3° Classificato Ex Aequo Diego Chillo PDF Stampa E-mail

Turno di Notte

L'ho fatto per piacere alle ragazze.

Per questo, e per nient'altro.

Volevo solo piacere alle ragazze. Tutto il resto è stata una conseguenza.

Detto ciò, Theo, risponderò alle tue domande. Col bavaglio non sei riuscito a formularle bene, ma io le ho lette chiaramente nei tuoi occhi. Le risposte sono: no, sì, no, sì.

No, la mia pistola non è finta.

Sì, la userò per ucciderti.

No, non sono pazzo.

Sì, prima di ucciderti ti racconterò la mia storia.

Stai comodo? Le corde sono troppo strette?

No?

Bene.

Ascolta.

Questa storia comincia con una ragazza. Le storie cominciano sempre con una ragazza.

Te l'ho detto prima perché ho fatto tutto questo.

Mica scherzavo.

(Gianluca Morozzi)


Ricordo molto bene: tu mi hai lasciato il 22 maggio di due anni fa, e il 2 novembre ho conosciuto Giovanna. Ho passato un'estate di merda. Uscivo di casa solo per la spesa, non vedevo nessuno, non rispondevo al telefono. Mick e Paul mi venivano a cercare, non gli aprivo neanche la porta. Qualche tempo dopo ho saputo che si erano lasciati anche loro. Ci provavano anche le tue amiche drag queen: Marzia la donna pipistrello, Nadia la donna avatar. Niente, le lasciavo fuori a strillare il mio nome e fare le cretine. E dire che per un certo periodo erano state la mia passione. Avevo la carica di un bradipo, sprofondavo sempre più giù di giorno in giorno: facevo la lavatrice una volta al mese, lasciavo crescere la barba senza curarmene. Avresti dovuto vedermi, saresti trasalito.

Giovanna era orrenda. Aveva appena preso casa nell'appartamento di fronte al mio, la prima volta l'ho incontrata mentre uscivo per la spesa. Si è presentata come ci si aspetta che facciano i nuovi vicini. Quando ha allungato la mano ho subito notato quei rami secchi e lunghi che aveva al posto delle dita. Con la mia stretta credevo di spezzarli.
Gli zigomi e il mento a punta, il naso aquilino, la pelle appiccicata alle ossa senza un briciolo di carne a frapporsi tra l'una e le altre. Al posto degli occhi, due cavità da cui sporgevano le orbite come uova sode in una scodella. Sproporzionata nel fisico, aveva una testa enorme, resa ancora più grande dai capelli vaporosi raccolti in uno chignon mal fatto e da una stempiatura eccessiva.
I fianchi erano larghi e sgraziati, una strana deformazione del bacino le causava un incedere sbilenco da stantuffo. Il pallore rendeva ancora più evidenti certe vene sulle braccia e sul collo, come a una vecchia di ottant'anni.
A vederla sembrava l'incarnazione della malattia, malgrado avesse appena 24 anni. Quattro meno di me. Infatti era di salute molto cagionevole, aveva frequenti problemi respiratori e di cuore, le bastava uno spiffero d'aria per prendere un raffreddore e un movimento brusco per rimanere bloccata con la schiena. La sua psiche era contorta almeno quanto il fisico.
Non trovi curioso che l'abbia conosciuta proprio il due novembre?
Fu l'inizio del mio riaffiorare. Le permettevo di venirmi a trovare e di portarmi qualche buon manicaretto.
Adoravo sentirla parlare. Sembrava che il Signore l'avesse fornita di una dote celestiale per compensare la concentrazione di tanta bruttezza. L'insieme della sua voce soave e di un eloquio mai banale la rendevano una specie di sirena cui era impossibile sottrarsi.  Le bastava aprire bocca perché rimanessi incantato.
Qualunque fosse la sua educazione, aveva una teoria personalissima sulla realtà e sulla coscienza: per lei nulla era davvero reale, quindi tutto poteva cambiare in qualsiasi momento.
"Abbracciami," diceva, "legati a me, perché la nostra storia non possa più cambiare."
"Il tempo è lineare solo per le nostre menti limitate. I nostri ricordi e la coscienza del presente dipendono solo dai contatti che abbiamo con altre coscienze. C'è una regola: che tutto deve filare via razionalmente. Se qualcuno ti ha visto alla stazione, non puoi non essere stato alla stazione, e questo non può più cambiare. Ma se hai fatto qualcosa che non è entrato in nessun'altra coscienza, questo si può ancora cambiare."
Le sue parole erano come miele."Non c'è differenza tra dentro e fuori,
Non sapeva niente di me, non conosceva il mio passato né le interessava conoscerlo. E non erano solo i modi e le parole a stregarmi. Qualcosa di quell'aspetto terrificante mi affascinava, per cui non ci trovavo nulla di innaturale nell'unirmi a lei.
Di lì a poco l'amavo alla follia, contro ogni istinto provato prima. Mi capitava spesso di ripensare al passato: a 15 anni non mi filava una ragazza che una. L'avrei voluto, ma non ero capace di farlo accadere. E sono rimasto così per altri quattro anni, finché non ho conosciuto te. E' stato amore a prima vista, inaspettato ma sincero.
Con Giovanna, all'improvviso, sognavo una vita normale. Ma non mi bastava che lo fosse da lì in avanti. Avrei voluto che tutta la mia vita fosse stata diversa.
"Credimi," mi ripeteva Giovanna "succede continuamente, solo che il cervello non se ne ricorda. Le nostre scelte condizionano il passato come il futuro, ma noi ricordiamo sempre solo l'ultima versione. E crediamo che la nostra storia sia sempre stata quella."
Ho incominciato a pensare che se avessi eliminato tutti i miei rapporti con il passato, cancellato i segni e fatto in modo che , la mia vita - tutta, dalla nascita in poi - sarebbe stata diversa. E con ogni probabilità nei miei ricordi.
Così ho deciso di fare piazza pulita. Come sai, i miei sono morti da tempo e non hanno mai saputo di noi due. Ho incominciato dalle amiche dei miei 15 anni, quelle con cui avevo fallito. Mi ha richiesto un po' di tempo, ma ci sono riuscito.
Poi sono passato agli amichetti recenti. Far fuori Mick è stato un gioco da ragazzi (è il caso di dire): l'ho invitato al Rebirth, l'ho portato in una dark room e strangolato con una fodera di satin. L'ha trovato la signora delle pulizie solo la mattina dopo.
Con Paul eravamo alla serata latino americana del West End. La polverina giusta nel mojito, ed è crollato come un sacco di patate nel bel mezzo di Ritmo Vuelta. Che peccato rovinare un pezzo così divertente. Per fortuna nessuno si è scomposto più di tanto: hanno rimosso il corpo e attaccato con il solito medley reggaeton. Hai presente? Quello con Papi Chulo.
Per Marzia ho pensato a qualcosa di speciale, degno della sua fama di donna pipistrello. L'ho bendata con la promessa di un gioco erotico, legata al letto di casa sua con le manette e fatto quello che dovevo. Dicono che i pipistrelli, se ti si attaccano ai capelli, non si staccano più. L'ho scalpata per ripicca.

Giovanna è morta per un edema polmonare a gennaio di quest'anno. La sua mancanza e quella della sua febbricitante filosofia, mi ha riportato un po' alla volta alla razionalità. Troppo tardi, e i due superstiti, come ben sai, incominciavano a sospettare di me.
Di come ho ucciso Nadia sai già tutto. Certi vizi a volte sono pericolosi. Saresti dovuto rimanere nascosto detro quella tenda senza fiatare, caro Theo, invece di fare l'eroe.
Ora capisci? Volevo solo annientare il passato, volevo che non fosse mai esistito. Volevo cancellare per sempre il male che mi hai fatto. Sei l'ultimo legame che mi tiene ancorato a questi ricordi. Paradossale dici? L'ho capito troppo tardi.
La tua morte non servirà a niente, se non a evitarmi di finire al fresco. E' solo l'ultimo atto di questa follia. Addio.
***

Caty ti prego, smettila di preoccuparti, è stato solo un calo di pressione! In vent'anni di matrimonio è la prima volta che svengo.
E' successo solo un'altra volta, quando ci siamo conosciuti, ricordi?
Avevamo 15 anni, mi sono ripreso con un tuo bacio.

(Diego Chillo)
 
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