Anna Maria Rastello - II Classificata PDF Stampa E-mail

TURNO DI NOTTE di Anna Maria Rastello

 

Quando la vide dalla finestra, nell'appartamento soltanto al di là della strada ma così lontana, già con la borsetta in mano, troppo distante per raggiungerla prima che potesse uscire e sparire, non poté fare altro che fermarsi e stringere la pistola, a rischio di farsi partire un colpo in tasca.

Un errore. Un numero in più, o in meno.

Lo avevano mandato nella casa sbagliata.

 

Eppure tutto appariva giusto: ogni dettaglio sul foglio trovato ripiegato all'interno della pistola aveva un senso.

"C'è una casa piccina piccina e sulla porta ci sta una gallina. Dentro casa in una borsetta c'è un oggetto che cambia lo sguardo" .

E questa era una casa piccina, un piano di pochi metri quadrati.

Uscì a osservare il portone: di legno, con un bassorilievo al centro. Una gallina! O forse no? Ma cosa ne sapeva lui di uccelli!

"Scusi che animale è questo?"

"Un'oca, naturalmente" gli rispose il passante, un po' innervosito.

Uh, allora aveva sbagliato per colpa di questo stupido coso.

La casa di fronte, identica, in effetti aveva un animale diverso sul portone: c'erano anche le uova, era una gallina.

Era quella la casa giusta, quindi. Ma la ragazza sicuramente era già uscita e chissà dov'era arrivata, ormai! E ora come poteva fare: non aveva un piano di riserva.

Provò ugualmente a bussare alla porta.

Il citofono parlò con voce femminile: "chi è?".

Ma allora era ancora in casa!

Biascicò una risposta incomprensibile.

Lei aprì, lui entrò.

Lei gli si fece incontro: "desidera?"

Lui la guardò.

Lei indietreggiò.

Lui le si accostò.

Lei provò a ritrarsi.

Un attimo di silenzio che parve durare un'eternità.

Gli sguardi si incrociarono.

Lui provò a strapparle la borsetta di mano.

Lei cercò di trattenerla.

Lui tirò più forte.

Lo sguardo di lei divenne di ghiaccio.

"Cosa vuole da me?" lo sfidò.

"La sua borsetta."

"E perché mai?"

"Me lo deve dire lei"

"E no, credo sia lei a dovermelo spiegare"

"Allora. Il primo biglietto che mi hanno consegnato all'inizio di questa strana caccia al tesoro a tempo diceva: corri corri se in tempo vuoi terminare e i cinque oggetti trovare. Dal calzolaio devi andare e un paio di scarpe adatte devi indossare e io sono andato nella calzoleria più vicina e ho trovato queste" spiegò indicando delle scarpe da tennis di un improbabile colore verde pistacchio.

"Dentro la scarpe destra c'era quest'altro biglietto: se le scarpe ora hai corri a prendere il tramvai, nella piazza centrale devi andare e un sanpietrino portare" e le fece vedere che in tasca aveva un cubetto di porfido.

"Questo cubetto era avvolto in un foglio di carta su cui c'era la seguente indicazione: dopo tanto viaggiare, qualcosa da mangiare:  troverai nel vecchio forno ciò di cui hai bisogno. Ho impiegato un po' a capire a quale forno facesse riferimento, ma ecco che sono riuscito ad avere il quarto indizio, dentro una pagnottina: Ogni uomo nei western ne ha una. Dal cacciatore devi andare per fartela prestare. Sono corso nel vicino negozio di caccia e pesca e mi hanno consegnato questa" e mostrò una Beretta argentata.

"E adesso sono qui, perché l'ultimo indizio mi porta da lei"

"In effetti è nel tempo massimo. Stavo quasi per andarmene, perché faccio parte della giuria di questa caccia al tesoro. Ma mi dica, quale oggetto dovrebbe trovare nella mia borsetta?"

"Beh, credo il rimmel."

"Eccolo! E ora corra più veloce della luce! Chissà se vincerà. Auguri!"


 
Valid XHTML & CSS | Template Design the science | Copyright © 2009 by officinewort