1° Classificato Anna Maria Rastello PDF Stampa E-mail

Turno di Notte

L'ho fatto per piacere alle ragazze.

Per questo, e per nient'altro.

Volevo solo piacere alle ragazze. Tutto il resto è stata una conseguenza.

Detto ciò, Theo, risponderò alle tue domande. Col bavaglio non sei riuscito a formularle bene, ma io le ho lette chiaramente nei tuoi occhi. Le risposte sono: no, sì, no, sì.

No, la mia pistola non è finta.

Sì, la userò per ucciderti.

No, non sono pazzo.

Sì, prima di ucciderti ti racconterò la mia storia.

Stai comodo? Le corde sono troppo strette?

No?

Bene.

Ascolta.

Questa storia comincia con una ragazza. Le storie cominciano sempre con una ragazza.

Te l'ho detto prima perché ho fatto tutto questo.

Mica scherzavo.

(Gianluca Morozzi)




Erano mesi che la mia vita procedeva senza intoppi. Stavo tanto bene in quel luogo, ci nuotavo allegramente, giocavo a fare le capriole e a saltellare.
Talvolta avevo qualche problema di digestione, ma c'erano voci rassicuranti e musiche che arrivavano da lontano; ogni tanto qualche rumore forte proveniente dall'esterno disturbava la mia tranquillità.
Mi ero persino abituato a quelle sensazioni di alta marea che vivevo abbinate a ansimi e risate di piacere.
Negli ultimi tempi però l'ambiente stava diventando sempre più stretto, se provavo a muovere la mano sentivo una parete, non riuscivo più ad allungare le gambe, e poi avevo un cerchio alla testa, come se stessi perennemente appeso per i piedi a testa in giù.
E una mattina (mia mamma si era appena bevuta un tè) ho iniziato a sentire che le pareti si muovevano pericolosamente strizzandomi come un panno vecchio, come se cercassero di cacciarmi fuori dal luogo in cui vivevo: ma pensa un po'!
Ho provato a oppormi, ma senza concludere nulla e allora ho deciso di assecondare il movimento delle pareti e, lentamente ma inesorabilmente, sono stato spinto verso il basso da un movimento ritmico, sempre più incalzante!
Poi tutto si è illuminato: una luce abbagliante mi ha accecato, ho chiuso gli occhi e dopo un'ultima spinta sono stato scacciato dal luogo dove avevo trascorso gli ultimi nove mesi di vita!
Intorno a me rumori, gente che si agitava, la voce di mia mamma più forte del solito!
Sono stato afferrato per i piedi e sollevato, hanno strappato qualcosa che partiva dal mio ombelico e io sono scoppiato a piangere e tutti intorno si sono messi a ridere felici: ma cosa avranno avuto da ridere, banda di badola, io soffrivo!
Qualcuno mi ha appoggiato tra le braccia di mia mamma: finalmente un po' di pace e serenità, ma dopo poco è arrivata lei, la ragazza che sta all'origine di quanto sta succedendo ora.
Indossava un grembiule azzurro e un corto velo sui capelli biondi raccolti, mi ha preso e mi ha portato lontano in una culletta di vetro e metallo.
E da allora che odio tutte le ragazze che mi allontanano a forza dai miei momenti felici, sorridendomi: mi rendono nervoso come una biscia!
E per poterle dominare cerco di essere simpatico e allegro con tutte le ragazze che incontro: faccio dei sorrisini gentili, strizzo gli occhi, gorgheggio. Anche perché sono sempre loro che decidono di me: mi prendono in braccio, mi spogliano, mi lavano il sederino, mi cambiano il pannolino, e sempre tutto quando decidono loro.
Erano ragazze le educatrici del nido e lo sono le maestre della scuola materna, e persino la pediatra e la sua assistente!
Basta! Oggi che sono diventato grande, che ho compiuto 4 anni, ho deciso di vendicarmi di tanti anni di soprusi!
E allora inizio con te, Theo, il mio orsetto di peluche, e sai perché? Perché sei stato il primo regalo di Sonia quando all'inizio dell'anno di scuola mi ha detto che voleva essere la mia fidanzata! E poi dopo pochi giorni ha fatto il pisolino del pomeriggio nella brandina matrimoniale con Pippo, il compagno più antipatico.
E ti ho imbavagliato perché quella gracchiante voce metallica che hai non attaccasse a dire banalità, tipo "Ciao, Io mi chiamo Theo!": lo so che sei Theo, ti conosco ormai da tanti mesi!
La mia pistola è vera, l'ho caricata a bolle di sapone e fra poco ti sparerò in quegli occhioni metallici che implorano pietà e poi ti bagnerò tutto fino a renderti un ammasso informe che mia mamma sarà costretta a buttare nell'immondizia perché sicuramente stingerai quel marrone rossiccio di cui è tinta la tua falsa pelliccia.
E sarai solo il primo a "morire"!
La prossima a cui sparerò sarà la pediatra: un colpo secco e deciso di acqua saponata dritto dentro gli occhi mentre si avvicina per ascoltare i miei bronchi: pam, un solo sparo e lei si ritrarrà perché il bruciore sarà intenso! E non sarà l'ultima ...

(Anna Maria Rastello)
 
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