III Classificato ex aequo - Nicoletta Magnani con "Argento vivo" PDF Stampa E-mail

ARGENTO VIVO

Ci sono desideri che sembrano impossibili, così grandi e così complessi, così difficili che figurarsi, e invece in un attimo, come per caso si avverano.

E ce ne sono altri che sarebbero lì, a portata di mano, di dito, addirittura, e poi niente, via, svaniti, scomparsi.

E questo?

Qual era, cos'era, questo?

Ci voleva pensare da solo.

Non è una decisione facile da prendere a ventiquattro anni, quasi venticinque.

Per questo in stazione a Roma, prima di salire sul treno, ha telefonato a casa: "State tranquilli, domani sono di riposo, mi fermo a Bologna. Sto dai ferrovieri quando smonto, poi mi vedo con quelli di ingegneria"

Poi, per fortuna, è caduto l'ultimo gettone di quella interurbana Roma-Forlì.

Mezza verit√† e mezza bugia: si fermava s√¨ dai ferrovieri, ma poi vuole stare da solo; ha deciso di andare a San Luca per vederci pi√Ļ chiaro.

A Bologna lo fanno tutti per chiedere qualcosa e per ringraziare, e lui, per ringraziare, l'aveva già fatto, per ringraziare del lavoro in ferrovia.

La mamma è stata contenta per il lavoro in ferrovia, ma il babbo no.

Il babbo aveva intuito che, con un buon lavoro, la laurea poteva diventare meno importante; ma lui l'aveva rassicurato: "Babbo, dai, sono già nelle ferrovie, poi, con la laurea in ingegneria, posso fare dei concorsi interni".

Ma il babbo non l'aveva bevuta e aveva capito che dietro a tutto c'era la Libera.

Lui e la Libera si conoscono da quando sono piccoli, i genitori li hanno portati con loro alla Festa del Edera, la prima volta, che ancora non camminavano.

Poi, a poco a poco, lui e la Libera si sono allontanati dal PRI, come quasi tutti i giovani di Forlì del resto, ma si sono avvicinati l'uno all'altra.

Lui, insomma, glielo vuole chiedere alla Libera di sposarlo.

Se si sposano certo che deve lasciare l'università del tutto.

Ma del resto, quel colpo diciamo di fortuna, di entrare nelle ferrovie, che senso ha se non di poter già mettere su famiglia? Per babbo e mamma però sarà un brutto colpo, soprattutto per il babbo, rinunciare a un figlio ingegnere.

Ed è questo il dubbio che vuole togliersi il giorno dopo a San Luca: "ci fidanziamo e ci sposiamo con la Libera presto, come desidero tanto o le chiedo di aver pazienza per qualche anno?"

Intanto l'anello ce l'ha già, o meglio l'ha già ordinato da Gozzoli.

E' stato lì tutto un pomeriggio con l'ansia che qualcuno che passasse da Corso Mazzini, lo vedesse.

Gliene ha fatti tirare fuori non so quanti, ma la Marisa non si √® scomposta, era troppo simpatico quel ragazzino che gli aveva chiesto un anello di fidanzamento d'argento. Non si era mai sentito, ma poi lui aveva detto, perch√© io mi chiamo 'argento', mi chiamo Silver. E allora lei aveva tirato fuori anche quelli d'oro e gli aveva detto: "Se ti piace una montatura di queste, che sono pi√Ļ adatte per un fidanzamento, te lo faccio fare apposta, perch√© sei uno che ha idee chiare. (Magari le avesse chiare ora.) Infatti ne aveva visti tanti, ma gliene piaceva uno con una pietra verde, perch√© il verde √® il colore dell'edera e se non c'erano le Feste dell'Edera, lui e la Libera, non si sarebbero mai conosciuti.

E lunedì 5 agosto, l'anello era pronto da Gozzoli.

Quanto ci aveva pensato in quei dieci giorni d'attesa dell'anello e quanto ci stava pensando da quando il treno era partito da Roma.

Poi era salita un sacco di gente anche a Santa Maria Novella.

Addirittura il treno era partito in ritardo per il casino che c'era e lui a controllare i biglietti invece che poter pensare alla faccia di Libera, quando vede l'anello.

Era già da otto anni che 'filavano', ma fino al lavoro in ferrovia, lui neanche ci pensava a metter su famiglia, fare lo studente pendolare Forlì-Bologna era pesante e quindi era concentrato tutto sullo studio. Però il destino: proprio prendendo il treno per andare all'università, ha letto in stazione del concorso in ferrovia.

Una mezza idea di fare le cose seriamente con la Libera col lavoro gli era venuta.

E adesso quell'anello che lo aspetta a Forlì, quel desiderio forte di sposare la Libera è a portata di mano, è a portata di dito, cosa lo può far scomparire?

All'una e ventitre del 4 agosto 1974, una bomba esplode nella quinta carrozza del treno espresso 1486 Italicus, diretto a Monaco di Baviera, nei pressi della stazione di San Benedetto Val di Sambro.

Tra i dodici morti c'è il giovane ferroviere Silver Sirotti di Forlì, che sopravvissuto all'esplosione, è stato visto agguantare un estintore e raggiungere la carrozza numero cinque per provare a soccorrere le persone ferite.

Sarà per questo insignito della medaglia d'oro al valore civile alla memoria.

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Dall'Enciclopedia Treccani: avere l'argento vivo addosso non stare mai fermo, essere in continuo movimento, sia per l'irrequietezza, sia per l'instabile operosità e vitalità.


 
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