Non termina la frase che un agente entra senza bussare.

"Scusate, era aperto. Questo è per te" e molla in mano a Coliandro un ordine di servizio.

Ora tutti lo fissano, anche De Luca che sembra tornato di colpo in sé.

Il tempo di leggere e Coliandro esclama: "Bestiale! Mi hanno distaccato a un'unità cinofila per un'operazione antidroga. Quelle maledette pagine ci stanno fottendo tutti."

***

Lucarelli ha lasciato Alfano al suo delirio d'onnipotenza. Potesse tornare indietro lo farebbe subito, ma la situazione è proprio come un romanzo dopo che è uscito in libreria: non c'è più modo di poter cambiare la trama. Peccato, perché non è né bello né facile guardarsi allo specchio tutte le mattine senza riconoscersi. Ma non poteva certo andare in giro spacciandosi per il sosia di Lucarelli. Quindi, parrucca con fluente chioma bionda da vecchia gloria del rock, niente pizzetto, lenti a contatto azzurre e una ventina di chili in meno. No, anche se ha appena ritirato un biglietto di sola andata per il Sudamerica, sistemate le questioni legali per i diritti d'autore, non si sente felice. Sa già che gli mancheranno. I suoi personaggi.

***

"È un'idea assurda" esclama Grazia.

"Una cazzata" aggiunge De Luca.

"Era meglio se andavi a farti ammazzare con la trasfusione di sangue sbagliato, con rispetto parlando s'intende" chiosa Ricchiuti che si è aggiunto al gruppo.

Solo Gargiulo pensa che il suo collega sia un genio, anche se ha il sospetto di non aver capito bene il piano.

Parcheggiano la macchina e il furgone dei gelati fuori dell'obitorio. Prelevare il cadavere sarà un gioco da ragazzi.

L'idea era stata di Coliandro.

"Ascoltate" aveva sbottato all'improvviso. "La chiave di tutto sta nella frase: i personaggi non sopravviveranno all'autore." Gli altri avevano annuito.

"Morto Lucarelli, siamo spacciati" era intervenuta Grazia.

"E allora Lucarelli non deve morire" aveva esclamato Coliandro come se avesse appena calato un poker d'assi.

Lo avevano fissato interdetti.

"Guarda che stai facendo casino" aveva commentato De Luca, serio. "Sono io, non tu, quello che sta impazzendo."

A Coliandro era sfuggito un sorriso. La scena era, per una volta, tutta sua. Toccava a lui la parte dell'eroe e, incredibile a dirsi, grazie alla sua cultura.

"Prendiamo il morto e andiamo a Buffalora" aveva sbottato.

Dopo un attimo di silenzio, davanti alla perplessità degli altri, aveva continuato: "Minchia, ma non leggete i fumetti? Solo libri pallosi da intellettuali o riviste di moda da donnicciole?"

"Coliandro ma va a..." Grazia non era riuscita a terminare la frase, interrotta da De Luca.

"Continua" aveva detto attento.

"A Buffalora c'è un cimitero dove se ci seppellisci i morti in pochi giorni resuscitano. Magari un po' zombi, ma resuscitano."

"Coliandro" era intervenuto Ricchiuti con l'occhio ballerino "guarda che questa storia l'abbiamo già sentita, ma è accaduta duemila anni fa in Palestina."

Erano scoppiati tutti a ridere, nervosi. Tranne Coliandro e De Luca.

"Perché no, potrebbe funzionare" aveva preso di nuovo a mormorare fra sé il commissario.

"Ecco, siamo a posto" intervenne Grazia. "Ora i matti sono proprio due."

"Non siamo matti" urlò De Luca battendo il pugno sulla scrivania. "Si - può - fare!"

***

Carlo Lucarelli, nella sua villa su un isolotto nel delta del Rio de la Plata, chiude con cura il giornale. È vecchio di qualche mese, ma di tanto in tanto lo riprende per leggere con attenzione l'articolo alla ricerca di qualcosa che possa essergli sfuggito. Sulla scrivania ha una cartella piena di ritagli e stampe da internet. La notizia è sempre la stessa: il dottor Roberto Alfano, Procuratore Capo, è stato rinvenuto cadavere nella sua casa di campagna. Si pensa a un infarto, in considerazione dell'età avanzata e dell'assenza di segni di violenza. Anche se un particolare ha inquietato non poco chi ha potuto vedere con i propri occhi la scena del decesso: l'espressione di profondo terrore impressa sul volto del defunto e il fatto che se la fosse fatta nei pantaloni prima di schiattare.

Carlo alza le spalle. Ognuno deve convivere con i propri fantasmi. Non è così però che se l'aspettava la sua nuova vita. Certo non ha problemi di soldi, Buenos Aires è una città piena di attrattive e con lo pseudonimo di Melassa C. ha appena pubblicato un pruriginoso romanzo rosa che sta avendo un discreto successo in America latina. È anche tornato al vecchio amore, il noir, facendo da ghostwriter per un famoso comico argentino che una grande casa editrice ha deciso di trasformare in uno scrittore di successo. Ma non è la stessa cosa, senza i suoi personaggi. E poi c'è l'omicidio di Mario. Il senso di colpa gli grava in cuore, privandolo d'ogni gioia. Se solo fosse possibile riscrivere tutta la storia.

***

È un odore di balena putrefatta quello che lo sveglia una notte all'improvviso. Un tanfo ammorbante che lo fa balzare giù da un letto dove già riposava male, per fare il giro della casa. Ed è nel patio, ancora illuminato dalle torce per scacciare i mosquitos, che rischia di restarci secco per davvero. De Luca, Coliandro, Grazia, Ricchiuti e Gargiulo lo osservano in silenzio. Con loro, quello che resta di Mario.

"Carlo..." lo saluta De Luca.

"Ragazzi" riesce a malapena a bofonchiare lo scrittore.

"Credo che tu conosca il signore qui presente" dice Grazia indicando col capo la cosa seduta sul divanetto.

"M...Mario" mormora con un filo di voce Lucarelli.

L'altro agita una mano, a mo' di saluto. Ma per quanto il movimento sia delicato, un dito si stacca e cade sul pavimento. È solo un attimo. Perché lo raccoglie, lo guarda stupito e se lo sgranocchia contento.

"Come avrai capito" interviene Coliandro "non è andato tutto secondo i tuoi piani."

È De Luca a fare il resoconto. Prelevato il cadavere di quello che credevano il loro autore, lo avevano messo nella cella frigo del camion dei gelati e portato a Buffalora. Non senza qualche difficoltà, dato il brutto carattere del custode, che peraltro Grazia trovava molto carino, l'avevano seppellito nel cimitero, ma la settima notte avevano avuto una brutta sorpresa. L'essere uscito dalla tomba, che mostrava già i primi segni della decomposizione, non era Carlo Lucarelli ma lo sfortunato Mario Doppio.

"E allora ci siamo tutti chiesti come mai la minaccia - I personaggi non sopravviveranno all'autore - si stesse comunque realizzando, anche se non proprio com'era stata scritta" interviene Grazia.

"Appunto" commenta Ricchiuti.

"Ed è proprio Mario che ci ha fornito la spiegazione" riprende De Luca. "Non te l'aveva detto, per un ridicolo senso di pudore verso il suo Maestro, ma aveva lavorato per la tua casa editrice come correttore di bozze. Capisci ora?"

Lucarelli scuote la testa poco convinto.

"Noi" ed è di nuovo Grazia a parlare "siamo un po' anche creature sue. E lui era morto, quindi noi..."

"Assurdo!" esclama Carlo esasperato.

"Sì, proprio assurdo" interviene Coliandro "come il fatto che noi siamo qui. Ma ora" e si avvicina minaccioso a Carlo che nell'indietreggiare sbatte contro Gargiulo e Ricchiuti alle sue spalle "ora è proprio tempo che noi si faccia due chiacchiere, papà."

***

Sono tutti seduti attorno al tavolo.

"Allora ricapitoliamo" dice De Luca.

"Io ricomincio a scrivere i romanzi con voi per protagonisti" attacca Lucarelli.

"E noi ci preoccupiamo di farli ritrovare qui e là, a tempo debito" interviene Grazia. "Bozze inedite, firmate e datate prima della prematura scomparsa del grande scrittore Carlo Lucarelli, rinvenute nel forno di casa, in soffitta, in un cassetto di una stanza d'albergo e così via."

"Ma" aggiunge De Luca "con alcune piccole, imprevedibili novità. Riassumile, Carlo."

Lucarelli si schiarisce la voce e inizia a leggere una lista.

"Coliandro parteciperà come comparsa a un film di Clint Eastwood dove potrà pronunciare la famosa battuta: coraggio, fatti ammazzare. Inoltre sarà trasferito all'Interpol."

"Mitico!" esclama Coliandro.

"Grazia Negro troverà nel guardiano del cimitero di Buffalora l'amore della sua vita e vivrà per sempre felice e contenta, occupandosi di casi importanti ma non avendo più a che fare con pazzi psicopatici."

"E imparerò a ballare benissimo i latinoamericani" aggiunge Grazia, "smettendola di mordicchiarmi in continuazione l'interno di sto'cazzo di guancia."

"De Luca, tu godrai di una salute di ferro e risolverai un sacco di casi intricati con insuperabile maestria. Diventerai un cuoco sopraffino e discreto giocatore di golf."

"Per Ricchiuti una storia di sesso sadomaso con la nostra bella giornalista di Telecentro."

"Lei maso e io sado" precisa il maresciallo "e...?"

"Ah sì, scusi. E guarirà dal tic all'occhio. Resti solo tu Gargiulo, possibile che non ci sia niente che tu voglia cambiare?"

Gargiulo si sente avvampare. Tutti lo fissano e lui non ama essere al centro dell'attenzione. È sempre stata una spalla, lui. Non un protagonista.

"Io... io sto bene così. Magari mi potreste lasciare appresso all'ispettore Coliandro, in fondo io e lui ormai facciamo quasi coppia" riesce a malapena a balbettare senza che nessuno colga l'imbarazzo.

"Bene", conclude De Luca alzandosi. "Direi che siamo tutti d'accordo. Ah, e Mario resta qui, ovviamente, a farti compagnia e a correggere le bozze."

Lucarelli alza le spalle rassegnato, lasciandosi sfuggire un sorriso appena un po' teso. Quella convivenza gli costerà di sicuro una fortuna in deodoranti. Ma è anche la prima volta, da quando è morto, che prova qualcosa di così vicino alla felicità. Dopotutto, senza i suoi personaggi, la sua vita non era più la sua vita.


(Diego Ernesto Ojos Ibarria)

 
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