X Edizione Turno di Notte - Vincitrice Premio Speciale Giallo Garda - Simona Cremonini PDF Stampa E-mail

"Il Turno delle Parole" di Simona Cremonini

 

Mai vista una notte così bella.
Una luna da favola, un cielo da poesia.
L'aria bruna, dorata addirittura, appena fresca.
Unica nota stonata: il ricordo di quella voce.
Sottile, tagliente, feroce.
Una voce cattiva.
Appena un sussurro: "Buona fortuna".
(Carlo Lucarelli)

Finisce così quel discorso, tanto breve eppure carico di attese.

Non c'è voluto molto tempo per pronunciarlo, d'altronde l'uomo dall'altra parte dello schermo, in realtà, ha avuto bisogno di dire solo una parola. Un unico termine.

Così prevede il regolamento del concorso di poesia e, per farlo, è bastato un video di pochi minuti, per l'occasione riecheggiato dal tablet della signora sorridente che ha organizzato la serata letteraria sulla spiaggia di San Felice del Benaco.

Massimo stringe i denti e sente quell'ultimo augurio che gli rimbomba nella testa.

Buona fortuna.

A enunciarlo è quella voce odiosa che non lo lascia mai stare, che gli ferisce le orecchie ogni volta che la intercetta da qualche comparsata televisiva o intervento radiofonico.

Massimo non riesce ancora a credere che quel bastardo sia la superstar dei libri, quello che tutti osannano, il vip che viene invitato nei talk show e che solo a pochi dice di sì, in grado di far schizzare gli ascolti televisivi con una semplice telefonata in diretta... e seguito da milioni di fan sui social network.

Simone Mussolo è "il nuovo Gabriele D'Annunzio, il Dylan Thomas italiano, il Jacques Prévert del Terzo Millennio": colui che, sfidando il luogo comune secondo il quale gli italiani non leggono e soprattutto se ne infischiano della poesia, oggi entusiasma le folle vendendo libri di endecasillabi come le rockstar di una volta facevano coi dischi e che, per rendere tutto ciò allo stesso tempo ancora più eclatante e umiliante, vive ormai nascosto e partecipa di persona solo a sparuti eventi pubblici, spesso nemmeno molto mediatici.

Questo premio letterario è una di queste occasioni: in quanto padrino della manifestazione, la voce di Mussolo ha annunciato la parola che, obbligatoriamente, deve essere utilizzata da tutti i partecipanti per comporre la propria poesia, perché così prevede il regolamento di "Il Turno delle Parole". È una formula insolita, quella su cui si basa questo concorso, perché il tutto deve essere composto durante quella notte, in quindici sedi dislocate in diversi luoghi d'Italia.

Per partecipare Massimo ha scelto il lago di Garda. Ma a lui, di scrivere, non importa proprio niente.

La voce di Mussolo dal dispositivo annuncia il termine da usare, "mandorla": poi, dopo quell'odioso saluto, si spegne su se stessa. Ma, anziché lasciare posto al silenzio, riempie l'aria con le domande mute di chi, ora, deve mettersi a elaborare una poesia.

Attorno a Massimo sguardi arzilli e concentrati si tuffano sulla carta e sugli schermi dei computer portatili cercando di fissare l'idea perfetta. Tutti si sono sistemati ai tavolini del bar sulla spiaggia, nessuno fiata più, mentre le dita scorrono e i pensieri di ogni singola persona sono così ingombranti che sembrano occupare uno spazio fisico. Eppure il clima è perfetto, in questa serata.

Poi nessuno fa caso a lui e a Massimo non interessa molto mettersi a scrivere. È su quella spiaggia per altri motivi.

Con il video, trasmesso in diretta dalla sua città, Brescia, Mussolo ha aperto la competizione: e, ben presto, Massimo torna a sollevare lo sguardo e a contemplare, a uno a uno, tutti i meravigliosi dettagli che ha già intercettato nel paesaggio, in attesa di ciò che verrà.

La luna è splendida, le manca appena una fettina per essere piena, e dipinge l'aria di una sfumatura bronzea propagata dal riverbero dell'acqua. C'è buio, eppure il lago riesce a scherzare comunque con la luce, come se fosse lui stesso a condurre il gioco, anche di notte. Il cielo dovrebbe essere scuro, insondabile, eppure non lo è del tutto, sembra parlare una lingua tutta sua che sussurra direttamente al cuore.

A Sofia piacerebbe una notte così bella.

È solo un pensiero fugace: ma il suo ricordo, il suo nome, la sua presenza che non se n'è ancora andata, sono come una stilettata al cuore per lui.

Massimo sussulta e rabbrividisce. Guarda gli altri presenti, nessuno pare essersi accorto della sua reazione fisica. Una donna solleva lo sguardo da un tavolino vicino al suo. Lo fissa, per un lungo istante, e poi sorride, comprensiva. Sa benissimo come ci si sente a cercare l'ispirazione. "Ti capisco", gli sussurra nella testa, e poi abbassa di nuovo gli occhi sullo schermo per proseguire con i propri versi.

"Sai, stavo pensando..."

"Come, stavi pensando?!"

Dal divano Sofia tira fuori la lingua, stringe gli occhi e fa una boccaccia. Massimo ride.

"No, ho aperto la bocca per cambiare aria al cervello!" Poi gli tira addosso uno dei cuscini ornamentali che ha accanto a sé. Sono piccoli di dimensioni, ma piuttosto rigidi, e Massimo fa "Ahi!" scansandolo però senza problemi.

"Ben ti sta!" gli fa lei piccata e riprende a leggere la rivista che ha in mano.

"Be', che stavi pensando?" le chiede Massimo dopo un minuto di silenzio, ancora in attesa che lei concluda il discorso.

"Lo vuoi proprio sapere?"

"Certo, sono curioso!"

"Volevo solo dire... Se vuoi conoscere uno scrittore, ma lui non fa vita pubblica, sai cosa ti resta da fare?"

"No, che cosa?"

"Una sola cosa: assegnargli un premio".

Lo è venuto a sapere perché non ha mai smesso di seguirlo. Ogni giorno Massimo scandaglia la Rete in cerca di notizie su Simone Mussolo e sui suoi spostamenti. Sono molto poche, a dire la verità, quelle che vengono pubblicate. Su internet perlopiù si parla dei suoi libri e dei suoi banali interventi televisivi, in un eterno palleggiare tra siti insignificanti che fanno copia-incolla di news o, nel migliore dei casi, riscrivono un po' i testi già letti altrove.

Finché, un giorno, sul forum dell'associazione del premio letterario "Il Turno delle Parole" non è apparso l'intervento di un utente che ha posto una questione fondamentale.

"È vero che Mussolo trasmetterà il suo intervento da San Felice del Benaco, e non da Brescia?"

Quando Massimo è arrivato su quella stessa pagina il moderatore aveva già replicato alla domanda e ciò gli è stato di grande aiuto.

Di certo, se non fosse stato per quella risposta sul forum, Massimo non avrebbe mai partecipato a un concorso per scrivere dei versi in una sola notte.

L'atmosfera da poesia, in riva al lago, è rotta dallo sciacquio e dal movimento delle onde. È il loro ritmo ad agitare la luce della luna e a fare da sottofondo ai pensieri.

L'organizzatrice della serata, quella che ha sorretto il tablet perché tutti potessero assistere all'intervento di Mussolo, silenziosamente si alza dal suo posto. Entra all'interno del locale e Massimo la segue con lo sguardo. Oltre le pareti, lui non può vedere cosa stia succedendo, ma ben presto la donna si affaccia al gruppo di tavolini dove in molti, concentrati, stanno scrivendo come se fossero racchiusi da una bolla.

Con lei c'è un uomo.

È un po' tarchiato, le spalle sono troppo larghe rispetto all'altezza, e Massimo ha già notato questa sproporzione vedendolo di persona per la prima volta, quando Sofia l'ha accolto alla serata della sua associazione Le Perle di Bacco, per assegnargli uno dei loro riconoscimenti artistici.

È passato del tempo, ben due anni, ma Massimo non ha dimenticato come è fatto Mussolo. Lo fissa, cerca di metterne a fuoco il viso per essere ancora più sicuro che si tratti di lui. Non riesce a evitare di frugarlo con lo sguardo.

Massimo si alza in piedi. La donna sta tornando verso gli autori ancora all'opera, inconsapevoli che Mussolo sia lì, a pochi metri. Massimo lo scruta per cercare di capire se, dalla sua postura o da qualunque altro dettaglio, si possa percepire che sia intenzionato ad andarsene. È pronto a seguirlo.

"Scusatemi per l'interruzione" annuncia intanto la signora, ormai a un passo da tutti loro. Qualcuno alza la testa, qualcun altro sta ancora scrivendo e non pare nemmeno ascoltarla.

"Abbiamo un ospite speciale che è venuto a raggiungerci da Brescia" prosegue lei imperterrita. "Qualcuno di voi, se in questi giorni ha sbirciato il forum di "Il Tempo delle Parole", forse lo sa già... Simone Mussolo è qui per un saluto".

Nel frattempo "il nuovo Gabriele D'Annunzio, il Dylan Thomas italiano, il Jacques Prévert del Terzo Millennio" si è fatto più vicino e un'espressione stupita fiorisce sui volti che hanno interrotto il loro lavoro. Ben presto sono in molti a fissarlo sorpresi.

Dal canto suo, Mussolo sorride compiaciuto, ma si aspetta di essere presentato e non certo di dover parlare spontaneamente.

Ha fatto così anche con Sofia, quella sera, prima che un esaltato si mettesse a sparare all'improvviso per ucciderlo.

Chi ha impugnato la pistola è in carcere da tre mesi, ma a Massimo non è bastato per sentire che giustizia sia stata fatta. Non ha scordato né scorderà mai quegli attimi terribili.

Soprattutto, non dimenticherà mai quell'abbraccio improvviso, quello stringere Sofia a sé che ha permesso a Mussolo di essere colpito solo di striscio, mentre la ragazza veniva trapassata in petto da due pallottole.

Sono stati momenti concitati, è vero... ma Massimo era lì a pochi metri di distanza e sa cosa hanno visto i suoi occhi.

Mentre Sofia gli moriva davanti, ha chiesto a Simone Mussolo perché si fosse fatto scudo con il corpo della giovane.

"Non è molto importante", si è sentito rispondere.

Un'affermazione sottile, tagliente, feroce, così come Massimo ha sempre percepito la voce di Mussolo, che subito è sparito per mettersi al sicuro. Massimo non ha più avuto modo di parlargli o di incontrarlo, ma non ha mai smesso di cercarne l'occasione. Fino a quella risposta sul forum.

"Mussolo farà l'intervento da Brescia, ma poi potrebbe passare sul lago per un saluto".

È la sua unica opportunità.

Quando la proprietaria del tablet finisce di presentare Mussolo, Massimo stringe nella mano destra la forma metallica che ha portato con sé. La estrae.

Inizialmente nessuno si accorge del gesto, ma poi la signora che si è mostrata comprensiva verso la sua ispirazione lo vede e lancia un urlo.

Due spari.

Tutto finisce molto presto.

È un peccato rovinare una notte così bella, ma del resto...

Se vuoi incontrare uno scrittore, ma lui non fa vita pubblica, cosa ti resta da fare?

 
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