Alessio Barbieri - III Classificato PDF Stampa E-mail
BUONANOTTE, ALEX di Alessio Barbieri

 

Quando la vide dalla finestra, nell'appartamento soltanto al di là della strada ma così lontana, già con la borsetta in mano, troppo distante per raggiungerla prima che potesse uscire e sparire, non poté fare altro che fermarsi e stringere la pistola, a rischio di farsi partire un colpo in tasca.

Un errore. Un numero in pi√Ļ, o in meno.

Lo avevano mandato nella casa sbagliata.

 

Ma Carlo e quel suo amico erano stati chiari. Solo quella sera. Avrebbe dovuto ucciderla quella sera. Non un giorno prima. Non un giorno dopo.

Senza sapere esattamente come avrebbe risolto quella situazione, impulsivamente prese il cellulare e compose il numero di casa di Carlo.

Uno squillo.

Alex continuò a osservarla. Borsetta su una spalla e mano sulla maniglia della porta semiaperta, indecisa.

Un altro squillo.

Chiuse la porta, e sparì dalla sua vista.

"Pronto?".

Alex non rispose.

"Pronto?".

Non disse nulla. Non riuscì a pronunciare nemmeno una parola. Per qualche istante non fece altro che respirare, il cellulare appiccicato al viso e lo sguardo al di là della strada.

"Ti sento - disse calma lei - sento che sei lì".

Quella voce. La voce di lei. Fu quella voce a travolgerlo. Non c'era alcuna spiegazione, nessuna ragione plausibile. Semplicemente, Alex non riuscì a parlarle.

"Come ti chiami?".

"Alex" rispose sincero, senza esitazioni. E ora non poteva crederci, le aveva dato il suo vero nome. Si sentì un'imbecille. La prima parola che Alex riuscì a dire alla sua vittima designata, fu il suo nome di battesimo.

"Alex. √Č un bel nome. Perch√© mi hai chiamato?".

Alex ricordò il giorno in cui Carlo lo aveva pregato di ucciderla.

Non parlarle. Non parlarle, mai. Se lei ti parla, non ascoltare.

Aveva osservato quello strano uomo farneticare su sua moglie. Un uomo impaurito, glielo si leggeva in volto. Un uomo qualunque. Eppure voleva che sua moglie venisse uccisa. Senza dare alcuna spiegazione. Nessuna eredità di mezzo, nessuna amante. Semplicemente, un marito terrorizzato dalla moglie.

Ma c'erano quei cinquantamila euro. Quei cinquantamila euro erano tutto ciò di cui Alex aveva bisogno. Al diavolo le spiegazioni.

"Dove sei, Alex?". Le parole di lei erano miele.

Alex continuò ad osservare la finestra dell'appartamento al di là della strada. Avrebbe potuto andarsene. Interrompere la telefonata e sparire. A Carlo e ai cinquantamila euro avrebbe pensato poi.

Alex avrebbe davvero voluto andarsene. E invece le rispose.

"Sono al 21. Dall'altra parte della strada".

Qualche attimo di silenzio. Alex riuscì a sentire i tacchi di lei sul parquet. Poi una figura di donna ricomparve alla finestra e controllò rapida gli appartamenti affacciati sul lato opposto della via. Finché i loro sguardi si incrociarono.

Lei sorrise.

Fu nell'esatto momento in cui i suoi occhi incontrarono quelli neri di lei, che Alex sentì quel brivido in fondo alla nuca. Deglutì. E ricordò l'unica volta che aveva provato quella stessa sensazione. L'istante in cui il suo medico decise di prescrivere una lunga serie di analisi per accertarsi che quella macchiolina sulla lastra non fosse nulla di grave.

Paura. Alex aveva avuto paura.

"Uno sconosciuto mi osserva da un appartamento non lontano dal mio, e mi chiama a tarda sera - disse con tono sereno lei - dovrei essere terrorizzata. Anzi, dovrei chiamare la polizia".

Il chiarore di una luna piena proiettava sull'asfalto ombre solo all'apparenza minacciose.

Alex ora poteva vederla bene, lei, in tutta la sua bellezza. Una vampata di calore gli procurò un leggero capogiro. Realizzò quanto fosse sudato quando si accorse di avere la camicia completamente appiccicata al petto.

E non riuscì a dire nulla.

"Alex - continuò lei, con parole dolci - ti ha mandato Carlo?".

Il cuore accelerò bruscamente. Alex lo sentì, nitido. TUM TUM TUM. Tornò con la mente a quel pomeriggio, all'incontro con Carlo e l'altro suo amico. Ricordò quell'uomo svuotato - così gli era sembrato, svuotato della voglia di vivere - che spingeva verso di lui una borsa piena di banconote da cinquecento pregandolo di uccidere la moglie.

Non parlarle. Non parlarle, mai. Se lei ti parla, non ascoltare.

Un uomo disperato, con gli occhi intrisi di terrore.

"Quanti anni hai, Alex? Sembri molto giovane".

TUM TUM TUM. La valvola aortica faceva un casino pazzesco. Una perla di sudore scese sull'occhio destro. Alex prov√≤ a deglutire, a fatica. La gola sempre pi√Ļ stretta. TUM TUM TUM. Un pesce fuor d'acqua, con le branchie spalancate di speranza e la morte scritta negli occhi.

Alex continuò a fissare quella creatura all'altro capo della strada. E la voce, quella voce, la voce di lei. Il cuore impazzito.

TUM TUM.

La stanza divenne improvvisamente silenziosa.

Alex si strinse il petto. Barcollò. Riuscì a reggersi in piedi ancora per qualche momento, poi crollò tirando con sé la tenda alla quale tentò di aggrapparsi.

Il cellulare scivolò sul pavimento, poco distante da quel corpo inerte.

La luna continuò a risplendere in cielo, magnifica, incurante di quanto era appena successo.

Il display del telefono di Alex era ancora illuminato, e il numero di casa di Carlo attivo. Solo due parole ruppero il silenzio di quella stanza inanimata. Solo due parole, e una voce dolcissima.

"Buonanotte, Alex".

* * *

Alessio Barbieri scrive quando si diverte. E si diverte quando scrive. Esordisce nel mondo della letteratura a quattro anni, componendo il suo nome con le lettere colorate su una lavagna magnetica. Oggi spera che le sue storie siano influenzate da American Psycho, Misery, Alta Fedelt√ɬ†,The Downward Spiral, Giovent√Ļ Cannibale, Linea Mortale, Cicatrici, Any Minute Now, Musica per Organi Caldi, Trevor Brown, Hollywood Party, La Strada, Brian di Nazareth, Effetti Collaterali, Ristorante al termine dell'Universo, The Dome.


 

 
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