Arianna Biavati - II Classificato PDF Stampa E-mail

 

"Imprevisti"

 

Beh, questa cosa √® decisamente strana. Sono in fila alla cassa del cinema per fare il biglietto, quando d'un tratto mi si avvicina un tipo mai visto con la faccia pi√Ļ arrabbiata del mondo. E ringhia "Hai un bel coraggio a venire qui, Andrea!"

"Eh?" dico io, mentre le altre persone in fila ci guardano perplesse.

"Aspetta che Roberto scopra che sei qui, e poi vedrai" ruggisce il tipo, arrabbiatissimo. E poi scompare a passo svelto.

Ora, ho due domande nella testa.

Chi è Roberto?

E, soprattutto, chi diavolo sarebbe Andrea?

Io no di sicuro.

(Gianluca Morozzi)

Per validissimi motivi.

Anche se, naturalmente, non ho modo di spiegarlo al tipo.

Sono finalmente quasi alla cassa, quando la mano pesante mi prende per la spalla e mi fa girare.

"Sai cos'ho pensato?" mi sputa addosso. "Eh? Sai cos'ho pensato, Andrea?"

Cerco rapidamente nella memoria la risposta adeguata: sì? no? Ecco, tacere.

Taccio. Provo anche a sorridere appena.

Reazione sbagliata. "Non ci provare con me, Andrea!" Altri schizzi di saliva in faccia. "Ho pensato che non ho bisogno di Roberto, per sistemare le cose".

La situazione sarebbe quasi divertente, se non avessi così fretta. Non posso perdermi questa proiezione. Il mio posto è prenotato, è vero, ma devo assolutamente ritirare il biglietto in tempo.

"Signori, c'è un problema? Andate a risolverlo fuori, per favore".

Fuori?! "No, va tutto bene" mento rapido all'agente della vigilanza, che mi guarda con poca convinzione. Oh, va bene, tanto a questo punto, ormai... "Hai ragione, mi dispiace, mi dispiace tantissimo" piagnucolo chinando la testa di fronte al tipo infuriato. "Non dovevo... Non dovevo... " Il tipo mi toglie la mano dalla spalla e fa un passo indietro.

"Io... mi sono comportato... Ecco, andrò a cercare Roberto e gli racconterò tutto, gli chiederò di perdonarmi, anche se non so se lui... Scusa, per favore, scusa." Gli occhi lucidi sono un tocco di maestria.

Dopo, è storia. La scena è troppo imbarazzante per il tipo, che si eclissa rapido, mentre l'agente mi lascia tornare alla biglietteria.

Quando finalmente riesco ad entrare in sala, le luci si stanno già spegnendo.

Mi accascio sulla poltroncina Z1, l'ultima in fondo, il posto a cui nessuno presterà attenzione, una volta iniziato il film.

Appena in tempo. Mi asciugo una goccia di sudore dalla fronte. Non mi ero accorto di essermi così innervosito.

Anche se ho tutte le ragioni per essere nervoso.

Sì, d'accordo, il tipo era un po' esagitato, ma qui lo sbaglio lo ha fatto qualcun altro.

Ah, no, questa volta mi sente, l'Agenzia Viaggi Transdimensionale.

Mi sembra di sentirli. Viaggiate con noi! I migliori del Multiverso! Divertimento in totale sicurezza!

Sicurezza... Stavo per perdere il Punto di Salto per il viaggio di ritorno.

Con quel che pago, è troppo pretendere serietà?

Quando create una faccia aliena per qualcuno, un po' di attenzione, per favore.

E che non mi tirino fuori la vecchia scusa, che, a noi, loro sembrano tutti uguali!

 

* * *

 

Arianna Biavati è nata e vive a Imola. E' un'insegnante di lettere e di sostegno. Da sempre grande lettrice,
anche se molto poco accademica, solo da pochi anni si dedica, nei ritagli di tempo, alla scrittura.

 

 

 
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